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Da Blogger a WordPress: cronaca di una migrazione

wordpress logoForse i più smaliziati e solerti lettori di Cattolica Blog si saranno accorti che la piattaforma di pubblicazione è cambiata: da Blogger sono infatti proditoriamente zompato a WordPress. Ci sarebbero mille motivi per spiegare la migrazione, ma ne basti uno: non riuscivo più a pubblicare gli articoli con Blogger! Se vi pare poco…

Non ho voluto addentrarmi sui misteri dell’informatica e sul perchè da oltre due settimane Blogger si è ostinato a non pubblicarmi una sola singola parola. L’unico fatto certo è che, preso il coraggio a due mani, ho cambiato il sistema operativo del mio hosting: da Windows a Linux (sul quale com’è noto WordPress si trova come le vongole sugli spaghetti), quindi ho uploadato l’ultimo pacco-regalo targato WordPress e marchiato a fuoco come versione 2.5.1, infine come chicca finale ho dovuto reinserire manualmente ogni articolo con il classico apple-c e apple-v (che diventano ctrl-c e ctrl-v per i pc-isti) perchè l’opzione dell’importazione automatica dei post sui server aruba non funge nemmeno a mettersi a orare in swaili. Chiaramente, dato che c’ero, ho aggiunto qualcosa come 300 tags più altre amenità di cui non vi sto a tediare. Insomma una virtual-sfacchinata a cui mi sono masochisticamente sottomesso pur di continuare a scrivere le mie boiate in questo blog… Per aiutarmi e sostenermi nell’impresa ho adottato come carta di navigazione l’ottima guida di Tagliaerbe in cui, con dovizie di particolari, spiega, narra e illustra la sua mirabolante esperienza nel passare a WordPress provenendo appunto da Blogger. Documento vieppiù utile sopratutto per mantenere i primigeni url dei post e non perdere, di conseguenza, il ranking faticosamente conquistato nelle serp dei motori di ricerca.

L’unico vero problema rimane quello dei commenti: una marea (per me che li dovrei inserire)… Mi pare siano oltre 200… Diciamo che a tempo perso li inserirò: chiedo solo ai legittimi autori di ogni commento di pazientare e magari, di reinserire, così… a spanne, il loro commento originario se proprio ci tengono 🙂