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Rapporto 2009 Afghanistan

05:03, 18.1.2010 .. 0 comments .. Link

Ecco il rapporto del 2009 sull'Afghanistan fatto da amnesty international:

 

Repubblica islamica dell'Afghanistan

Capo di Stato e di governo: Hamid Karzai
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 28,2 milioni
Speranza di vita: 42,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 232/237‰
Alfabetizzazione adulti: 28%

 

Milioni di persone abitanti nelle regioni meridionali e orientali dell'Afghanistan sono risultate terrorizzate dai Taliban, da altri gruppi di insorti e dalle milizie locali palesemente alleate con il governo. L'insicurezza ha ridotto ulteriormente il loro già limitato accesso a cibo, cure sanitarie, e istruzione. Attacchi indiscriminati, rapimenti e la presa di mira di civili hanno raggiunto livelli senza precedenti. I Taliban e altri gruppi anti-governativi hanno esteso significativamente i loro attacchi fino a coprire più di un terzo del Paese, comprese zone in precedenza considerate relativamente sicure nel centro e nel nord dell'Afghanistan. Il crescente numero di attacchi militari tra gruppi anti-governativi e le truppe statunitensi e della NATO ha provocato più di 2.000 morti tra i civili. Il governo non è stato in grado di affermare lo Stato di diritto né di fornire servizi basilari a milioni di persone anche nelle zone sotto il suo controllo.

 

Contesto

A gennaio, il comitato congiunto afghano-internazionale Joint Co-ordination Monitoring Board (JCMB) ha ammesso che poca strada era stata fatta nell'attuazione del Piano d'azione per la pace, la giustizia e la riconciliazione. Il Piano d'azione del 2005 chiedeva allo Stato afghano di rimuovere gli autori di violazioni dei diritti umani dalle posizioni di potere, di incoraggiare le riforme istituzionali e di stabilire un meccanismo per il riconoscimento delle responsabilità.

Nella sua revisione annuale di marzo, il JCMB ha riconosciuto che in materia di diritti umani i progressi erano stati lenti. Il JCMB ha inoltre ammesso che vi era ancora un'insufficiente supervisione civile sulle forze di sicurezza governative e le agenzie preposte al mantenimento dell'ordine, con particolare riferimento alla Direzione nazionale della sicurezza (NDS), i servizi di intelligence afghani.

A giugno, il governo ha lanciato la Strategia di sviluppo nazionale per l'Afghanistan (ANDS), una roadmap per lo sviluppo fino al 2013. L'ANDS è omologa al Compact Afghanistan 2006, un accordo politico tra il governo afghano e i Paesi donatori.

 

Sistema giudiziario

I settori della giustizia e della sicurezza sono stati caratterizzati da mancanza di personale, infrastrutture e volontà politica per proteggere e promuovere i diritti umani. Il ministero della Giustizia, che funziona quale agenzia governativa di punta per l'attuazione e l'affermazione dei diritti umani, non ha collaborato sufficientemente con la Commissione indipendente dell'Afghanistan sui diritti umani (AIHRC). Senza cooperazione, le raccomandazioni avanzate dall'AIHRC, comprese indagini su operazioni militari causa di vittime civili, sono risultate ampiamente disattese.

Le condizioni lavorative, i bassi salari e la mancanza di sicurezza personale sono spesso citate tra le motivazioni alla base della corruzione, che si ritiene essere dilagante tra giudici, pubblici ministeri e altri dipendenti pubblici impiegati nel settore della giustizia. Ai cittadini è mancata la fiducia nelle istituzioni giudiziarie ufficiali considerate lente, inefficaci e spesso corrotte. La maggior parte delle persone, e in particolare le donne, hanno avuto difficoltà di accesso ai tribunali e a ottenere assistenza legale; la maggior parte non poteva permettersi di pagare le spese processuali o i costi di viaggio per raggiungere i tribunali. Le tradizionali jirga e shura (consigli tribali informali), che operano al di fuori del sistema di giustizia ufficiale e che hanno portato a violazioni del diritto a un equo processo, hanno continuato a gestire circa l'80% del totale delle dispute, in particolare nelle zone rurali.

Sono proseguiti i procedimenti giudiziari a carico di detenuti afghani trasferiti da Guantánamo e Bagram al governo afghano per essere perseguiti, ma in modo non conforme agli standard nazionali o internazionali sull'equo processo. I procedimenti sono risultati gravemente viziati dall'assenza di un collegio di difesa o a causa della mancanza di un lasso di tempo sufficiente per preparare una linea difensiva, dall'uso di confessioni ottenute sotto tortura e altri maltrattamenti e dal diniego del diritto a prendere esame le prove e di chiamare a confronto i testimoni. A marzo è stato istituito un comitato presidenziale per la revisione dei reclami processuali.

 

Impunità

Anche nelle zone del Paese sotto il controllo del governo è prevalsa l'impunità a ogni livello dell'amministrazione. Non è stato varato alcun meccanismo concreto di attribuzione delle responsabilità e soltanto un numero esiguo di responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nel trentennale conflitto sono stati assicurati alla giustizia, per lo più in altri Stati in base al principio della giurisdizione universale. Molti funzionari regionali e comandanti di milizie hanno continuato a perpetrare violazioni dei diritti umani nell'impunità.

 

Arresti e detenzioni arbitrarie

Sono risultati dilaganti i casi di arresti e detenzioni arbitrarie da parte della polizia e altre agenzie ufficiali di sicurezza, così come da parte di milizie private impiegate per conto delle forze di sicurezza afghane e internazionali.

L'NDS ha continuato ad arrestare e detenere arbitrariamente sospetti senza concedere loro accesso agli avvocati della difesa, alle famiglie, alle corti o ad altri organi esterni. Decine di detenuti sono stati sottoposti a tortura e altri maltrattamenti, comprese frustate, esposizione a temperature estremamente fredde e privazione del cibo.

Oltre 600 detenuti erano trattenuti presso la base aeronautica militare gestita dagli Stati Uniti di Bagram e in altre strutture militari statunitensi al di fuori della protezione dettata dalle leggi internazionali sui diritti umani e dal diritto interno. Alcuni erano detenuti da diversi anni ed era stato loro negato il diritto a un processo equo, comprendente l'accesso a un avvocato e la revisione dell'habeas corpus.

 

Pena di morte

Diciassette persone sono state messe a morte nel corso dell'anno e almeno altre 111 erano nel braccio della morte. La Corte Suprema dell'Afghanistan ha convalidato 131 sentenze di morte comminate da tribunali di grado inferiore in attesa di approvazione da parte del presidente Karzai. Nella maggior parte dei casi, i procedimenti giudiziari avevano violato gli standard di equità, non fornendo, tra l'altro, un periodo di tempo sufficiente per gli accusati per preparare la propria difesa né la rappresentazione di un legale, e facendo affidamento su prove deboli e negando il diritto degli imputati a convocare ed esaminare i testimoni.

*Il 22 gennaio, Sayed Parwiz Kambaksh è stato condannato a morte per «blasfemia» al termine di un processo gravemente iniquo. Egli era stato giudicato colpevole di aver scaricato da Internet materiale sul ruolo delle donne nell'Islam, per avervi aggiunto commenti e averlo distribuito all'Università di Balkh nel nord dell'Afghanistan. Il 21 ottobre, in seguito a un'udienza di appello, la sentenza è stata commutata a 20 anni di carcere.

A dicembre, l'Afghanistan ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

 

Violazioni da parte delle forze afghane e internazionali

Le vittime civili sono andate aumentando dal 2001 e il 2008 si è dimostrato l'anno più sanguinoso in assoluto. La maggior parte dei civili sono rimasti feriti in seguito ad attacchi compiuti dagli insorti ma circa il 40% delle vittime civili (795) sono state provocate da operazioni condotte dalle forze di sicurezza afghane e internazionali - un aumento del 30% rispetto alle 559 registrate nel 2007.

In seguito ad alcuni gravi episodi, sono state sollevate serie preoccupazioni per l'uso indiscriminato e sproporzionato di attacchi aerei. Il 6 luglio, raid aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti condotti nel distretto di Deh Bala, provincia di Nangarhar, secondo quanto riferito, hanno ucciso 47 civili, compresi 30 bambini; tra il 21 e il 22 agosto attacchi aerei operati sul distretto di Shindand, provincia di Herat, hanno provocato oltre 90 vittime tra i civili, di cui 62 bambini.

Nel mese di settembre, in risposta alle critiche riguardo al numero elevato di morti civili, la NATO ha rivisto nuovamente le proprie regole di ingaggio per limitare il ricorso ad attacchi aerei immediati nel caso in cui le truppe di terra fossero risultate sotto tiro, prevedendo un lasso di tempo maggiore per pianificare l'attacco aereo e per chiedere l'approvazione dei più alti livelli di comando.

Alcune famiglie i cui congiunti erano stati uccisi o feriti e quanti avevano avuto distrutte le loro proprietà hanno ricevuti risarcimenti economici da parte dei governi coinvolti nelle operazioni militari. Tuttavia, le forze afghane e internazionali non erano dotate di un programma sistematico per fornire aiuti a coloro che erano rimasti feriti dalle forze militari afghane e internazionali.

Le forze della NATO e degli Stati Uniti hanno continuato a consegnare detenuti all'NDS, i servizi di intelligence afghani, che compie impunemente violazioni dei diritti umani, comprese torture e detenzioni arbitrarie.

 

Violazioni da parte di gruppi armati

Bande criminali e gruppi armati (alcuni palesemente alleati con il governo) hanno rapito stranieri e attaccato imprenditori, operatori umanitari, insegnanti, progetti di aiuto all'istruzione e scuole allo scopo di destabilizzare la sicurezza e fermare in tutto il Paese i tentativi di sviluppo. Settantotto dipendenti di varie ONG sono stati rapiti e altri 31 uccisi. I Taliban e altri gruppi di insorti hanno perseguito la loro "tattica" di prendere deliberatamente di mira le donne, anche tramite rapimenti.

*Il 13 agosto, tre operatrici umanitarie e un autista afghano che lavoravano per l'International Rescue Committee sono stati uccisi nella provincia di Logar da insorti Taliban. Un secondo autista afghano è rimasto gravemente ferito.

*Il 20 ottobre, un'operatrice dell'organizzazione British Christian Aid è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco in pieno giorno a Kabul da insorti Taliban a bordo di una motocicletta.

Gruppi armati criminali hanno rapito afghani di alto profilo a scopo di riscatto. La maggior parte dei rapimenti non sono stati denunciati in quanto le vittime e i loro familiari temevano ritorsioni da parte di funzionari corrotti di polizia con legami nei gruppi armati.

*Il 19 ottobre, Humayun Shah Asefi, parente del defunto re Zahir Shah è stato rapito da uomini armati dalla sua abitazione di Kabul. Egli è stato liberato una settimana dopo dalla polizia afghana.

 

Attacchi suicidi

Gli attacchi suicidi hanno provocato 373 morti. Gli attentati suicidi condotti da Taliban e altri insorti che avevano come obiettivo militari o poliziotti hanno spesse volte provocato un elevato numero di morti e feriti tra i civili.

*Il 17 febbraio, un attentatore suicida si è fatto esplodere vicino a una folla di circa 500 persone che assistevano a una lotta di cani ad Arghandab, provincia di Kandahar. Circa un centinaio di civili sono rimasti uccisi e decine feriti.

*Il 7 luglio, un'autobomba sistemata davanti all'ambasciata indiana a Kabul ha ucciso 41 persone e ferito quasi altre 150.

*Il 30 ottobre, un attentatore suicida ha preso di mira il ministero dell'Informazione e della Cultura nel centro di Kabul, uccidendo cinque civili e lasciandone più di altri 21 feriti.

 

Libertà di espressione

La libertà di espressione, cha aveva conosciuto un breve periodo fiorente dopo la caduta dei Taliban nel 2001, è risultata erosa da minacce e attacchi da parte sia di attori statali che non statali.

I Taliban e altri gruppi anti-governativi hanno preso di mira giornalisti e bloccato quasi tutte le notizie provenienti dalle zone sotto il loro controllo.

*Il 7 giugno, Abdul Samad Rohani, un giornalista afghano che lavorava per la BBC nella provincia di Helmand, è stato rapito. È stato fucilato il giorno dopo, presumibilmente in risposta a una sua inchiesta sul narcotraffico.

*Nel mese di maggio, la giornalista Nilofar Habibi è stata pugnalata da una donna sulla soglia della sua abitazione di Herat, secondo quanto riportato, a causa del suo lavoro di giornalista televisiva.

Il governo, in particolare l'NDS, e il Consiglio degli Ulema (consiglio di studiosi religiosi) hanno tentato di limitare l'indipendenza dei media.

*Nel mese di luglio, l'NDS ha detenuto Mohammad Nasir Fayyaz, presentatore del programma televisivo The Truth, per aver «malinterpretato» funzionari di governo. Mohammad Nasir Fayyaz è stato rilasciato poco dopo ma, secondo quanto riferito, è rimasto sotto sorveglianza.

*Nel mese di settembre, Ahmad Ghous Zalmai, giornalista ed ex portavoce del Procuratore generale, e il mullah Qari Mushtaq, sono stati condannati ciascuno a 20 anni di carcere per aver pubblicato una traduzione in lingua dari del Corano senza testo arabo a fronte.

 

Discriminazione e violenza contro donne e ragazze

Sebbene la partecipazione delle donne alla vita politica e pubblica sia risultata in crescita, i loro diritti sono rimasti vincolati dal pregiudizio sociale e dalla violenza all'interno della famiglia e quella perpetrata dai gruppi armati. Il numero delle donne con posizioni ministeriali è diminuito.

*Il 28 settembre, Malalai Kakar, la funzionaria di polizia di grado più elevato in Afghanistan, è stata uccisa da uomini armati Taliban nei pressi della sua abitazione di Kandahar.

*Il 12 novembre, due uomini a bordo di una motocicletta hanno impiegato pistole ad acqua per spruzzare dell'acido su circa 15 ragazze che camminavano verso scuola a Kandahar, accecandone almeno due e sfigurandone diverse altre. Dieci insorti Taliban sono stati in seguito arrestati in relazione all'aggressione.

Le donne sono state soggette a elevati tassi di violenza domestica e hanno avuto scarse, se non nulle, possibilità di ricorso a una protezione legale. Secondo l'AIHRC, dal 60 all'80% di tutti i matrimoni erano forzati e i matrimoni in età precoce avvenivano in gran numero. Le donne che cercavano di sfuggire a questo tipo di matrimoni sono state spesso detenute e perseguite per presunti reati come «fuga da casa» o reati «morali» che non sono contemplati nel codice penale.

 

Mancato accesso umanitario

L'insicurezza causata dai Taliban e da altri gruppi di insorti nel sud e nell'est del Paese ha impedito a molte organizzazioni di aiuti di operare in queste zone. Ad agosto, l'International Rescue Committee ha interrotto tutte le operazioni di aiuto in Afghanistan dopo che quattro suoi dipendenti erano stati uccisi da militanti nella provincia di Logar. Nella provincia di Kunar, la significativa presenza dei Taliban ha impedito all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati di rifornire direttamente i rifugiati pakistani in fuga dal conflitto tra le forze di sicurezza pakistane e gli insorti filo-Taliban nelle Zone tribali ad amministrazione federale del Pakistan.

 

Diritto alla salute a all'istruzione

L'anno ha visto un crescendo di attacchi contro scuole, l'intimidazione di insegnanti e di studentesse soprattutto da parte dei Taliban, e una maggiore interruzione delle lezioni in seguito al conflitto armato. Nelle zone controllate dal governo afghano, sia il sistema sanitario che scolastico hanno sofferto per finanziamenti inadeguati, mancanza di personale qualificato, e problemi legati alla sicurezza. Il deteriorasi di quest'ultima ha costretto il ministero della Salute Pubblica a chiudere un significativo numero di ambulatori, gli unici servizi sanitari disponibili per molte persone.

 

Sfollati e ritornati

La task-force afghana per gli sfollati, comprendente agenzie umanitarie internazionali e il governo, ha calcolato che gli sfollati erano oltre 235.000. Questi si sono trovati ad affrontare situazioni disperate nelle zone di conflitto in quanto le agenzie umanitarie internazionali e locali hanno incontrato difficoltà a raggiungere tali zone.

Secondo l'UNHCR, oltre 276.000 profughi afghani abitanti in Iran e Pakistan hanno fatto ritorno in Afghanistan. Molti ritornati si sono trovati in condizioni di indigenza, con scarse opportunità di lavoro, mancanza di accesso alla terra, a un'abitazione, all'acqua, alle cure sanitarie e all'istruzione. Alcuni di coloro che erano rientrati sono divenuti sfollati poiché le loro proprietà erano state confiscate da potentati locali.

A settembre, più di 20.000 persone sono fuggite dal Pakistan nell'Afghanistan orientale per sfuggire al conflitto tra le forze di sicurezza pakistane e gli insorti filo-Taliban delle Zone tribali ad amministrazione federale del Pakistan.

 



Perú: venti anni di violazioni dei diritti umani

04:59, 10.11.2009 .. 0 comments .. Link

Tra il 1980 e il 2000 il Perú ha vissuto un conflitto armato interno che ha causato un numero elevatissimo di violazioni dei diritti umani.

All'inizio degli anni '80 si svilupparono due formazioni di guerriglia: Sendero Luminoso, di ispirazione maoista, e il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. Si sarebbero rese responsabili, in particolare la prima, di una campagna di uccisioni, sabotaggi e attacchi militari tali da seminare il terrore in gran parte del paese. A questa minaccia, lo stato peruviano rispose applicando una "Dottrina di sicurezza nazionale", che prevedeva una sistematica strategia del terrore nei confronti della popolazione civile.

La storia di quei 20 anni è riassunta nel rapporto redatto nel 2003 da un organismo indipendente, la Commissione per la verità e la riconciliazione (Cvr). L'analisi della violenza nel paese andino stima in più di 69.000 le vittime (tra morti e desaparecidos) della violenza politica e della repressione statale e mette in luce il fatto che tre quarti di queste erano contadini e indios.

Il documento della Cvr punta il dito principalmente contro la guerriglia maoista, cui attribuisce la responsabilità di oltre la metà delle vittime. La politica della guerriglia consisteva nell'assassinare autorità o semplici cittadini che non volevano militare dalla sua parte o che erano sospettati di collaborare con le forze armate. Frequenti furono anche le torture, le sevizie e gli stupri. Per punire e intimidire la popolazione civile che tentava di controllare, Sendero Luminoso compì anche massacri indiscriminati di civili.

Pesanti furono anche le responsabilità dei governi democraticamente eletti (Belaúnde Terry, 1980-1985 e Alan García, 1985-1990), nelle violazioni dei diritti umani.

Tra il 1983 e il 1984, nel tentativo di sconfiggere militarmente Sendero Luminoso, le forze armate organizzarono vaste incursioni nelle zone occupate dalla guerriglia, in particolare in quelle rurali. In quel periodo, furono distrutte intere comunità di contadini, in una serie di massacri sistematici e indiscriminati di civili, senza distinzione di età, sesso e condizione. Solo in quel biennio si registrarono quasi 20.000 vittime.

Nel periodo che va dal 1985-1990 la repressione si estese anche nelle città. Si formarono gruppi paramilitari stabili, che agivano seguendo l'esempio di quelli che avevano operato durante la dittatura militare in Argentina.

Particolarmente gravi furono gli episodi del giugno 1986: le forze governative uccisero centinaia di persone nelle carceri di Frontón e di Lurichango. Non si è mai potuto stabilire il numero dei reclusi assassinati, che furono poi interrati in fosse segrete anziché essere restituiti alle famiglie, né vennero accertate le responsabilità individuali di questi massacri. Nel 1996, la Commissione interamericana dei diritti umani riconobbe la responsabilità dello stato peruviano.

Sotto il governo di Alberto Fujimori (1990-2000), si entrò in una nuova fase di violazioni dei diritti umani. Dopo i primi due anni di governo costituzionale, Fujimori nel 1992 attuò un golpe incruento esautorando le camere e la Corte suprema. Parallelamente, avviò una lotta senza tregua contro Sendero Luminoso. Nel corso dell'anno, l'esercito catturò Abimael Guzmán, fondatore e leader del gruppo guerrigliero. Grazie all'immagine di leader determinato contro il terrorismo, Fujimori venne rieletto con la maggioranza assoluta nel 1993 e nel 1996. All'indomani delle ultime elezioni, il suo governo concesse l'amnistia ai poliziotti e ai militari impegnati nella guerra al terrorismo, senza tener conto del fatto che essi erano responsabili di violazioni dei diritti umani.

Fu in quegli anni che venne costituito uno squadrone della morte conosciuto come "Gruppo Colina", sotto il controllo dell'ex capo dei servizi segreti Vladimiro Montesinos, attualmente sotto processo con decine di imputazioni. La nuova tattica fu quella dell'assassinio mirato eseguito da gruppi speciali (come nel caso dei massacri di Barrios Altos e La Cantuta), insieme a una politica di terrore nei confronti della popolazione rurale, mediante il rafforzamento dei "Comitati di difesa", gruppi composti da contadini, organizzati e tutelati dall'esercito, che operavano nelle zone di campagna.

Nel 2001 Fujimori lasciò il potere e abbandonò il paese, a causa dei brogli denunciati dall'opposizione e della scoperta di gravi casi di corruzione.

Per alcune delle violazioni commesse sotto il suo governo, il 7 aprile 2009 Fujimori (nel frattempo estradato dal Cile in Perú), è stato riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità e condannato a 25 anni di carcere da una sezione speciale della Corte suprema. Per la prima volta nell'America del Sud, un ex capo di stato è stato giudicato e condannato per gravi violazioni dei diritti umani da un organo di giustizia del proprio paese. L'ex presidente ha annunciato ricorso.

Secondo i dati più recenti in possesso di Amnesty International, la situazione dei diritti umani in Perú preoccupa in modo particolare per quanto riguarda l'impunità per gli autori delle passate violazioni, compresi i numerosissimi stupri e le violenze (di cui sono state vittime soprattutto le donne appartenenti alle minoranze etniche), le difficili condizioni carcerarie, gli attacchi nei confronti dei difensori dei diritti umani e lo scarso accesso ai servizi sanitari relativi alla maternità nelle zone rurali.

Il Perú è, infatti, uno dei paesi dell'America Latina ad avere il più alto numero di decessi legati alla gravidanza e alla maternità.

Nella maggioranza dei casi le morti avvengono nelle zone rurali e povere del paese dove l'assistenza sanitaria è scarsa o non attenta alle consuetudini culturali millenarie. Oltre alla discriminazione, la causa principale di questa situazione risiede nella povertà: spesso le donne non possono permettersi il costo delle cure mediche o del viaggio necessario per raggiungere un presidio sanitario.

Grosse difficoltà sono determinate anche dalla scarsa divulgazione di informazioni circa l'utilizzo di metodi anticoncezionali che eviterebbero il susseguirsi di gravidanze che finiscono per mettere a rischio la vita di madre e bambino.

Gli aborti non effettuati in condizioni di sicurezza e nelle strutture sanitarie abilitate, sono a loro volta causa di decessi o lesioni permanenti. In Perú, l'aborto è legale solo in caso di rischio per la vita della madre. Le donne appartenenti alle classi più povere, e quindi maggiormente esposte a gravidanze indesiderate (anche perché più spesso vittime di stupro), sono costrette a ricorrere ad aborti clandestini che mettono a rischio la loro salute se non la loro stessa vita.

Rispetto alla situazione dei diritti delle donne, Amnesty International chiede:

  • risorse economiche adeguate affinché tutte le donne, senza alcuna discriminazione, possano beneficiare delle cure mediche necessarie a garantire maternità consapevoli e sicure;
  • la rimozione degli ostacoli economici, culturali e fisici che impediscono alle donne l'accesso ai presidi sanitari;
  • un maggiore coinvolgimento delle donne nelle decisioni relative alla loro salute;
  • informazioni accessibili e chiare circa i diritti sessuali e riproduttivi;
  • un adeguato monitoraggio del sistema sanitario affinché i diritti umani delle donne vengano rispettati e gli autori delle violazioni dei diritti umani vengano puniti.

(tratto da www.amnesty.it)



Video per il rispetto dei diritti umani

05:52, 11.5.2009 .. Posted in diritti umani .. 0 comments .. Link

Questo link rimanda a dei video sul rispetto dei diritti umani. Guardateli e magari mostrateli ai vostri amici e figli: sono un utile strumento di sensibilizzazione.

http://www.youthforhumanrights.org/watchads/index.html

Adesso dite la vostra opinione scrivendo un commento!



Malattie dimenticate

05:48, 6.5.2009 .. Posted in diritti umani .. 0 comments .. Link

Al mondo d'oggi esistono molte malattie dimenticate, per le quali non esistono neppure medicinali facilmente accessibili. Questo articolo è tratto dal sito di Medici Senza Frontiere.

Leishmaniosi - MSF denuncia la mancanza di diagnosi e cure adeguate

In occasione del quarto Congresso mondiale sulla leishmaniosi, tenutosi a Lucknow, in India, Medici Senza Frontiere denuncia l’urgenza di ampliare la disponibilità del trattamento e della diagnosi della leishmaniosi viscerale (kala azar), al fine di ridurre l'attuale incidenza della malattia e la sua resistenza ai farmaci.

03/02/2009

Lucknow/Barcellona - Nel corso del Congresso, MSF ha presentato i risultati che dimostrano il ruolo cruciale dell’amfotericina liposomiale nella cura della malattia.

La ricerca condotta nell’ambito del progetto di MSF nello stato del Bihar, una delle aree più colpite dalla malattia di kala azar, dimostra l’efficacia del trattamento con amfotericina liposomiale. Il tasso di guarigione riscontrato nei pazienti trattati è del 98%, a fronte di un tasso di mortalità molto basso. Il farmaco ha riportato inoltre un minor tasso di recidiva, minore tossicità e una durata più breve del trattamento rispetto agli altri farmaci.

“L’amfotericina liposomiale non è l'unica possibilità di cura per i malati di kala azar ma è risultato uno dei farmaci più efficaci e sicuri, pertanto dovrebbe essere inclusa nel protocollo indiano come prima opzione di trattamento”, afferma il consulente di medicina tropicale di MSF, Nines Lima.

Letale se non trattata, la malattia viene trasmessa attraverso il morso di un insetto. Largamente sconosciuta nei paesi industrializzati e completamente ignorata dalla ricerca scientifica, quella di kala azar è una malattia parassitaria che colpisce oltre 12 milioni di persone in tutto il mondo. L'incidenza annuale è stimata intorno ai 500.000 casi, il 50% dei quali si registrano in India. La malattia è endemica nelle regioni orientali del Bihar, Jharkhand, Uttar Pradesh e Bengala occidentale. In questi paesi sono le comunità rurali che vivono in condizioni di estrema povertà ad essere maggiormente colpite.

Il trattamento attualmente più in uso è quello a base di sodio stibogluconato (SSG). Il più grave problema riscontrato, però, è la resistenza dei parassiti ai farmaci, in particolare in India.

“I malati di kala azar nei paesi in via di sviluppo sono stati troppo a lungo trascurati. Nel nostro progetto, la maggior parte dei pazienti arriva in ospedale quando la malattia è già in uno stadio avanzato, perché non si conoscono bene i sintomi e spesso nemmeno le strutture in cui poter ricevere cure adeguate” , dice Gareth Barrett, coordinatore medico in India. “Molte comunità, soprattutto quelle più povere, non hanno la possibilità di accedere a una diagnostica efficace e la povertà significa spesso scarsa qualità di trattamento”.

I farmaci a base di amfotericina liposomiale sono estremamente costosi. Ogni trattamento ha un costo di oltre 20.000 rupie, l’equivalente di 350 euro. “C’è un urgente bisogno di ridurre il prezzo del farmaco e di sviluppare formulazioni generiche”, sottolinea Gareth Barrett.

MSF accoglie con favore il fatto che l'India ospiti il Congresso e invita il paese a dimostrare un forte impegno a combattere la malattia di kala azar, rafforzando le sue strutture sanitarie per migliorare l'accesso alla diagnosi e un trattamento più efficace per le comunità di emarginati, che costituiscono la maggioranza delle persone colpite dalla malattia.


MSF è una organizzazione umanitaria internazionale che lavora in India dal 1999. Nell’ospedale di riferimento di Hajipur, nello stato del Bihar, MSF provvede alla diagnosi e alla cura della malattia di kala azar. Dal luglio 2007, MSF ha visitato oltre 6500 pazienti e ai 2500 risultati positivi ha fornito farmaci a base di amfotericina liposomiale, una terapia relativamente nuova contro la malattia.



Un po' di buone notizie

05:44, 6.5.2009 .. Posted in diritti umani .. 0 comments .. Link

Ogni tanto un po' di buone notizie fanno bene. Queste sono tratte dal sito di Amnesty International.

 

  • 04/05/09 - Impunità - Colombia

    Il 30 aprile 2009, sono stati eseguiti sette mandati di cattura nei confronti di altrettanti soldati in relazione all'omicidio di Edwin Legarda, marito di Aida Quilcue, leader del Consiglio regionale indigeno del Cauca.

     
  • 04/05/09 - Pena di morte - Burundi

    Il 24 aprile 2009, a seguito dell'introduzione del nuovo codice penale, il Burundi è diventato il 93mo paese abolizionista per tutti i reati.

     
  • 27/04/09 - Impunità - Iraq

    Il 23 aprile 2009, il primo ministro della regione curda Nechirvan Barzani ha espresso la determinazione del governo a porre fine all'impunità delle forze di sicurezza e a prendere misure concrete per stroncare la violenza domestica.

     
  • 27/04/09 - Prigionieri di coscienza - Senegal

    Il 20 aprile 2009 una corte d'appello ha annullato la condanna a otto anni di carcere inflitta il 7 gennaio a nove cittadini senegalesi impegnati in progetti di educazione su Hiv/Aids.

     
  • 27/04/09 - Pena di morte - Iran

    Tre attivisti di origine curda, Anvar Hossein Panahi, Arsalan Oliya e Hiva Butimar, hanno ottenuto la commutazione della condanna a morte nel corso del mese di aprile del 2009.

     
  • 27/04/09 - Campagna "Mai più violenza sulle donne" / Diritti sessuali e riproduttivi - Messico

    Il16 marzo 2009 è entrata in vigore la Direttiva NOM-046-SSA2-2005 che prevede, tra l'altro, accesso legale e sicuro all'interruzione di gravidanza per le donne vittime di violenza sessuale.

     
  • 20/04/09 - Prigionieri di coscienza - Azerbaigian

    Il giornalista Sakit Zahidov

    Il 9 aprile 2009, dopo quasi tre anni di carcere, il giornalista Sakit Zahidov, vignettista e autore di editoriali satirici per il quotidiano di opposizione Azadiq (Libertà), è stato rilasciato.

     
  • 20/04/09 - Rilasci - Iran

    Sanaz Allahyari e Amir Hossein Mohammadi-Far, due esponenti dell'organizzazione Studenti per la libertà e l'uguaglianza, sono stati rilasciati il 19 marzo, dopo 18 giorni di detenzione.

     
  • 15/04/09 - Impunità - Perù

    L'ex presidente peruviano Alberto Fujimori

    Il 7 aprile 2009 la Corte suprema ha condannato a 25 anni l'ex presidente Alberto Fujimori, in carica dal 1990 al 2000, per gravi violazioni dei diritti umani.

     
  • 15/04/09 - Rilasci - Arabia Saudita

    Tre ragazzi di età compresa tra 14 e 16 anni, arrestati il 24 marzo insieme ad altre cinque persone nella Provincia orientale, dove vive una numerosa comunità sciita, sono stati rilasciati il 5 aprile.

     


  • Fate battere i vostri cuori all'unisono con le mie parole

    05:35, 6.5.2009 .. 0 comments .. Link

    Vi propongo il discorso di Gandhi, alla base della sua lotta con la non-violenza.

    http://www.giovaniavventisti.it/files/ga/temi/Tema_ga_2009_anno_della_luce/0300-Sussidi/0304-Personaggi/030404-Gandhi/03040402-DiscorsoGandhi.pdf

    Commentate ed esprimete il vostro parere.



    Art for Peace: Prendi un sorriso

    05:27, 6.5.2009 .. 0 comments .. Link

    Come seconda poesia, ho pensato di pubblicare "Prendi un sorriso" di Gandhi

    PRENDI UN SORRISO

    Prendi un sorriso,
    regalalo a chi non l’ha mai avuto.
    Prendi un raggio di sole,
    fallo volare là dove regna la notte.
    Scopri una sorgente,
    fa bagnare chi vive nel fango.
    Prendi una lacrima,
    posala sul volto di chi non ha pianto.
    Prendi il coraggio,
    mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
    Scopri la vita,
    raccontala a chi non sa capirla.
    Prendi la speranza,
    e vivi nella sua [...]



    Art for Peace: Alle fronde dei salici

    05:21, 6.5.2009 .. 0 comments .. Link

    Ho pensato di creare una sezione dedicata all'arte in relazione alle tematiche della guerra e della pace. Pubblico questa poesia, che è stata scritta da Salvatore Quasimodo, perchè è molto toccante e ci aiuta a riflettere sugli orrori della guerra.

      ALLE FRONDE DEI SALICI.

      E come potevano noi cantare
      Con il piede straniero sopra il cuore,
      fra i morti abbandonati nelle piazze
      sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
      d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
      della madre che andava incontro al figlio
      crocifisso sul palo del telegrafo?
      Alle fronde dei salici, per voto,
      anche le nostre cetre erano appese,
      oscillavano lievi al triste vento.



    Immagini dall'Abruzzo

    05:43, 8.4.2009 .. 0 comments .. Link

    Aiutiamo queste povere famiglie che si trovano improvvisamente senza niente, catapultate in mezzo alla strada con una vita da costruire da capo.

     



    1 anno di assenza

    05:25, 8.4.2009 .. 1 comments .. Link

    Mi scuso per essere stata quasi un anno assente. D'ora in avavnti cercherò di pubblicare un articolo a settimana. Inoltre vi comunico c'è stato un problema per quanto riguarda le immagini, che sono tutte sciupate. Non posso ricaricarle tutte, ma da ora in poi le immagini si vedranno bene.

     Grazie a tutti



    Aiutiamo l'Abruzzo

    05:18, 8.4.2009 .. 0 comments .. Link

    Le regole per aiutare bene l'Abruzzo. Il Forum del Terzo settore ha fornito delle linee guida e indicazioni utili per chi volesse aiutare concretamente la popolazione abruzzese. Le forme di aiuto necessarie sono principalmente tre e in questo ordine di importanza: donazioni di denaro, donazione di materiali e generi alimentari, volontari sul posto. Nella donazione di denaro occorre verificare l'utilizzo immediato dei soldi sul territori per iniziative mirate da parte dell'organizzazione beneficiaria. Il secondo consiglio è di preferire donazioni tramite conto corrente o chiedere una ricevuta per donazioni effettuate con denaro contante. I beni materiali devono essere nuovi o in ottimo stato, mentre i generi alimentari non devono avere confezioni fragili e non accuratamente sigillate. In questa prima fase i volontari devono essere formati alla protezione civile e già organizzati in associazioni. Nel post-emergenza a seconda delle proprie competenze si potrà offrire un contributo mirato.

    Coordinamento volontari. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 0852057631.

    Donazioni tramite le banche. La Confederazione delle Misericordie ha avviato una raccolta di fondi con un conto corrente appositamente aperto presso il Monte dei Paschi di Siena, agenzia 6 di Firenze. Il codice Iban per effettuare il versamento è IT03 Y010 3002 8060 0000 5000 036. 
    Intesa-San Paolo, ABI 3069, CAB 05061, conto corrente n. 1000/144, intestato a: "Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo". Cod. IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144. 
    Banca TERCAS SPA "Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo" Codice Iban: IT 48 L 06060 15300 CC 090 005 35 65.
     
    Donazioni alla Croce Rossa Italiana. Per effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana si possono utilizzare: il Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati - Tesoreria - via San Nicola da Tolentino 67 - Roma, intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale pro terremoto Abruzzo; il Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo. E' anche possibile effettuare dei versamenti online, attraverso il sito web della Cri.

    Versamenti con le carte di credito. Per le persone che volessero contribuire con le proprie carte di credito (CartaSì, MasterCard, Visa, American Express) possono chiamare al numero verde di Cartasì: 800 317800 dall'Italia e 02 34980235 dall’estero, e poi tenere la carta di credito a portata di mano e seguire le istruzioni del sistema.

    Manda un sms al 48580 da Tim, Vodafone, Wind, 3Italia e Fastweb. Le quattro compagnie telefoniche d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile hanno attivato la numerazione 48580 per raccogliere fondi a favore delle popolazioni terremotate. Il valore dell'sms è di 1 euro, mentre da domani sarà possibile effettuare una donazione di 2 euro digitando lo stesso numero dal telefono fisso. Per i clienti Fastweb la chiamata è già attiva dalla telefonia fissa e si possono già donare 2 euro. Purtroppo il piano di numerazione nazionale permette di usare numeri molto simili sia per meritevoli operazioni benefiche, sia per attivare servizi ludici molto meno nobili e spesso erogati dagli operatori con modalita' truffaldine. Occorre quindi fare attenzione nella digitazione del numero.

    L'aiuto di Poste Italiane. Per contribuire all'azione di soccorso a favore delle comunità terremotate, il gestore telefonico PosteMobile ha attivato il numero di solidarietà 377.2048580. Tutti i clienti PosteMobile possono donare 1 euro inviando un sms a questo numero speciale. I clienti che hanno associato alla propria sim Poste Mobile un conto corrente Bancoposta o una carta prepagata Postepay possono donare qualunque importo accedendo ai servizi Semplifica tramite il menù della propria scheda sim, selezionando lo strumento di pagamento associato (Conto Corrente o PostePay) ed effettuando un postagiro al conto corrente postale numero 10 40 0000, oppure effettuando una ricarica sul numero speciale 377.2048580.

    Sindacati uniti per l'Abruzzo. Cgil, Cisl e Uil hanno aperto il conto corrente bancario n. 12.000 intestato "CGIL CISL UIL terremoto Abruzzo 2009" presso UGF Banca, filiale 157 Roma , con codice IBAN IT23WW0312705011CC1570012000, sul quale far confluire la raccolta, che costituirà un fondo da utilizzare per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione.

    Unità di crisi della Coldiretti. L'unità di crisi della Coldiretti sta coordinando le iniziative di solidarietà che si sono messe in moto in tutte le sedi della maggiore organizzazione agricola italiana con la spedizione di prodotti di prima necessità. A tal fine è stata aperta la casella di posta elettronica sisma.abruzzo@coldiretti.it dove possono essere veicolate le informazioni in merito alle offerte di aiuto per i prodotti alimentari alle persone ed alle aziende agricole colpite dal disastroso sisma.


    All'asta la maglia dei calciatori della Roma.  L'ufficio stampa della società giallorossa ha messo a disposizione del programma radiofonico Te La Do Io Tokyo (Centro Suono Sport 101.5) le loro maglie autografate per un'asta di beneficenza. I fondi raccolti dalla trasmissione serviranno per l'acquisto di due camper da riempire di aiuti e donare agli abitanti di Onna. Già dopo un'ora dal lancio dell'iniziativa è stata raggiunta la cifra per uno dei mezzi.

    Il contributo dell'Università. Per versare il proprio contributo la CRUI ha aperto un apposito conto. Si chiama UNIVERSITÀ EMERGENZA TERREMOTO e l'IBAN è IT 80 V 03226 03203 000500074995.

    La musica per l'Abruzzo. Anche il mondo della musica ha iniziato a mobilitarsi offrendo un sostegno economico all'Abruzzo. Un concerto per i terremotati. L'idea è partita Franz Di Cioccio, leader e cantante della Premiata Forneria Marconi di origine abruzzese, che ha lanciato un appello ai suoi colleghi per partecipare a un concerto di raccolta fondi da destinare alle famiglie più colpite: «So che la tenacia che sento nello spirito della mia terra ha solo bisogno di essere accompagnata da un gesto di solidarietà, che faccia sentire alla popolazione che non è sola con la sua disperazione. Aiutatemi ad aiutarli». Intanto Biagio Antonacci ha devoluto l'intero incasso del concerto di ieri sera al Palalottomatica di Roma. 

    La raccolta di Sky. Tutti i telespettatori e gli utenti del sito SKY.it sono invitati a dare il loro aiuto concreto versando il loro contributo sul numero speciale di conto corrente denominato Sky per l'Abruzzo: Codice Iban: IT 22 O 03226 01606 000500074972.

    Donazioni: già 10 milioni. Intanto, sul fronte delle donazioni, c'è già una decina di milioni di euro per aiutare le famiglie abruzzesi colpite dal terremoto. Il fronte della solidarietà non ha perso tempo e, a poco più di 24 ore dalla tragedia, ha messo sul piatto denaro e iniziative per la raccolta di fondi per la ricostruzione, il riavvio delle attività economiche, per la ripresa: dalle istituzioni alle associazioni, dai lavoratori anche in cassa integrazione al mondo assicurativo, a quello del calcio. Non si contano sottoscrizioni e iniziative per raccolta fondi già avviate.

    Per contribuire alla ricostruzione delle abitazioni, l'Ipost (l'ente di previdenza e assistenza delle Poste italiane e delle società collegate) ha deciso uno stanziamento straordinario di 5 milioni di euro, a fondo perduto, in favore degli associati che hanno subito danni dal terremoto. L'ente ha deliberato un percorso di credito agevolato agli iscritti in servizio e in pensione, ad un tasso di interesse inferiore a quello praticato normalmente dall'Ente. Ma l'Ipost ha anche deciso un bonus bebè (senza alcun tetto massimo di spesa) di 3.000 euro per ogni bambino nato nel 2009 in famiglie monoreddito, che divengono 1.500 per le famiglie non monoreddito. Un milione di euro in garanzie è quanto messo a disposizione da Coopfidi per le imprese abruzzesi per i primi interventi di ripristino e riavvio delle attività. Dal Parlamento ogni deputato verserà personalmente 1.000 euro, mentre i dipendenti della Camera potranno devolvere il corrispettivo di una giornata di lavoro. Iniziativa analogo dovrebbe essere presa domani al Senato: il presidente Renato Schifani proporrà domani ai presidenti dei gruppi parlamentari di promuovere una raccolta di fondi non inferiori a mille euro a testa da destinare all'assistenza dei bambini colpiti dalla tragedia del sisma. Unità dal fronte sindacale: le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno avviato la raccolta del corrispettivo di un'ora di lavoro e sul conto corrente aperto dalle tre sigle Unipol Gruppo Finanziario ha fatto un versamento di 50mila euro e, inoltre, ha deciso lo stanziamento di 20 milioni a credito agevolato e la dilazione dei premi per polizze e mutui. La Conferenza episcopale italiana (Cei) ha annunciato uno stanziamento di tre milioni di euro, dai fondi derivanti dall'otto per mille, in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali di chi è stato colpito da questa calamità, la Presidenza della Cei ha disposto lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell'otto per mille per iniziative di carità di rilievo nazionale. La somma sarà erogata tramite Caritas Italiana, già attiva per alleviare i disagi causati dal sisma e a cui è affidato il coordinamento degli interventi locali. L'Istituto nazionale tumori Napoli Fondazione Pascale ha destinato 100.000 euro, provenienti dai fondi dell'8 per mille, per supportare le attività di soccorso nei comuni abruzzesi mentre ieri Unicef Italia ha stanziato 100mila euro per le esigenze primarie dei bambini abruzzesi; Vinitaly ha deciso di devolvere 50mila euro (parte degli incassi della giornata di lunedì). Diecimila euro sono arrivati da Legacoop, mentre Tim ha accreditato 10 euro di traffico gratuito su 290mila utenze della provincia de L'Aquila. Dal mondo del lavoro, i chimici di Porto Marghera, in sciopero per difendere il posto di lavoro, hanno deciso una raccolta fondi e doneranno una piccola parte della loro paga, mentre due ore di cassa integrazione a sostegno dei familiari delle vittime del terremoto e di tutte le persone coinvolte è l'iniziativa di solidarietà dei lavoratori delle officine motori di Alitalia Maintenance Systems (Ams) in cassa integrazione. Il Calcio Catania ha annunciato che devolverà l'intero incasso della partita casalinga di campionato del 19 aprile prossimo alle famiglie terremotate in Abruzzo, così come il Calcio Napoli devolverà l'incasso della partita di sabato prossimo allo stadio San Paolo. L'agenzia di scommesse Stanleybet donerà un milione di euro al Comune de L'Aquila per opere di pubblica utilità legate alla ricostruzione post-sisma.

    tratto da ilmessaggero.it



    Buone vacanze a tutti!

    11:44, 26.6.2008 .. Posted in piccoli pensieri e curiosità .. 3 comments .. Link

    Vi volevo annunciare che sabato andrò in vacanza e tornerò a settembre. Auguro quindi buone vacanze a tutti voi. Spero che in questi due mesi in cui non pubblicherò articoli, leggiate quelli vecchi e magari finiteli di commentare. Inoltre vi volevo chiedere se potreste visitare l'altro blog che ho creato di recente (http://per-un-mondo-migliore.blogspot.com/) e magari partecipare al sondaggio (naturalmente dopo aver inserito i banner nel vostro blog!). Giusto, ho anche un' ultima novità! Io e ghiro11 abbiamo creato un blog insieme. Adesso non ci sono articoli ed è ancora in fase di preparazione (http://insiemeperunmondomigliore.wordpress.com/), ma probabilmente tra un mese sarà in pieno funzionamento: passateci a fare una visitina!

    Con questo vi lascio e buone vacanze ancora.

    Ciaoooo!



    Slideshow curiose

    09:53, 23.6.2008 .. Posted in piccoli pensieri e curiosità .. 0 comments .. Link

    Ho trovato delle curiose slideshow su di un sito ed ho pensato di linkarle sul mio blog. Non si parla di morti o violazioni di diritti umani, ma sono comunque delle diapositive molto interessanti: una in particolare mi ha colpito molto! Guardatele e poi magari lasciate un commento. Ciao!

    (fonte: www.tommyswindow.com )

    http://www.tommyswindow.com/italian/con_uno_spirito_d'amore.pps

    http://www.tommyswindow.com/italian/lo_straniero.pps

    P.S.: visitate l'altro blog!



    Poesie da Guantanamo

    08:57, 23.6.2008 .. Posted in diritti umani .. 0 comments .. Link

    Stavo consultando il sito di Amnesty International, quando mi sono imbattuta in un articolo in Inglese che parlava di poesie scritte dai datenuti di Guantanamo. Ho pensato di linkare quell'articolo, in modo tale che tutti voi possiate capire che insulto alla nostra civiltà è quel posto. Magari dopo aver letto alcune di queste poesie, scrivete un commento e ditemi cosa ne pensate.

    http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/video-and-audio/video-reading-poems-guantanamo-20071212

    http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/abdullah-guantanamo-poem-20071212

    http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/995

    P.S.: Visitatel'altro blog, inserite i banner e diffondete l'iniziativa per un mondo migliore!



    Video per un mondo migliore

    03:44, 20.6.2008 .. Posted in guerra e pace .. 0 comments .. Link

    Diffondete questi video, perchè il messaggio per un mondo migliore deve arrivare ovunque!

    http://www.vagabondreporters.com/video%20menu.htm

    http://www.vagabondreporters.com/

    P.S.: visitate l'altro blog e inserite i banner per diffondere l'iniziativa per un mondo migliore!



    Il nucleare

    06:08, 19.6.2008 .. Posted in problemi ambientali .. 6 comments .. Link

    Per ora nel mio blog non mi ero ancora occupata di problemi ambientali. Per avere un mondo migliore, però, bisogna salvaguardare anche il nostro pianeta. Sicuramente parlerò dei vari tipi di inquinamento, ma in questo articolo ho decisi di trattare il tema dell'energia nucleare : un tema che ci riguarda in prima persona. Non c'entra il parere politico, ma la nostra salute. Sicuramente non possiamo sfruttare il petrolio all'infinito (oltretutto adesso costa tantissimo!), ma utilizzare l'energia nucleare può essere molto rischioso. E' ormai da tanto tempo che non succedono gravi incidenti alle centrali nucleari, ma purtroppo c'è sempre una prima volta. Inoltre produrre energia nucleare equivale a dire produrre scori radioattive, che verranno smaltite in qualche parte del nostro stato, magari vicino ad un centro abitato, e le persone rischieranno (anzi, è quasi sicuro che si ammaleranno) di cancro. Allora io propongo una soluzione: se il nostro stato investisse su i vari tipi di fonti rinnovabili (sole, vento, acqua), si otterrebbe lo stesso effetto del nucleare, anzi, un effetto migliore! Infatti non verrebbero prodotte scorie e forse si risparmierebbe qualche soldo (investire sul nucleare è molto più costoso). Inoltre la domanda di petrolio diminuirebbe, il suo prezzo calerebbe e fare benzina serebbe meno costoso.

    Questa è la mia soluzione, ma sarei molto contenta se voi mi esporreste la vostra.

    P.S.: visitate l'altro blog, e inserite i banner!



    I desaparecidos

    06:01, 19.6.2008 .. Posted in diritti umani .. 1 comments .. Link

    In questo periodo sto scrivendo degli articoli per non dimenticare quello che è accaduto nel passato per evitare di commettere gli stessi errori nel presente. Ho parlato già dell'olocausto ed oggi voglio parlare dei desaparecidos. Io non ne avevo mai sentito parlare prima della terza media e questo mi sembra molto grave. Allego quindiun documento a questo articolo: leggetelo e così scoprirete che crimini atroci sono stati svolti in Argentina e in Cile. Magari poi lasciate anche un commentino per esprimere la vostra opinione.

    I Desaparecidos: http://www.scribd.com/doc/3245988/Il-Golpe-Militare-In-Argentina

    P.S.: visitate l'altro blog e partecipate all'iniziativa per un mondo migliore inserendo i banner!



    Ho creato un nuovo blog!

    02:54, 18.6.2008 .. Posted in piccoli pensieri e curiosità .. 0 comments .. Link

    Ciao a tutti! Innanzitutto mi volevo scusare per non aver più pubblicato articoli, ma ho a vuto un po' da fare. Comunque vi volevo dire che ho creato un nuovo blog, dove ho inserito dei banner che tutti voi potete copiare e inserire nei vostri blog. Il sito è http://per-un-mondo-migliore.blogspot.com : vi sarei molto grata se aderireste numerosi alla mia iniziativa!

    P.S.: Su quel blog ho anche inserito un sondaggio: perpiacere, partecipate anche voi!



    Un tuffo nel passato per non dimenticare: l'OLOCAUSTO

    01:42, 4.6.2008 .. Posted in diritti umani .. 4 comments .. Link

    L'olocausto è un termine utilizzato per definire la strage di uomini (soprattutto ebrei) che fu fatta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Furono uccisi senza motivo bambini, donne, uomini di ogni età e di ogni razza: infatti non solo ebrei, ma anche slavi, omosessuali, prigionieri politici, Rom furono costretti a vivere e spesso a morire nei campi di concentramento. Ecco alcuni dati: 

    >       5,6–6,1 milioni di ebrei

    >       3,5–6 milioni di civili Slavi

    >       2,5–4 milioni di prigionieri di guerra

    >       1–1,5 milioni di dissidenti politici

    >       200.000–800.000 tra Rom e Sinti

    >       200.000–300.000 portatori di handicap

    >       10.000–250.000 omosessuali

    >       2.000 Testimoni di Geova

           Totale da 13.012.000 a 18.952.000

    Fu quindi fatta una vera e propria strage umana! Non dimentichiamo! Non facciamo svastiche sui muri!



    L'altra faccia degli USA: Guatanamo

    06:30, 30.5.2008 .. Posted in pena di morte .. 2 comments .. Link

    “Un’infermiera mi ha ficcato un tubo nel naso così velocemente che ho iniziato a soffocare, a perdere sangue dal naso e a sputarlo. Non hanno utilizzato alcun anestetico.”
    Fawzi al-Odah, 10 ottobre 2005

    Fawzi al-Odah è detenuto a Guantánamo Bay da maggio 2002. Ha lavorato in Afghanistan fino all’invasione del paese da parte degli Stati Uniti. Per sfuggire al bombardamento, nel gennaio 2002, lui e altri quattro kuwaitiani sono fuggiti in Pakistan. Qui i cinque uomini si sono rifugiati presso un leader locale che li ha venduti alle autorità pakistane. In seguito sono stati trasferiti sotto la custodia delle forze statunitensi e portati a Kandahar, in Afghanistan dove Fawzi al-Odah ha dichiarato di aver subito torture. Nel maggio 2002 è stato trasferito a Guantánamo.

    L’8 agosto 2005 ha partecipato insieme con altri detenuti a uno sciopero della fame. Fawzi ha dichiarato che nelle prime due settimane di sciopero non ha ricevuto cure mediche e nessuno gli ha chiesto quali fossero le ragioni della protesta. Il suo sciopero è terminato l’11 gennaio 2006, quando è stato costretto a nutrirsi attraverso un tubo nasale che gli ha causato ferite e un abbondante sanguinamento. Fawzi ha raccontato al suo avvocato che alcuni dei detenuti che stavano scioperando sono stati obbligati a urinare e a defecare su loro stessi perché legati a delle sedie per lunghi periodi. Altri ancora hanno raccontato di aver vomitato sangue.

    Nel marzo 2006, la BBC (The British Broadcasting Corporation) ha diffuso un’intervista a Fawzi al-Odah organizzata dal suo avvocato. Ad una domanda sulla sua detenzione, egli ha risposto: “Il vero problema è trovarsi qui senza motivo, senza speranze, senza qualcuno che ti ascolti…Sono loro che decidono. Abbiamo bisogno di essere rilasciati o di avere almeno l’opportunità di dimostrare la nostra innocenza…”.

    I circa 430 detenuti che si trovano a Guantánamo Bay sono persone definite dal governo degli Stati Uniti “combattenti nemici” e, per questo, privati di molti diritti legali garantiti dalle Convenzioni di Ginevra, dalle leggi internazionali e anche dalla Costituzione statunitense. Molti sono stati catturati in Afghanistan, nel corso delle operazioni militari iniziate in quel paese nel 2001, altri sono stati arrestati lontano dai campi di battaglia asiatici, ad esempio in Bosnia e in Gambia. La maggior parte dei detenuti è stata catturata e consegnata alle forze statunitensi dalle autorità di altre nazioni o è stata venduta loro da signori della guerra afgani. Nessun prigioniero di Guantánamo Bay è mai comparso di fronte a un tribunale ordinario e solo 10 di essi sono stati formalmente incriminati allo scopo di comparire di fronte alle commissioni militari istituite dal governo, in seguito giudicate illegali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.



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