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POESIA D’INVERNO.![]()
l’intonaco che cade dal soffitto. Ma tu li scansi Il gelo già sui vetri armadi stipati per l'inverno. di tutto quello che pensavo. Armato di rabbia e di pazienza Stanche di scavare In ricordi lontani
E' un piano questa stagione morta, E il giorno non bastava mai. Ho nella gola una preghiera Le ferite bruciano e starsene seduti, mi sembra di sprecar tempo, così dura, così gelida. “SE OSSERVO …”
Se osservo il sole, illumino il tuo viso così dolce, emi incanto ad osservare i tuoi occhi da me quasi sconosciuti. Se osservo la luna Rivivo, quei piccoli frammenti di vita vissuti al tuo fianco. Sembra quasi fosse adesso quando il mio cuore batteva forte al sussurrare ti amo. Se osservo il mare, ho paura; perché penso a tanta lontananza che ci separa, a quell’azzurro troppo vasto. Eppure abbiamo fatto l’amore davanti a lui. Ma forse è proprio per questo che a volte affogo. Se osservo i boschi, mi sembra quasi di averti tra le mie braccia, sfioro la corteccia come se sfiorassi il tuo corpo annuso le foglie come se annusassi la tua pelle raccolgo i loro frutti come ogni giorno raccolgo le tue parole. E ogni giorno non è mai lo stesso perché ti amo. Se osservo le stelle, non faccio che piangere perché vorrei afferrarti e portarti via con me. Si amore mio ti voglio voglio la mia stella voglio te la stella più bella che osservo ogni sera con le lacrime agl’occhi. Ma io non mollo continuo ad osservare tutto ciò che mi circonda, con pazienza e tanto amore per te. ***ghiro** Bimbi soli……
11:25, 12.11.2009
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ascoltato da chi ama la semplicità. Grida smarrite e non ascoltate anzi ignorate. Vorrei raccogliere il frutto di chi chiama con debolezza e insistenza una persona che non vuol sentire. E’ straziante non essere ascoltati e incompresi, distrugge dentro rende infelici e soli. Vorrei essere la mamma di tutti i bimbi Che a volte piangono Con lacrime sole Sparse qua e la dal vento. ***Ghiro*** Non ci si sente da un po'
12:21, 27.10.2009
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Hola cari seguaci del culto della Mia Persona. Vi sono mancaa eh? E voi avete strisciato nel buio in attesa di una mia epifania. Beh... Eccomi qui... Mi concedo a voi come un martire alla sua penitenza. Andiamo e moltiplichiamoci. UN ALBERO SOLO
Spoglio. La voce del vento scendeva lenta sui fili d’erba ai suoi piedi, era già mattino. Il sole svegliatosi da circa un’ora faceva sentire il calore dei suoi raggi. con i suoi odori e colori tutto prende forma, i boccioli dei tulipani si schiudono quasi voler parlare all’inizio di un nuovo giorno. Solo lui sembra ormai non sentire la vita è stanco ormai, il vecchio albero la corteccia mostra i segni della vecchiaia buchi che lacerano toccando l’anima ATTIMI SU ATTIMI DIETRO A QUESTE SBARRE.
Attimi su attimi Le foglie come farfalle
12:23, 26.8.2009
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Le farfalle
Ballano velocemente Un ballo Rosa Nero, Arancione Verde, azzurro, bianco, giallo Violetto. Nei fiori come nel nulla Sempre volanti. Consecutive e remote. **ghiro** "FORSE IN UN'ALTRA VITA!"
12:04, 26.8.2009
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La vita è fatta di fasi,
sfumate tra loro, dai confini mai netti. La vita è fatta di tante cose, alcune belle e altre brutte. La vita è fatta di pezzetti sparsi e noi passiamo il tempo a cercarli e una volta trovati, pensiamo a come dargli forma. Si cerca di guardare ogni cosa da tutti i punti di vista, e la rovesciamo questa vita, per trovarne il senso, la polpa, il succo. La vita ha il sapore di un bacio o anche di uno schiaffo, dell’amore o dell’odio, del caffè della mattina, del sole sul viso mentre vado al lavoro, della gente che incontri durante l'arco della giornata. La vita è fatta di tante domande, poche risposte e ancora meno certezze. E poi ci sono gli occhi, le mani e le labbra. Loro vogliono guardare, toccare, e parlare anche quando non si può. E vivere alle volte è un po’ come amare in silenzio, esserne attratti ed impauriti nello stesso istante. È capire che spesso si ha più paura che coraggio, che si preferisce la testa sotto la sabbia che libera al vento. E che a volte è meglio che il cuore taccia, così come non si fa per il rancore, per la rabbia, per l’odio. A volte si vorrebbe scomparire, altre volte si vorrebbe che tutto tornasse lì immobile per viverlo ancora una volta, poi riavvolgere il nastro e decidere la nostra vita. Vivere ancora di quelle scene, di quella musica, di quei sapori ormai scomparsi. Vi auguro una splendida serata amici miei. **ghiro** Giada....
12:01, 26.8.2009
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Il sorriso che porti fra la gente,
ombra che illumina e non lascia impronte “Per me è Importante”. La gioia dei tuoi occhi corre verso di me incalzante e mi abbraccia . Mani piccole e già così potenti. Con Innocenza Giada saluti il giorno. Guardi il cielo blu dei tuoi intatti sogni, e fragorosa una risata irrompe nella casa. Risveglio dolce da quando sei arrivata. “Buongiorno per tutto il giorno” Ti sento cantare. Guardi la tua mamma e chiedi “Ti somiglio?” Guardi me e pensi “Importante”. Angelo sei entrato nel mio Viaggio mentre danzi “Indelebili Emozioni che non posso più scordare. **ghiro** ( l'immagine è un dipinto ad olio di Ventrone ). Tenuta dentro.....Ogni cosa è tenuta dentro
così corri un rischio ed esci le tue speranze, i tuoi sogni, il tuo paradiso eroi, idoli, squagliati come ghiaccio. Non mi sono mai reso conto della distanza che avrei dovuto percorrere, tutti gli angoli più scuri di una sensazione che non conoscevo solo per un momento ho sentito qualcuno chiamare, ho guardato oltre il presente non c'è proprio nessuno la. Ora che mi sono reso conto di come tutto è andato storto devo trovare una terapia devo trovare il mio destino prima che sia troppo tardi. **ghiro** "QUALCOSA DELLA VITA CHE CI ACCOMPAGNA"Anche la persona più fortunata deve,
prima o poi, affrontare dei problemi. Ad esempio, separarsi dalle persone che ama i figli che crescono e se ne vanno, un amore finito, il compagno o la compagna di una vita che abbandona questo mondo prima di noi. E poi le tribolazioni per raggiungere uno scopo, che a volte ci delude appena raggiunto: "Chi me l'ha fatto fare?", pensiamo; e subito si parte per una nuova battaglia. Oppure i normali affanni dell'esistenza quotidiana come i problemi finanziari; ma anche le relazioni sentimentali, le amicizie, la solitudine...... Tutti poi dobbiamo sopportare qualcuno o qualcosa, una persona, una situazione; sostenere un peso sulle spalle, magari "ingoiando" in silenzio. E sempre più, oggi, sembra diffusa la sofferenza psicologica della disarmonia: un disagio una percezione confusa del quotidiano frenetico, dove spesso sfugge il senso profondo di ciò che si fa e per cui ci si affanna. Malattia e vecchiaia, poi, sono inevitabili. Allora, pensare o sperare di non avere problemi è una pura illusione. **ghiro** Aspetto il mio destino
02:42, 2.8.2009
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Non mi va di parlare della mia angoscia
e di ciò che mi accompagna giorno per giorno lungo la mia vita perché sarebbe inutile già l'ho fatto con più persone. La mia angoscia mi aiuta a scrivere e a suonare. Di domande esistenziali me ne faccio molte e le relative risposte arriveranno col tempo quando meno me l'aspetto. Un giorno anche io ritornerò a sorridere e a scherzare è questione di tempo e io aspetto con molta pazienza. È inutile anticipare le cose, si tratta di un percorso lungo il quale si trova di tutto e bisogna solo andare avanti. Mai fermarsi per troppo tempo sullo stesso punto che sia bello o brutto! Riflettere per poi decidere...... **ghiro** MUOIO, MA NON PORTO DIETRO NULLA.Sento che la vita
sta per lasciarmi. Un ultimo canto un’espressione di rimpianto, un saluto a tutti voi amici, un addio al mondo. il giorno si sveglia senza un poeta. parole che perdono suono. Ma il mondo andrà avanti lo stesso, ma le sue parole non avranno tramonto, risuoneranno in eterno nella coscienza degli uomini giusti. Ricorderanno alla gente che la poesia salverà questo mondo. La poesia è amore e per amore non si muore. Un mondo sconvolto dalla guerra e oppresso dalle ingiustizie. Non si muore per amore ma per dolore. **ghiro** AttimiCorre lenta sopra una lama affilatal'ansia dell'attesa. Chi sei per aver il potere di avermi, di annegarmi in questo silenzio, diavolo nelle mie emozioni. Domande senza risposte, spilli negli occhi stanchi di lacrime senza volto, per non dormire. Per capire. Cavillosi pensieri grigi come mostri notturni, affollano la mente ingarbugliata in fili stretti di trame assetate di spiegare. Attendo. Un tempo che non torna. Un ricordo che non si spegne. Quell'alone ancora caldo e pulsante di te. Ancora nei miei giorni. Ancora in me. Ma ti regalai un sorriso, caro viaggiatore da mille mete lontane. E sarà Quel sorriso che ti farà capire che hai perso. Onde salate mi annegano. Ma sarà l'abisso la mia rinascita. **Ghiro**
Lasciamelo fare, dire, sognare, immaginare........![]() Lascia che accarezzi il tuo corpo, fa che le mie mani si riempiono di te, fino a sentirne il profumo, fino ad inebriarmi, lascia che le mie mani tocchino il tuo cuore, fammici intingere il mio spirito. Liscia e vellutata è la tua pelle, e candido è il tuo sorriso, e negli occhi tuoi profondi voglio perdermi come nell’infinito. Le tue labbra voglio sfiorare, carnose e sensuali, capaci di sfinire, per il piacere che esse danno. Il tuo seno è arte, ci si perde nella sua bellezza, e che dire delle gambe, son musica per i sensi e delirio per l’amore. S.O.S. LA RETE E' IN PERICOLO
11:59, 18.6.2009
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Roma - Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere "chiusa per rettifica". È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell'approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l'idea - di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata - di obbligare tutti "i gestori di siti informatici" a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Non dar corso tempestivamente all'eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di "gestore di sito informatico": la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire. Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all'indomani dell'entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell'analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo. La legge sulla stampa, tuttavia - come probabilmente è noto ai più - costituisce una delle poche leggi vigenti scritte e discusse direttamente in seno all'assemblea costituente ormai oltre sessant'anni fa ed ha, pertanto, già mostrato in diverse occasioni un'evidente inadeguatezza a trovare applicazione nel moderno mondo dei media che poco o nulla ha a che vedere con quello avuto presente dai padri costituenti. Si tratta, per questo, di una legge che avrebbe richiesto un intervento di "aggiornamento" urgente, competente ed approfondito o, piuttosto, meritato di essere mandata in pensione dopo oltre mezzo secolo di onorato servizio. Contro ogni legittima aspettativa, invece, Governo e Parlamento hanno deciso di affidarle addirittura la disciplina della Rete ovvero della protagonista indiscussa di una delle più grandi rivoluzioni del mondo dell'informazione nella storia dell'uomo. Difficile, in tale contesto, condividere la scelta del Palazzo. Ma c'è di più. La brutta ed ambigua riforma dell'editoria introdotta con la legge n. 62 del 2001, il famoso DDL Levi ribattezzato l'ammazza blog presentato e poi ritirato, il DDL Cassinelli ovvero il "salvablog" tuttora in attesa di essere discusso alla Camera dei Deputati e la "storica" condanna dello storico Carlo Ruta per stampa clandestina pronunciata dal Tribunale di Modica in relazione alla pubblicazione del blog dello studioso siciliano sono solo alcuni dei provvedimenti e delle iniziative che hanno, negli ultimi anni, alimentato - in Rete e fuori dalla Rete - un dibattito complesso ed articolato senza vincitori né vinti. L'entrata in vigore della nuova disciplina sulle intercettazioni vanificherà e polverizzerà il senso di questo dibattito stabilendo, una volta per tutte, che la disciplina sulla stampa - o almeno una parte importante di essa - si applica a qualsiasi forma di comunicazione e diffusione di informazioni nel cyberspazio. Difficile resistere alla tentazione di definire dilettantistica, approssimativa ed irresponsabile la scelta del legislatore che è entrato "a gamba tesa" in questo dibattito ultradecennale ignorandone premesse, contenuti e questioni e che ora rischia di infliggere - non so dire se volontariamente o inconsapevolmente - un duro colpo alla libertà di manifestazione del pensiero nel cyberspazio modificandone, per sempre, protagonisti e dinamiche. Il problema non è, tuttavia, il ritornello che non si può non condividere, quanto, piuttosto, le altre strofe della canzone per restare nella metafora ovvero le modalità attraverso le quali il legislatore ha preteso di raggiungere tale ambizioso risultato. Provo a riassumere il mio punto di vista. The web is not the press (or tv) si potrebbe dire con uno slogan e non è, pertanto, possibile né opportuno applicare ad ogni forma di comunicazione online la speciale disciplina dettata per l'informazione professionale. Dovrebbe essere evidente ma così non è. Gestire le richieste di rettifica, valutarne la fondatezza e, eventualmente, darvi seguito è un'attività onerosa che mal si concilia con la dimensione "amatoriale" della più parte dei blog che costituiscono la blogosfera e rischia di costituire un elemento disincentivante per un blogger che, pur di sottrarsi a tali incombenti e alle eventuali responsabilità da ritardo (una multa da 25 milioni di vecchie lire per aver tardato a leggere la posta significa la chiusura di un blog!), preferirà tornare a limitarsi a leggere il giornale o, piuttosto postare solo su argomenti a basso impatto mediatico, politico e sociale e, come tali, insuscettibili di "disturbare" chicchessia. Allo stesso modo, il gestore di una piattaforma di condivisione di contenuti o, piuttosto, di social networking che, per definizione, non produce le informazioni che diffonde, ricevuta una richiesta di rettifica non potrà, in nessun caso, in 48 ore, verificare con l'autore del contenuto la veridicità dell'informazione diffusa e, quindi, l'effettiva sussistenza o meno dell'azionato diritto di rettifica. Risultato: o si doterà - peraltro non a costo zero - di una struttura idonea a pubblicare d'ufficio tutte le rettifiche ricevute o, peggio ancora, deciderà di rimuovere tutti i contenuti che formino oggetto di un altrui istanza di rettifica tanto per porsi al riparo da eventuali contestazioni circa la forma, i caratteri e la visibilità della rettifica stessa. Sembra, in altre parole, evidente che la nuova legge produrrà quale effetto pressoché immediato quello di abbattere sensibilmente la vocazione all'informazione diffusa che ha, sin qui, costituito la forza del web come primo spazio davvero libero - o quasi-libero - di divulgazione di quello straordinario patrimonio di pensieri e notizie che, sin qui, i media professionali non hanno in parte potuto e in più parte voluto lasciar filtrare per effetto dei forti ed innegabili condizionamenti che i poteri politici ed economici da sempre esercitano sulle testate giornalistiche cartacee, radiofoniche o televisive che siano. Da domani, quindi, i nemici della libertà di informazione avranno un pericoloso strumento per far passare la voglia a tanti blogger nostrani di dire la loro ed ad altrettanti "giornalisti diffusi" di raccontare storie inedite via Facebook, YouTube o MySpace. Ma c'è ancora di più. E per finire, dopo il danno la beffa. Ho solo pauraNe vorrei fare di cose.Ma il sussurro del vento mi tiene legato a questa vita. A questa sadica vita che risucchia nel suo animo, la mia anima, la mia speranza, la mia voglia di crescere per credere, e non per soffrire. Mi sento chiuso in un guscio, in una inevitabile menzogna, in una incredibile paura. La paura di sbagliare, la paura di allontanare i miei sogni, le voglie, i ricordi. Quanti ricordi ho! Quante volte ho desiderato di possederne così tanti! Ed ora, ed ora che li posseggo, che li ho, che mi appartengono, io, decido di allontanare tutto da me, per cosa, ma che uomo sono? M’illudo che il pensiero possa cambiare, che il mio cuore torni a pulsare sangue rosso, e non rosa come adesso, come adesso che mi macchio di un’esperienza sbagliata, forse. Avere i suoi occhi verso i miei in quei giorni mi ricorda il desiderio, la voglia di poter godere di qualcosa di nuovo, che può regalarti emozioni forti, sincere, ma poi, poi tutto cambia, tutto muta, tutto torna scontato . Dall’altra la monotonia di tanto tempo, le poche carenze, la voglia di poter essere sicuri. Ma sicuri di cosa? Forse di quel poco che ho avuto e guadagnato. Forse la voglia di ricercare il bagliore da tanto tempo tramontato. Vorrei ritrovare la mia calma. Vorrei abbandonare queste lacrime. Una convulsione che toglie ai miei sensi il loro libero respirare. Che cessino immuni dai tempi dove alitavano le mie parole! Oggi, oggi che sogno, oggi che spero, oggi che sono più confuso di ieri. Ma che giorno era ieri? Ma poi che importa? Che importa del tempo? Che importa di quel momento! Provo disprezzo per il mio modo di fare. Provo disprezzo per quel dolore, nascosto da una patina venale, duellante, traspirante………. Ho paura, questa è la verità unica e sola. Questa è la storia che asseconda il mio cuore, il mio ritornare solo, il mio ricercare emozioni oramai soltanto mie. Eppure non nascondo ai miei occhi un raggio di sole. Non vorrei rinunciare a nulla, eppure a qualcosa dovrò pur dire addio. Addio! Parola grande, pressante, vertiginosamente incolta. Paura……. Io ho soltanto tanta paura. A te che sei nel mio cuore ogni momento della mia vita voglio dirti che non ti lascierò mai svanire dai miei sogni. SPOLETO 5 STELLE........
11:24, 9.6.2009
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HA UN CONSIGLIERE COMUNALE!!!!!!!!!!! DA OGGI GLI SPOLETINI ENTRANO IN COMUNE, NEL LORO COMUNE, DOVE AVRANNO LA POSSIBILITA' DI PROPORRE, MODIFICARE, CONTROLLARE IN TUTTE LE ATTIVITA' DOVE IL LORO CONSIGLIERE POTRA' INTERFERIRE.
DEVE ESSERE SOLO L'INIZIO, LO SAPPIAMO BENISSIMO, DEVE ESSERE COSI', NIENTE E NESSUNO AVREBBE POTUTO ATTENUARE IL NOSTRO ENTUSIASMO. LA VECCHIA POLITICA, LA POLITICA DELLA DELEGA, POI DELL'AFFARE, POI DELLA POLTRONA DA DIFENDERE A VITA, E' STATA ATTACCATA CON DECISIONE DA UN VIRUS CHE SI CHIAMA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, BUON SENSO, SOBRIETA', DIFESA DELL'ECOSISTEMA, DECRESCITA FELICE. QUESTO VOLEVO DIRVI. A PRESTO GIOVANNI Piove.....Potrei a lungo parlarti di questo male Potrei dirti “Sì amore, fuori piove. Nei sogni.......![]() C'è sempre più calore nei miei sogni:il calore del tuo corpo; sapore nei miei desideri: il sapore delle tue labbra; luce nel mio cuore: la luce dei tuoi occhi. { Articoli Successivi } { Pagina 1 su un totale di 27 } { Articoli Precedenti } |
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