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Nero Notte Teatro – Il cuore nero di 800 Festival

Al Castello di Meleto dall’11 al 13 luglio una rassegna di teatro “noir” e di atmosfere ottocentesche: dal teatro d’attore al nouveau cirque, dal teatro itinerante al teatro di figura dalle narrazioni alle sonorità d’ambiente.

SAGRATO DELLA CHIESA
Silvio Castiglioni
in
IL VAMPIRO
Silvio Castiglioni legge e interpreta per
NeroNotteTeatro il racconto di John
William Polidori. Il naufragio dei buoni
sentimenti, l’innocenza come vittima designata;
e poi l’infatuazione, l’angoscia,
la paura e la follìa: ci sono tutti gli ingredienti
del repertorio gotico romantico
in questo piccolo capolavoro di suspense
del 1819. Il racconto, molto amato da
Goethe, ottenne all’uscita un enorme
successo, dentro e fuori l’Inghilterra, e
naturalmente scandalizzò i benpensanti.
Prima di allora infatti la fi gura del
vampiro era relegata nel repertorio delle
tradizioni popolari, dove abbondano storie
di morti che si levano dalle tombe e si
nutrono del sangue di creature giovani e
belle. Ora, e per la prima volta, faceva
irruzione in un’opera letteraria, attribuita
all’inizio nientemeno che al grande
poeta Lord Byron. Ne era invece autore
il suo attento e curioso segretario, il ventunenne
J.W.Polidori. (VENERDÌ, SABATO E
DOMENICA)
Bottega del Teatro di
Pierluigi Tortora
in
LASSAMME FA’ A DIO
VIAGGIO NELLA POESIA NOTTURNA
DI SALVATORE DI GIACOMO
di e con
Pierluigi Tortora
La Bottega del Teatro di Caserta esplora
in questo recital la grande poesia di
Salvatore Di Giacomo, autore anche di
straordinarie canzoni della tradizione
napoletana ottocentesca. Tre sono i brani:
Lassamme fa a Dio, ‘e cechate ‘e caravaggio,
‘a san Francisco; tre struggenti storie
della “nuttata” napoletana. Dio che con
San Pietro scende sulla terra, due ciechi
che dialogano su quello che non hanno visto,
un uomo che difende il suo onore nel
carcere. Pierluigi Tortora, autore, attore
e regista dello spettacolo, è fra i soci fondatori
dei “Teatri Invisibili” ed ha lavorato
con Toni Servillo, Iaia Forte, Anna Bonaiuto,
Paolo Sorrentino. Il recital è un’
anteprima prodotta per NeroNotteTeatro
2008. (VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
MANFRED
DA UN RACCONTO DI
GEORGE BYRON
di e con
Lorenzo Cecere
Manfred… Una storia… Un’ombra…
Un mago… Un maestro…L’attore che
attraversa “stanze” abitate e che ormai
abitano in lui. La diffi coltà di affrontare
la vita, l’oblio, l’amore per una donna,
madre, sorella, amante. L’abbandono,
il delirio, la morte come passaggio verso
un altro personaggio, verso un’altra
vita. Lorenzo Cecere attore formatosi
ai laboratori di Ruggero Cappuccio incontra
questo personaggio nel suo percorso
teatrale di collaborazione con la
Bottega del Teatro e Pierluigi Tortora.
(VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
PIAZZA DEL CASTELLO
Teatro della Luce
in
NIGREDO,
PASSAGGIO AL NERO
testo e regia di Roberto Caminiti
con
Elisa Cecchini, Maddalena Giampaoli,
Marco Gilio, Micol Giovanelli, Rosa
Gullaci, Beatrice Pazzaglini
Il Teatro della Luce riprende per l’occasione
uno dei più celebri racconti di
Edgar Allan Poe: “Il pozzo e il pendolo”
e lo reinterpreta in chiave alchemica. Il
Prigioniero nei sotterranei dell’ Inquisizione
sperimenta tutte le dinamiche
alchemiche per raggiungere il suo sogno
supremo: quello della libertà: Nel silenzio
dell’anima e nella deprivazione del corpo
comincia un rito iniziatico oscuro e terrifi
cante, un viaggio immaginario che lo
conduce alla discesa verso gli Inferi fi no
alla più profonda conoscenza di sé: Il sogno,
la libertà, l’alchimia rappresentano
per il Prigioniero le tappe della conquista
dell’essere (VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
C’è Chi C’ha Teatro
in
L’AUTENTICA VERITA’
DEI MORTI
con Fiorella Oriani e Samuele Vitri
Fiorella Oriani e Samuele Vitri, due artisti
poliedrici, presentano nella suggestiva
cornice della piazza del Castello una
nuova performance di teatro, pantomima
ed evoluzioni aeree ai tessuti, ispirata
al racconto di Guy de Maupassant
“La morta”, pubblicato nel 1887. In una
splendente notte d’estate, baciata dalla
luna e dalle stelle, due enigmatiche e
diafane fi gure, sospese tra l’onirico e il
reale, iniziano a raccontare la loro verità.
La follia, la paura, il mistero daranno
corpo e voce a movimenti sinuosi ed
estremi, fi no all’inesorabile, sarcastica e
ineluttabile “autentica verità dei morti”,
accolta solo dalla notte profonda e silenziosa.
(SABATO E DOMENICA)
Vladimiro Strinati
in
NERO DI ROMAGNA
NARRAZIONE CON OGGETTI
E FIGURE
di e con
Vladimiro Strinati
Uno spettacolo di racconti e leggende romagnole
dove l’umorismo si intreccia con
la paura. Fiabe e leggende che parlano
di mani vaganti, di cuoche, mogli e donne
audaci che sconfi ggono uomini bestiali.
Nella leggenda di Miranda, la mano
che ti segue, voci inverosimili vengono
raccontate come vere. In “Barbablù” la
giovane eroina ha un ruolo attivo: sfi da
il parere contrario del padre, si fa beffa
dello spietato Barbablù, e con audacia
libera le sorelle. Nella storia di “Panciasfonda”
ci troviamo di fronte ad un orco
vorace, di buon sangue romagnolo, che
preferisce divorare i prodotti della buona
cucina, piuttosto che bambini. E per
ultimo il Nano Morris, un discutibile novello
Barnum. (VENERDÌ E SABATO)
IL CAMPO DELL’ALBERO
Arrivano dal Mare !
in
FRALOMESCUR
TRA IL CHIARO E LO SCURO
con Arianna Di Pietro
Umberto Giovannini organetto diatonico
Andrea Branchetti organetto diatonico
Quando arrivava la notte, nella Romagna
del passato, nell’epoca in cui la luce spariva
col tramonto e si risparmiava persino
su ceri e candele, il buio era così denso da
procurare visioni e il silenzio era così assoluto
da udire presenze misteriose. Arianna
Di Pietro, giovane ma talentuosa narratrice
uscita dalla “scuola” del Fulèsta Sergio
Diotti, condurrà gli spettatori in un mondo
dominato dalla paura, ma aperto di tanto
in tanto da uno squarcio di meraviglia e
stupore. La accompagnano in questo viaggio
Andrea Branchetti e Umberto Giovannini,
due validi organettisti, tra i piu’ fedeli
collaboratori della compagnia “Arrivano
dal Mare!” di Cervia, ma anche dotati ciascuno
di una propria attività concertistica.
(VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
INGRESSO CASTELLO
L’Armonda Produzioni
in
FILASTROCCHE
MALINCONICHE
VINCENT E GLI ALTRI
con
Erica Bertozzini, Matteo Fazi,
Elisa Mancini, Roberto Serafini
regia Augusto Michelotti
Un viaggio nella poetica del visionario
Tim Burton, regista e sceneggiatore, attraverso
alcune delle sue surreali poesie
tratte da “Morte malinconica del bambino
Ostrica ed altre storie”: la Donna
orba da un occhio, l’Uomo insonne,
L’Amante respinto. Tre poesie ritradotte
per l’occasione in chiave fi abesca, con la
purezza infantile di una fi lastrocca, pur
mantenendo allo stesso tempo la densa
atmosfera di estraneità che le caratterizza.
Il lavoro è realizzato da “Lo Scricchetto”
un gruppo di giovani del Laboratorio
L’Armonda. Il testo è di Matteo
Fazi, Elisa Mancini, Roberto Serafi ni; di
quest’ultimo le traduzioni. (VENERDÌ, SABATO
E DOMENICA)
MURA DI LEVANTE
NicoNote
in
NOIR CHERIE
LIVE DJ SET
Si tratta di un Live Set per dischi, cd
e voce di NicoNote, performer e sperimentatrice,
pensato per NeroNotte-
Teatro – che si sviluppa in modo non
convenzionale seguendo il fi lo del Noir
– attraversando molti mondi sonori. NicoNote
propone 2 ore di musica (in cui
inserisce alcuni brani cantati live tratti
dalle sue produzioni) seguendo l’umore
del momento. Miscela musiche inedite
da lei prodotte ad altro, assemblando
contributi sonori di varia provenienza.
NicoNote segue una personale traccia di
trasversalità nel meraviglioso ed infi nito
mondo del Suono: “Noir, cherìe …”non si
defi nisce, non esclude sviluppi. (SABATO)
Orari e dettagli saranno comunicati all’ingresso e sul sito www.ottocentofestivalsaludecio.it

But Beautiful


VENERDI 14 MARZO
Melodica, in collaborazione con la Città di Cattolica, Istituzione Culturale della Regina, Ufficio cinema-teatro, presenta:

Giampaolo Ascolese & il Laboratorio Teatro di Orvieto
in

BUT BEAUTIFUL

Progetto multimediale sul mondo del jazz, dal libro di Geoff Dyer “Natura morta con custodia di sax”, con la partecipazione dell’attore Alberto Rossatti

Il progetto consiste nella descrizione della vita di alcuni tra i più
rappresentativi jazzisti della storia, Chet Baker, Bud Powell, Thelonious
Monk e Ben Webster, raccontati dallo scrittore Geoff Dyer nel suo libro
“Natura morta con custodia di sax”.
L¹attore Alberto Rossatti ne offrirà una libera interpretazione, affiancato dalle musiche del trio di Giampaolo Ascolese e dal progetto visivo di Massimo Achilli del laboratorio del teatro di Orvieto.
Lo spettacolo ci avvicinerà alla vita di questi grandi protagonisti del
jazz, tanto deboli e alle volte sfortunati nella realtà, quanto forti e
poetici nella loro musica.

Giampaolo Ascolese BATTERIA
Max Ionata SAX TENORE
Elio Tatti CONTRABBASSO
Alberto Rossatti VOCE RECITANTE E ADATTAMENTO TESTI
Massimo Achilli PROGETTO VISIVO

ORE 21
SALONE SNAPORAZ Piazza Mercato 15, Cattolica
INGRESSO 13 EURO

A SEGUIRE BUFFET E ASSAGGIO DI VINO offerto da:
DITTA DRUDI ALIMENTA
Piazzale Torconca, San Giovanni in Marignano
Tel. 0541-962470

Melodica Ringrazia:
ALLIANZ RAS, Agenzia di Cattolica

Grand Hotel Cattolica

Era un ometto insignificante, con un viso indefinibile tendente a scivolare tra le pieghe dell’oblio con una velocità repentina. A distanza di qualche ora non riuscivi già a ricostruirne la postura, poi inesorabilmente ecco dissolversi il profilo, i vestiti, il corpo. Rimaneva una nuvoletta a due gambe e poco altro. Ancora oggi non riesco ad afferrarne neppure un particolare, un nome, una declinazione somatica che lo faccia riemergere dalle scalene oscurità dei ricordi. Eppure fu colui che trasformò l’Hotel Boston in Grand Hotel Cattolica, con tutti i crismi del caso.
Era il 1988 quando si presentò al bureau per una singola. Mio padre lo squadrò per un attimo abbracciandolo con una fulminea occhiata scannerizzante come solo il più consumato degli albergatori può fare. Un battito di ciglia che indaga e scava nell’animo dello scrutato: soppesa, pondera, valuta, desume, indugia, infine decide. Certo che è disponibile una singola, prego da questa parte. L’ometto lo seguì docilmente. Il suo bagaglio era composto da una piccola borsa di cuoio consunto e una valigetta metallica che si portava appresso come una creaturina.
In quei giorni lo vedemmo trafficare con un imponente registratore a bobine, un Revox B77, che trascinava faticosamente nella hall e piazzava su un tavolino come un imperatore in convalescenza. Se ne stava tutto il giorno ad armeggiare intorno ai comandi e a sbobinare nastri su nastri. Ogni tanto compariva magicamente un microfono che faceva balenare da chissà quale anfratto. Parlava con un filo di fiato ed era impossibile capire cosa dicesse. Ma parlava, e registrava.
Dopo qualche giorno cominciò a uscire. Lunghe passeggiate che lo riportavano in albergo con un appetito formidabile che placava gettandosi ferocemente sui celesti intingoli della signora Nucci. Una mattina lo incrociai davanti alla Publifono. Ero uscito in bici per una commissione e lo colsi mentre discuteva fittamente con il responsabile dell’ufficio pubblicitario. Mi fermai e feci un gesto di saluto a cui rispose cordialmente con un raro sorriso.
Più tardi in Hotel, senza che glielo avessi chiesto, mi riferì di aver consegnato uno spot di sua concezione alla Publifono Radiomare e che era in attesa fosse trasmesso, forse già quel pomeriggio stesso. Non mi disse altro e immaginai fosse un industriale o un consulente pubblicitario. Mai trepidazione fu più palese in lui, e andò indelebilmente a scalfire la sua aura di imperturbabilità. Era talmente nervoso che rinunciò per la prima volta alla tripla porzione di lasagne con grande sbigottimento del cameriere e dei commensali.
L’orario designato per le trasmissioni della Publifono era per le ore 17.00, appuntamento che ogni turista che ha calcato il bianco litorale cattolichino ben conosce. La curiosità mi divorava e feci un salto a spiaggia, in segreta attesa dell’evento, di qualsiasi cosa si trattasse. La delusione fu enorme: la solita mitragliata pubblicitaria in cui non riuscii a distinguere nulla che non appartenesse alla più immutabile consuetudine.
Tornai verso l’Hotel e notai una fila di questuanti ordinatamente disposta lungo la scalinata, su su, fino al bureau. La domanda era sempre la stessa: una camera al Grand Hotel Cattolica, perfavore. Gente in costume da bagno, senza nient’altro. Tutti con la medesima richiesta. Un teatro dell’assurdo, dove gli attori non riuscivano a emanciparsi dalla dimensione grottesca, surreale. Mio padre faticava a dominare quella folla di mutandati e si sbracciava per spiegare che l’albergo era al completo e che comunque, l’Hotel era un semplice tre stelle e no, non era il Grand Hotel Cattolica e grazie, ma ora signori dovreste proprio andare, e no neppure la cantina è disponibile per alloggiare, mi spiace…
In tutto questo marasma osservai l’ometto che se la rideva in un angolino, quindi ratto mi scivolò a fianco e mormorò eccitato: funziona, capisci? funziona!!! – Ma cosa funziona? – Ho sperimentato un piccolo messaggio subliminale, sai di cosa si tratta? va beh lasciamo perdere… diciamo che oggi ho fatto un piccolo test con la Publifono, capisci? E il test è stato superato brillantemente, mio giovane amico! Brillantemente!
Il giorno dopo impacchettò le sue cose e si presentò al bureau per saldare il soggiorno, era rilassato, obliquamente trionfante. Se ne andò zampettando felice, con le due valigie che dondolavano al ritmo dei suoi saltelli. Non ne seppi mai più nulla.
Qualche volta però, durante la visione di un film, quando mi alzo come un automa e cerco disperatamente un prodotto che in casa non c’è, e avverto la voglia di quel prodotto che cresce dentro come uno spasmo invincibile, mi riesce di fermarmi, e in un attimo mi ritorna alla mente quel buffo ometto e le sue due valigie balzellanti.
Allora ritorno sul divano, e sorrido placato.