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Cattolica Turismo

La spiaggia TOP della Riviera Romagnola

Cattolica si fa bella in attesa del periodo pasquale.
Il sindaco Pietro Pazzaglini esorta gli operatori degli stabilimenti balneari cattolichini, a rendere omogeneo il colore delle palate ed i legni, che proteggono gli stabilimenti stessi e gli hotel fronte mare, dalla sabbia e dalle raffiche di vento che nel periodo invernale sono gli spauracchi dei bagnini.
Una Cattolica che si premura di essere la Regina dell’accoglienza! “Ordine” è l’imperativo del primo cittadino! Sciogliere i sigilli che impediscono l’accesso alla spiaggia nei mesi invernali, affinché Cattolica possa diventare un comune turistico non solo nei 3 mesi estivi!
Una Cattolica esigente con i propri cittadini, per offrire un servizio turistico al TOP della Riviera Romagnola, a tal fine è corretto curare i dettagli nei minimi particolari!
La pulizia della spiaggia è un punto di forza della Regina dell’Adriatico, nei week-end invernali la battigia è calpestata da coppiette che scelgono Cattolica come meta romantica delle loro passeggiate; al di là del ritorno meramente economico, l’amministrazione comunale lavora per fare di Cattolica una città accogliente ed ospitale per 12 mesi all’anno!

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Cattolica

La valorizzazione della Foce del Conca

Al via il primo progetto pilota GIZC della Provincia di Rimini – la valorizzazione della Foce del Conca : una risorsa naturale e turistica .

Il 10 marzo prende l’avvio la prima azione sperimentale della Provincia di Rimini nell’ambito del Programma di Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC). Il progetto è stato individuato dalla Provincia di Rimini quale prima azione sperimentale nell’ambito del Programma di Gestione Integrata delle Zone Costiere, dopo che la Provincia ed i Comuni costieri hanno deliberato l’approvazione delle Linee Guida del GIZC, così come richiesto dalla Regione Emilia-Romagna. Gli interventi contemplati dal progetto sono finalizzati alla riqualificazione della foce del fiume Conca che ha come area di intervento il fiume Conca, la spiaggia intorno alla sua foce e la zona di mare antistante, un’area questa ricompresa nei Comuni di Cattolica, Misano Adriatico e San Giovanni in Marignano. In occasione dell’avvio del progetto, martedì 11 marzo, alle ore 15, presso la Sala Libeccio dell’Acquario di Cattolica le Navi (Piazzale delle Nazioni 1/a) si terrà un convegno di presentazione del progetto. Oltre all’illustrazione delle finalità dell’intervento e della presentazione generale delle azioni previste, verrà riproposto il percorso che ha portato alla definizione di questa nuova strategia di gestione delle zone costiere, concepita e promossa dall’Unione Europea .

Per il recupero di quest’area, che riveste una peculiare importanza sia da un punto di vista ambientale che turistico per i Comuni di Cattolica e di Misano, sono previste diverse azioni tra cui l’inserimento di verde pubblico, la creazione di percorsi pedonali ed il ripristino della pista ciclabile, la creazione di passerelle di attraversamento del fiume, il ripristino di fasce ecotonali riparie, alcuni interventi a mare e la creazione di un parco marino.

consulta pdf del progetto

per info:
Claudia Berretta
Segreteria Assessorato Ambiente
Provincia di Rimini
Via Dario Campana, 64
47900 Rimini
tel. 0541 716297
fax 0541 716296
c.berretta@provincia.rimini.it
ambiente.provincia.rimini.it (dimensione 1,8 m)

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Cattolica Eventi Libri

XXXIV Premio Gran Giallo Città di Cattolica

Cattolica si tingerà di giallo alla fine del mese di giugno 2008; è giunta alla 34a edizione il Premio Gran Giallo Città di Cattolica, il concorso letterario promosso dalla Dott.ssa Simonetta Salvetti, responsabile dell’Ufficio Cinema-Teatro Istituzione Culturale della Regina del Comune di Cattolica, in collaborazione con la Casa editrice Mondadori e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini.

Il sogno di coloro a cui piace scrivere è diventare un giorno scrittori, avere un contratto con una nota casa editoriale, che permetta loro di avere il proprio nome immortalato nella copertina di un libro.

Il tempo per scrivere, quando si diventa blogger professionisti, scarseggia al ritmo incessante delle lancette di un orologio svizzero; meramente pleonatisco il voltarsi indietro, scorgere castelli di sabbia o sfavillanti reggie sono spesso l’indice di contatti più o meno fortunati. L’autore di per se è nulla senza pubblico che lo innalzi a leggenda,
usare il verbo con la potenza di un Profeta è lo strumento dei letterati che si distinguono nella coltre nube di caratteri in nero entro uno sfondo bianco.

Chi volesse cimentarsi nella stesura del miglior racconto o testo teatrale giallo e del mistero, inedito e di ambientazione rigorosamente italiana deve attenersi al sottostante bando di concorso:

1. Il concorso è aperto a tutti i cittadini europei.

2. Le opere dovranno essere inedite (non è esclusa la partecipazione o segnalazione ad altri concorsi, ma le opere non devono essere state mai pubblicate, neanche on-line), in lingua italiana e avere una lunghezza massima di 20 cartelle dattiloscritte (cartella tipo: 35 righe, 55 battute per un massimo di 2000 battute).

3.Si può partecipare con un solo elaborato.

4. I racconti dovranno pervenire in 9 copie e corredati di floppy disk o cd (i concorrenti dovranno indicare chiaramente le proprie generalità con indirizzo e recapito telefonico) a:

XXXIV Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”
Sezione letteraria
Ufficio Cinema – Teatro
P.zza della Repubblica, 1
47841 Cattolica (RN)

entro e non oltre (indipendentemente dal timbro postale) il 16 maggio 2008.

5. Gli elaborati non saranno restituiti e l’organizzazione si riserva il diritto di utilizzarli nelle varie manifestazioni, rassegne e/o altri concorsi collegati al Premio.

6. La giuria composta da: Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, selezionerà il racconto vincitore che verrà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori.

7. Il testo vincitore godrà inoltre di una drammatizzazione teatrale a cura del Teatro della Regina di Cattolica (se in forma originaria di racconto) o di una vera e propria messa in scena (se in forma originaria di copione teatrale) e sarà presentato al pubblico in occasione della cerimonia ufficiale di premiazione che si prevede alla fine di giugno 2008.

La Dott.ssa Simonetta Salvetti può essere contatta al numero di telefono 0541.968214-833528, fax 0541-830565 e-mail: teatro@cattolica.net

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Cattolica Eventi

IL BOOM di Cagnet nella sala M.Kolbe di Cattolica

29 febbraio, giorno non proprio unico, ma sicuramente raro! Questa sera alle ore 21.15, la compagnia teatrale Naif, metterà in scena “Il boom”, la commedia scritta e diretta da Cagnet (Mario del Bianco).
La rappresentazione avverrà nella sala M.Kolbe della chiesa di Sant’Antonio, sita in via del Prete 81 a Cattolica; il ricavato della serata andrà a sostegno dell’associazione culturale CUBIA
La parodia sul turismo degli anni ’90 nella riviera romagnola è stata riadattata considerando l’ambiente che ospiterà l’evento.
Il grasso umorismo di Cagnet, sarà purgato dei termini dialettali più beceri, la “passerona” sarà chiamata “bisteccona”, il “racasso” muterà in “giovanatto” e via su questa falsa riga, ciò non toglie che sarà una serata all’insegna dell’allegria e del buon vivere, una serata romagnola come se ne vedono sempre meno.

I personaggi e gli interpreti de “Il boom” sono:

Sonia Bartolini – Turista tedesca
Francesca Fati – Cameriera di sala
Barbara Masini – Moglie fruttivendolo
Paolo Scaramucci – Fruttivendolo
Luciano Piermaria – Cameriera ai piani
Andrea Romani – Cuoco
Gabriele Quieti – Portiere di notte
Cagnet – Contadino/Albergatore

Dietro le quinte opereranno: Giulio Berti, Carloni, Bozza con la collaborazione al sipario di Amedeo Olivieri e Ferdinando Montanari.

Presenterà: Nunzio Livi

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Cattolica Eventi

Tank You di Luca Rossetti

Oggi mi sono recato alla Galleria d’arte XXIII, sita in via Don Minzoni 69 a Cattolica, che ospita dal 23 febbraio fino al 23 marzo 2008, la mostra di Luca Rossetti Tank You; un palese doppio senso con il quale l’artista ringrazia la donna che ci mostra questo corpo perfetto, un corpo che si trasforma in terreno da gioco, grazie alla fervida fantasia di Luca, i carrarmatini del risiko diventano piccoli uomini di diverso colore, ognuno con la propria anima e con la propria tecnica di seduzione, che lottano per conquistare questa sensuale collina!
Luca non considera erotiche queste foto, ma per me sono la più alta forma di erotismo che si possa ottenere dal corpo di una donna; la vita è un gioco nel quale la donna è il perno attorno al quale si muove ogni cosa, senza donna la vita non avrebbe senso, non sarebbe divertente, ogni scoperta rimarrebbe fine a se stessa, un mera forma di egoismo.
Esporre il proprio corpo affinchè lo spettatore viva l’estasi dell’assoluto è un alta forma di altruismo, il nero dello sfondo è il tutto entro il quale la perfezione del corpo prende forma.

Luca Rossetti è nato a Rimini nel 1979, ma è cresciuto e vive tuttora a San Giovanni in Marignano; lavora nel campo della fotografia da diversi anni, collaborando con i migliori dj della Riviera Romagnola ha curato campagne pubblicitarie per importanti griffe di moda, riscuotendo notevoli consensi nelle riviste Glamour e GQ.
Le sue prossime mete sono Asia e Africa, terre nelle quali approfondirà le tecniche del reportage, personalmente aspetto con entusiasmo i suoi prossimi scatti digitali!

Galleria 23A via Don Minzoni, 69 47841 Cattolica (Rn)
Dal lunedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.00.Ingresso libero.
Info: Ilenya Fraternali – tel. 0541 830345
e-mail: galleria.ventitreesima@gmail.com

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Eventi Jazz

Torna Melodica con Battiti Jazz

Finalmente – e lo dico a nome di tutti gli appassionati romagnoli di questa musica – torna Melodica con le sue rassegne di Jazz e contaminazioni varie. Contaminazioni che spaziano dal dibattito alla serata degustazione vini al buffet all’arma bianca. L’importante è che questi fanciulli tengano ben fermo al centro di tutto questo turbinio contaminativo il jazz nudo e crudo. La cosa non sembra comunque in discussione, vista la grande passione di Mauro Drudi- uno dei fondatori di Melodica – per questa musica.
Dunque si riparte con una nuova stagione. Quest’anno è la volta di “Battiti Jazz”, una rassegna che si terrà nientemeno che al rinato Cinema Astra di Misano Adriatico, una sorta di Fenice Romagnola ante litteram. Il cinema è infatti stato rimodernato per ospitare questo tipo di manifestazioni.
Si parte Sabato 24 novembre con Salvatore Bonafede accompagnato da Vito Di Modugno, dal fratello Pino e dalla sezione ritmica degli High Five di Fabrizio Bosso.Un gruppo interessante che non bisogna lasciarsi sfuggire.
Di seguito il comunicato di Melodica con le notizie relative al primo concerto:

Dopo una pausa ingiustificabile Melodica torna finalmente a offrirvi della buona musica e lo fa in una cornice del tutto nuova. La collaborazione con Effetto Notte ha dato vita a Battiti Jazz aprendo le porte del cinema Astra di Misano Adriatico, sala dall’ottima acustica che si presenta in una veste nuova e del tutto particolare: in platea infatti le rigide file di sedute cinematografiche lasciano spazio a sedie, tavoli e abat-jour, poltroncine basse per le primissime file e spazio buffet. E così sabato 24 novembre il cinema Astra sarà un cinema, un teatro, un auditorium ma anche un locale in cui bere, parlare e alla fine mangiare tutti assieme, la fine di una serata che comincia con un aperitivo durante un breve DJazz set, continua con il concerto del trio sperimentale formato da Diego Cofone, già vincitore del premio ‘Iceberg’, al pianoforte e alle ance, Lucio Corenzi al contrabbasso e Chris Iemulo alla chitarra, trio che scalderà il palco per il quintetto di Salvatore Bonafede, straordinario pianista e compositore, accompagnato da Vito Di Modugno all’organo Hammond, Pino Di Modugno alla fisarmonica, e dalla base ritmica degli High Five di Fabrizio Bosso, e cioé Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. La serata finirà come anticipato con un buffet gratuito e una Jam Session alla quale tutti i musicisti sono invitati a partecipare. Il costo del biglietto è di 15.00 euro e comprende, oltre all’aperitivo iniziale e al buffet, il tesseramento per il 2008. Sperando in un vero e proprio assalto del pubblico, vi indichiamo il numero di telefono di Battiti Jazz: per informazioni e prenotazioni Michele – 3491021902.

MELODICA ass.cul.pop in collaborazione con EFFETTO NOTTE

BATTITI JAZZ
sabato 24 novembre 2007
20.00
aperitivo+DJazz set
21.00
TRIO CASOMAI
22.00
SALVATORE BONAFEDE QUINTET

a seguire Jam Session + Buffet

CINEMA ASTRA
via D’annunzio 20 – Misano Adriatico – RN
ingresso: 15.00 euro
informazioni e prenotazioni: Michele – 3491021902

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Jazz Musica

Kind of Blue

Da un sole che non vedevo, sul campanile, sulla chiesa e sul muro bianco di cinta cadeva una luce appena dorata: Dentro a questa luce tutte le cose liberate dalla loro pesantezza, quasi svuotate da ogni materialità, parevano mescolarsi e sollevarsi insieme. Scende sulla terra il vuoto dei cieli o su di noi si spalanca la miglior vita? Questo non sapevo, che il mondo muore a ogni morte di un uomo.

Il vinile gira. Il giradischi ha ripreso a funzionare dopo 6 mesi di inattività. Ne avevo scordato il placido tramestio della cinghia e della puleggia mentre conferiscono al piatto un moto rotatorio prestabilito. La puntina piomba su Kind of Blue con una certa discrezione, un piccolo toc, poi il silenzio, poi la musica.
Passeggio per le strade arabescate di foglie. Viale Carducci sembra sospesa, privata per un attimo di luce, un filamento svuotato di ogni significato. Le foglie si accartocciano con un cric croc mentre le calpesto. Non incontro nessuno. Sono solo. Ripenso al terzo brano di Kind of Blue, un pezzo che s’intitola Blue in Green: Bill Evans sfiora un paio di accordi poi Miles si avviluppa al refrain, un lungo interminabile sospiro in sordina. Il cielo precipita in un grigio ghiaccio, portato da un vento secco e freddo.
Cerco d’immaginare la tua morte, “il mondo muore a ogni morte di un uomo”. Perdo di vista le ultime case, il circolo leggero dei gabbiani, il cielo è più che mai plumbeo.
Miles…

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Beneficenza Eventi Società

Beneficenza per i bimbi africani

Mauro ha di nuovo fatto partire un progetto. Il fulcro di tale progetto di beneficenza è l’organizzazione di una cena che si terrà il 23 novembre alle 20.30 presso l’agriturismo Oasi di San Nicola (Pesaro). La quota di partecipazione alla cena è di 40 euro, dopo la (lauta) cena si terrà una lotteria con in palio, tra gli altri premi, due settimane bianche, tutti premi generosamente messi a disposizione da vari sponsor che hanno aderito al progetto di Mauro. La mia raccomandazione è quella di non mancare ad un appuntamento che per noi rappresenta un mero momento conviviale, ma per molti bimbi significa più prosaicamente poter mangiare. Chi volesse prenotarsi per la cena può telefonare al numero del ristorante: 0721 50849, oppure direttamente a Mauro: 388 7644863.

Il progetto di raccolta fondi che ha organizzato Mauro riguarda tre orfanatrofi africani:

– L’orfanatrofio di Soddo in Etiopia: cè bisogno di generi alimentari di prima necessità, vestiario, coperte, materiale scolastico, ristrutturazione scuola, dormitorio e mensa.
– L’orfanatrofio del Villaggio di Kisugu (vicino a Kampala, la capitale) in Uganda: c’è bisogno di medicine, generi alimentari di prima necessità, vestiario, coperte, materiale scolastico, attrezzatura riabilitativa, ristrutturazione scuola e dormitorio
– L’orfanatrofio del Villaggio di Sichili in Zambia: c’è bisogno di allestire e arredare una sala parto e una sala accoglienza neonati

Tutti e tre glie enti destinatari dei fondi raccolti sono stati visitati personalmente da Mauro nel corso dei suoi viaggi. In particolar modo Mauro si è fatto carico di (parte) del progetto di ristrutturazione del grande orfanatrofio di Soddo in Etiopia, attualmente gestito da una comunità di Frati Missionari. Qui di seguito riporto un estratto dalla relazione sul progetto dell’orfanatrofio di Soddo, precisamente gli obiettivi operativi di tale impresa, così come mi sono pervenuti dagli stessi frati missionari di Soddo:

Obiettivo generale
Preventivo miglioramento delle condizioni di vita e del complessivo benessere di circa 300 bambini di strada nella città di Soddo per permettere una esperienza di vita dignitosa per trasformarli in cittadini produttivi ed autonomi della società/comunità, contribuendo così alla riduzione dei problemi sociali nell’area di riferimento. E’ un progetto di sviluppo sociale per persone in situazioni di alto rischio, in particolare “bambini di strada”.
Obiettivi specifici
Costruire un centro ben equipaggiato e fornito, con personale preparato che risponderà
ai bisogni primari di 150 bambini di strada che non possono essere riuniti alle loro famiglie.
Prevenire la disgregazione delle famiglie e la trasformazione in bambini di strada intervenendo con necessarie misure preventive.
Offrire preparazione qualificata e supporto per sviluppare attività economiche a 100 bambini di strada.
Far crescere il livello di preparazione delle famiglie dei bambini di strada e delle comunità sull’allevamento del bambino, sul fenomeno dei bambini di strada, sulla propagazione del HIV le le sue conseguenze attraversO specifici programmi educazionali.
Organizzare una educazione civica per conseguire un cambiamento comportamentale
positivo nei confronti dei bambini e permettere loro di conoscere i loro diritti di cittadini ed il modo di difenderli •
Facilitare piccoli crediti a 80/90 bambini come componente del termine dell’apprendistato e intervento per la creazione di nuovi posti lavoro.
Coordinazione tra enti governativi e non governativi che si occupano del problema dei
bambini di strada per una effettiva partenza dei servizi.
Provvedere di supporto educazionale per 100 bambini iscritti e ritirati dalla scuola.
Facilitare un tetto ed un approvvigionamento di cibo a 100 bambini che non possono
permettersi in proprio l’affitto per seri e convincenti motivi.
Reintegrare 60 bambini di strada presso i loro genitori o parenti o comunità su base
volontaria attraverso la collaborazione con gli uffici pubblici quale l’Unità di protezione e cura dei bambini del Dipartimento della Polizia zonale.
Curare i bisogni emozionali e spirituali di 300 bambini di strada attraverso consigli,
fornitura di attrezzature ricreazionali e attività di educazione consapevole dei diritti dei bambini e dello sviluppo del tenore di vita.
Scopo del progetto
Lo scopo del progetto si focalizza sulle strategie preventive per diminuire il fenomeno dei bambini di strada in Soddo. Vale a dire dare opportunità a coloro che sono bambini di strada di partecipare alla vita sociale della comunità/società attraverso i vari programmi di sviluppo del Centro. La continuità del progetto dipenderà sempre dalla cooperazione e dall’impegno dei benefattori, dai donatori di fondi e dai partners locali. Nel dovuto rispetto alla politica Governativa il progetto sarà rinnovato ogni 5 anni raccordando i vari periodi.
Partenza del progetto
realizzatore del progetto, l’Ufficio di coordinamento di Soddo Hosanna (ECC-SDCO/SH)
sarà responsabile di contattare i donatori di fondi per la implementazione del progetto dove le risorse materiali venissero a mancare. Per le risorse umane il progetto dispone di uno staff di religiosi stranieri come volontari oltre che uno locale. Essi saranno responsabili per tutte le operazioni del progetto e agiranno come consulenti in gestione delle risorse.
Le attività del progetto saranno seguite dal Coordinatore, da 22 dipendenti locali a tempo pieno e da esperti invitati di volta in volta.
Pertanto:
il fabbisogno finanziario per 5 anni viene stimato in Eth. Birr 7.783.000,00 pari ad Euro 694.911,00 al cambio attuale le risorse umane necessarie sono formate da un religioso straniero volontario e 22 addetti locali
Durata del progetto
Cinque anni: dal 2005 al 2009.

Centro Riabilitazione STreet CHildren di Soddo-Wolayta
email sdcoshcs@telecom.net.et

A tutti i lettori di Cattolicablog rinnovo l’invito a partecipare.

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Società Tecnologia

Grandi Ustionati

Oggi mi tocca il Marco Polo di Misano Adriatico, devo banalmente sostituire il telecomando del TV (che manco a dirlo mi hanno dato sbagliato). Sento già addosso lo sguardo vacuo e sardonico del commesso mentre mi sciorina un rotolare di pupille e uno spartito di grugniti pleistocenici.
Arrivo trafelato nel reparto Grandi Ustionati come sadicamente lo definisco, vale a dire il reparto dei tizi che si incollano ore davanti a un TV soppesando variazioni di micron all’interno della ionosfera e crepitare di plancton sotto forma di serici pixel annotando meticolosamente ogni tenue dato alla luce di una foga tassonomica da alunno con quadernetto e matita tra i denti.
Regolarmente questi tizi segregano i commessi (e i loro grugniti) in una gabbia di domande infarcite di termini quali vertical banding, pixel shading, omar sharif. Una dura prova per le pupille vacue e i grugniti di interiezione dell’inserviente. La scena si sviluppa così:

Attori:
– grande ustionato (GU): un tizio che si deve comprare un TV e si è iscritto a quattro o cinque università per documentarsi in materia
– commesso Marco Polo (MP): un secondo tizio che emette grugniti pleistocenici e ha pupille prensili
– io (IO), lo sfigato di turno ai margini di una conversazione ioneschiana

IO – Mi scusi, potrei solo…?
GU – (alzando la voce) come ti dicevo, è più di un anno che sto studiando il fenomeno della polarizzazione dei colori all’interno di un particolare spettro di colore e mi sono convinto…
MP – ARDFHYUYHGUUUUHM (grugnito con intonazione vagamente gaddiana)
GU – e poi questo pannello di tredicesima generazione non convince, direi che è addirittura grossolana l’impostazione del pixel shading
Vladimiro – (sbadiglia) Questi tuoi discorsi mi importunano non poco e con tutte le tue ciance mi hai fatto perder il filo del discorso…
Estragone – (punto sul vivo) Ma sentitelo, come se non sapesse che siamo qui ad attendere il suo amico ritardatario e intanto l’umidità ci penetra nelle ossa sotto forme di invisibili stille, un esercito nell’ombra di cui nulla o nessuno può arrestarne l’avanzata.
VL – Già come se fosse facile predisporre un alveo, recintarlo per bene e poi incanalarci dentro tutte le particelle liquorose che volteggiano libere nell’aria.
ES – E dire che te ne intendi tu di prigione e cattività, mio buon amico, se non sbaglio.
VL – (facendo finta di niente) Una volta ho costruito una trappola perfetta per le rane, accidenti era così perfetta e tremenda e subdola che quasi quasi ci cascavo io stesso, il creatore. E ne ho prese di rane con quell’arnese, certe scorpacciate che non ti dico…
ES – Ci risiamo, vorresti imbrigliare tutte le mie argomentazioni filosofiche sottomettendole ai tuoi bassi istinti primordiali, come fango sotto gli scarponi dopo una serata a sguazzare nei campi di riso.
VL – Ma quasi mi dimenticavo! Sai venendo qui chi ti ho incontrato?
ES – Questa è una domanda retorica?
VL – Certo.
ES – Bene, allora perchè attendi una mia risposta che non arriverà mai? Si suppone che nel contesto della frase tu ponga una domanda retorica e IMMEDIATAMENTE dopo fornisca la lecita risposta al quesito.
VL – Sai qual è il tuo problema?
ES – Attenzione a disporre troppe domande retoriche, eccone un’altra!
VL – Tu… tu sei maledettamente pignolo, il tuo furore tassonomico ti travolgerà, te lo garantisco.
ES – Intanto siamo al punto di prima.
VL – Cioè?
ES – Cioè siamo da capo, questo tuo bislacco incedere oratorio non ha portato nulla di buono, nulla di tangibile (come sempre) e ci ritroviamo semanticamente con un pugno di mosche…
VL – Sentimi bene caro il mio signor Retore, io non ho certo la puntigliosità di vocaboli che tu possiedi, ma…
ES – La “puntigliosità di vocaboli”? Oh bella, siamo allo sproloquio…
VL – Questo cielo stellato mi è testimone la mia pazienza con te non durerà in eterno e voglia Dio che…
ES – A proposito di Dio, mio suscettibile compagno, che ne dici di quella conformazione lassù, quella luminescente massa di stelle che pare trapuntata secondo un imperscrutabile disegno…
VL – Quale, quale? Quella là?
ES – Sì, esatto. Hai notato come rifulga di una luce plumbea e spettrale rispetto al resto del firmamento? Sembra quasi…
VL – Un viso stampato nella notte!
ES – Direi piuttosto…
VL – Un vecchio aratro, lasciato andare in malora!
ES – Perdinci fammi spiegare!
VL – Ecco, ecco! Ci sono! E’ un messaggio del nostro amico, ci dice che sta arrivando, sono parole scritte con la forze del pensiero, ha unito stelle e galassie per premura verso di noi!
ES – Tu sei da legare! Stavo dicendoti che…
VL- Sì?
ES – Con le tue dannate panzane mi hai di nuovo rivoltato il cervello… Non mi ricordo più a che punto eravamo…

Fuori un cielo senza luce trattiene un mantello di pioggia.
Stringo in tasca il telecomando inservibile.
Sorrido come solo ai vinti e agli invisibili è concesso sorridere.

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Cucina Web

Ricette Giapponesi


Il Giappone è un mistero sospeso in un bozzolo di sushi.
Con questo inquietante grimaldello psicologico mi sono messo ai fornelli armato di pc portatile e mi sono voluttuosamente perduto tra i demoni gastronomici del Sol Levante. Non so dire il perchè di un gesto così estremo. Forse voglia di sperimentare nuovi orizzonti per la cucina dell’hotel, forse masochismo gastrointestinale, forse sindrome da ingresso negli anta (anche se i prossimi saranno 39, è bene precisarlo).
Il Giappone dunque, e la sua millenaria cucina. Eccoci qua… Dunque, mi fiondo su google e digito “ricette giapponesi”. Il primo sito mi offre graziosamente i suoi servigi e io me li prendo avidamente. Vediamo, vediamo… Antipasti… Questi li saltiamo, niente antipasti, fedeli alla corrente di pensiero dei cuochi eretici del Movimento Azione Carbonara (nel senso di “bucatini alla”) i quali sostenevano strenuamente la centralità di un pasto libero da fronzoli barocchi e conservatori quali antipasti, eccessivo decorativismo, spropositato sfarzo, servilismo intellettuale alla cucina francese (abolita anche la erre moscia a tavola e il mignolo sollevato dalla tazzina).
Dunque le zuppe… Cosa abbiamo?
– Dashi di brodo di pesce: iniziamo coi baganelli?
– Ebi no suimono, zuppa di gamberetti: interessante
– Miso-shiru, Minestra con pasta di soia: la soia mi ricorda gelati dietetici e mini-market asiatici dalle parti di Via Irnerio a Bologna
– Satsurna-jiru, Minestra con miso, pollo e verdure: straziante dilemma su cosa sia il Miso allontana questo piatto dalla lista dei papabili
– Ushio-jiru, Minestra di vongole, e qui al termine “vongole” crepita la romagnolità ch’entro mi rugge
– Uwo dango no shiru, Minestra con polpettine di pesce: ora non so a voi ma a me la parola “polpettine” mi ha sempre schiuso un universo di angoscia e spasimi. Riuscite ad immaginare una crosta superficiale impenetrabile che racchiude misteri inviolabili, a cui noi dobbiamo sottomettere la nostra cultura e financo i nostri sensi, dobbiamo concedere cieca fiducia e affidarci alle tenebre di un ripieno che non ci è dato esperire con nessun altro senso se non con l’intimità più personale e privata del nostro palato. Il mio è un atto di ribellione. Le polpettine no.
Ho scelto: sarà “Ebi no suimono” il mio varco nella tavola nipponica.
Ora il secondo, ecco le ozpioni:
– Onigara-yaki, gamberi alla griglia: direi un degno corollario della zuppa di gamberi
– Amaguri yaki Vongole alla brace: e qui mi si insinua il dubbio che ci sia un piccolo romagnolo dentro ogni cuoco giapponese
– Tempura, Fritto di mare e verdure: anche questo molto familiare
– Tendon, scampi col riso: la paronomasia di tendon e scampi mi balena la scena di un pagliaccio che si cuoce mestamente la cena sotto il tendone di un circo
– Teriyaki di pollo, Pollo marinato e grigliato: rimarrei sul pesce
– Teriyaki di salmone, Salmone marinato e grigliato: ecco il salmone forse sì
– Uni-yaki Pesce alla griglia con pasta di uni: gli uni sono un po’ pesanti, alla lunga, specie con gli altri (pesante questa).
Ok basta così, vado sul Teriyaki di salmone e non ci penso più.
Ora consulto un po’ di ricette in giro per la preparazione di questi due piatti e mi imbatto continuamente in ingredienti alchemici dai nomi oscuri e crudeli: Aburage, Azuki, Harusame, Karashi, Mitsuda, Shichimi Togarashi. Al millesimo termine giapponese mi ritorna in mente la sigla di Tekkamen in giapponese che incredibilmente è presente integra nelle pieghe della memoria e anzi mi sorprendo con grembiule e mestolo in mano a cantare a squarciagola “ucciu no kiskhi, ucciu no kishi, Tekkamaaan!”. Una scena rivoltante.
Inutile dire che gamberetti e salmone hanno ricevuto un trattamento più addomesticato e il mio esotismo nipponico si è perso in siti di Anime che hanno risvegliato ricordi mai sopiti:
Gundam, Jeeg Robot, Mazinga, Daitarn 3, Daltanius, Baldios, Trider G7, Astrorobot, Gordian…

Giapponesi, lo volete un consiglio? Continuate a disegnare e se proprio dovete mangiare, fatevi un panino al tonno, o magari importate la mortadella e le rosette, nuovi orizzonti vi si schiuderanno e il sushi sarà spazzato via da un impalpabile velo di Bologna…