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But Beautiful


VENERDI 14 MARZO
Melodica, in collaborazione con la Città di Cattolica, Istituzione Culturale della Regina, Ufficio cinema-teatro, presenta:

Giampaolo Ascolese & il Laboratorio Teatro di Orvieto
in

BUT BEAUTIFUL

Progetto multimediale sul mondo del jazz, dal libro di Geoff Dyer “Natura morta con custodia di sax”, con la partecipazione dell’attore Alberto Rossatti

Il progetto consiste nella descrizione della vita di alcuni tra i più
rappresentativi jazzisti della storia, Chet Baker, Bud Powell, Thelonious
Monk e Ben Webster, raccontati dallo scrittore Geoff Dyer nel suo libro
“Natura morta con custodia di sax”.
L¹attore Alberto Rossatti ne offrirà una libera interpretazione, affiancato dalle musiche del trio di Giampaolo Ascolese e dal progetto visivo di Massimo Achilli del laboratorio del teatro di Orvieto.
Lo spettacolo ci avvicinerà alla vita di questi grandi protagonisti del
jazz, tanto deboli e alle volte sfortunati nella realtà, quanto forti e
poetici nella loro musica.

Giampaolo Ascolese BATTERIA
Max Ionata SAX TENORE
Elio Tatti CONTRABBASSO
Alberto Rossatti VOCE RECITANTE E ADATTAMENTO TESTI
Massimo Achilli PROGETTO VISIVO

ORE 21
SALONE SNAPORAZ Piazza Mercato 15, Cattolica
INGRESSO 13 EURO

A SEGUIRE BUFFET E ASSAGGIO DI VINO offerto da:
DITTA DRUDI ALIMENTA
Piazzale Torconca, San Giovanni in Marignano
Tel. 0541-962470

Melodica Ringrazia:
ALLIANZ RAS, Agenzia di Cattolica

XXXIV Premio Gran Giallo Città di Cattolica

Cattolica si tingerà di giallo alla fine del mese di giugno 2008; è giunta alla 34a edizione il Premio Gran Giallo Città di Cattolica, il concorso letterario promosso dalla Dott.ssa Simonetta Salvetti, responsabile dell’Ufficio Cinema-Teatro Istituzione Culturale della Regina del Comune di Cattolica, in collaborazione con la Casa editrice Mondadori e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini.

Il sogno di coloro a cui piace scrivere è diventare un giorno scrittori, avere un contratto con una nota casa editoriale, che permetta loro di avere il proprio nome immortalato nella copertina di un libro.

Il tempo per scrivere, quando si diventa blogger professionisti, scarseggia al ritmo incessante delle lancette di un orologio svizzero; meramente pleonatisco il voltarsi indietro, scorgere castelli di sabbia o sfavillanti reggie sono spesso l’indice di contatti più o meno fortunati. L’autore di per se è nulla senza pubblico che lo innalzi a leggenda,
usare il verbo con la potenza di un Profeta è lo strumento dei letterati che si distinguono nella coltre nube di caratteri in nero entro uno sfondo bianco.

Chi volesse cimentarsi nella stesura del miglior racconto o testo teatrale giallo e del mistero, inedito e di ambientazione rigorosamente italiana deve attenersi al sottostante bando di concorso:

1. Il concorso è aperto a tutti i cittadini europei.

2. Le opere dovranno essere inedite (non è esclusa la partecipazione o segnalazione ad altri concorsi, ma le opere non devono essere state mai pubblicate, neanche on-line), in lingua italiana e avere una lunghezza massima di 20 cartelle dattiloscritte (cartella tipo: 35 righe, 55 battute per un massimo di 2000 battute).

3.Si può partecipare con un solo elaborato.

4. I racconti dovranno pervenire in 9 copie e corredati di floppy disk o cd (i concorrenti dovranno indicare chiaramente le proprie generalità con indirizzo e recapito telefonico) a:

XXXIV Premio “Gran Giallo Città di Cattolica”
Sezione letteraria
Ufficio Cinema – Teatro
P.zza della Repubblica, 1
47841 Cattolica (RN)

entro e non oltre (indipendentemente dal timbro postale) il 16 maggio 2008.

5. Gli elaborati non saranno restituiti e l’organizzazione si riserva il diritto di utilizzarli nelle varie manifestazioni, rassegne e/o altri concorsi collegati al Premio.

6. La giuria composta da: Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, selezionerà il racconto vincitore che verrà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori.

7. Il testo vincitore godrà inoltre di una drammatizzazione teatrale a cura del Teatro della Regina di Cattolica (se in forma originaria di racconto) o di una vera e propria messa in scena (se in forma originaria di copione teatrale) e sarà presentato al pubblico in occasione della cerimonia ufficiale di premiazione che si prevede alla fine di giugno 2008.

La Dott.ssa Simonetta Salvetti può essere contatta al numero di telefono 0541.968214-833528, fax 0541-830565 e-mail: teatro@cattolica.net

Il nuovo centro di Cattolica

Sul numero di aprile del notiziario comunale “Città di Cattolica” appare la presentazione dell’imponente complesso che sta sorgendo sull’asse di Via Carpignola. Ho creduto opportuno riportare per intero il comunicato e le immagini annesse perchè penso si tratti di un punto di svolta nell’offerta che Cattolica propone ai suoi cittadini e ai suoi ospiti per quel che concerne il tempo libero, lo shopping, e lo sport. Il progetto appare di buon livello progettuale e si candida come autorevole polo d’attrazione turistica. Di seguito il comunicato stampa e qualche ulteriore immagine del complesso.

IL NUOVO CENTRO MULTISALA: CINEMA, SPORT E TEMPO LIBERO
Sono iniziati i lavori per la realizzazione del Nuovo centro chiamato Video-Gioco-Sport.
Il Complesso rappresenta un’ulteriore, importante dotazione di servizi per il tempo libero, contribuendo ad incrementare la già forte capacità attrattiva della città. Coerentemente con le altre precedenti realizzazioni urbanistiche (II Piano del Porto, l’Acquario, le Piazze, la Piscina, solo per fare alcuni esempi), le scelte del Consiglio Comunale hanno spinto ed incoraggiato investimenti in grado di accrescere la visibilità e la conoscenza di Cattolica, orientando progetti di qualità, capaci dì generare anche nuovi posti di lavoro. Pure in tempi di congiuntura economica, la Città è quindi capace di grandi ed importanti investimenti, grazie ad un equilibrato ed opportuno rapporto fra Pubblico e Privato: insomma, proprio “un bel progetto”!
Il Video-Gioco-Sport è un centro del tempo libero o “Leisure Centre”, anche denominato FEC (family entertainement center). Si sta sempre più affermando, all’interno delle città di una certa dimensione o dei territori urbani, una tipologia di centri strutturati intorno al tempo libero. Pur diversi l’uno dall’altro per dimensioni, contenuto e contesto d’inserimento, tutti hanno la presenza di tre elementi:
A) l’intrattenimento: rappresentato da una o più strutture di attrazione come la multisala e gli impianti sportivi;
B) il commercio con connotazioni ludico-esperienziali e di prodotti specialistici;
C) la ristorazione: caratterizzata dall’offerta di “ristoranti a tema” spesso raccolti intorno ad una piazza. Il Centro Video-Gioco-Sport
si inserisce quindi nella percezione che individua Cattolica come città destinata al divertimento di tutta la famiglia.

LA MULTISALA. Di dimensioni medie, la multisala è organizzata con sei sale di circa 200 posti cadauna strutturate attorno ad un ampio spazio di distribuzione di forma ellittica, con due volumi in altezza, sopra il quale sarà collocata la cabina unica di proiezione. Le sale sono impostate a circa due mt. sotto il livello del terreno. Questa scelta progettuale ne facilita in generale l’accesso e, per via di una minore altezza visibile, migliora l’impatto dell’intera struttura sull’ambiente esterno. Il Mediastore offre un fronte all’interno della multisala ed un fronte aperto all’esterno; esso ospiterà attività di vendita di articoli collegati alla comunicazione, quali libri, video, CD, DVD, riviste, ecc. Si prevede inoltre una quota limitata di vari spazi commerciali specialistici collegati alle attività insediate (articoli sportivi, cura del corpo, ecc.).
LO SPORT INDOOR ED IL FEC. In un unico grande ambiente complessivo sono contenuti: IL BOWLING con il campo ben visibile
dalla piazza, attorno al quale potrà essere realizzata una pista di pattinaggio ed IL CENTRO GIOCO DEDICATO ALLA FAMIGLIA i cui ambienti potranno affacciarsi sul campo del bowling ed essere articolati sul tre livelli. All’interno del complesso saranno collocati i servizi igienici comuni, bar e altri servìzi necessari.
IL CENTRO FITNESS. E’ situato in un edificio separato, con un doppio volume in altezza. Oltre a spazi adibiti a palestre, suddivise per attività specifiche ed a seconda della dotazione delle diverse attrezzature, saranno presenti spazi dedicati al benessere come la sauna, il bagno turco, i locali per la cura del corpo, ecc.
LA RISTORAZIONE. E’ noto a tutti come la ristorazione, articolata in tutta la sua attuale offerta, sia oggi non solo un “legame” fra le varie attività di svago e di commercio ma anche di per sé una attrattiva in grado di generare identità ai luoghi, radicare abitudini all’incontro, qualificarsi essa stessa come spettacolo e tempo libero. Distribuita quindi all’interno delle varie attività, sotto varie forme, trova comunque la sua collocazione privilegiata intorno alla piazza del complesso.

LO SPAZIO ALL’APERTO PAVIMENTATO. La rete di connessione di tutte le attività elencate, il suo supporto fisico, il cuore del sistema è lo spazio pubblico pavimentato che disegna ambienti e luoghi all’aperto. È strutturato intorno ai due principali assi portanti: quello della antica Via Carpignola e quello segnato tra la testata di Via Dalla Chiesa, proveniente dal centro ed i nuovi quartieri residenziali di Via Cabral e di Via Allende.
Si estende lungo tutto il perimetro dei fabbricati ed è articolato in percorsi e piazza, in parte protetti dalle coperture sporgenti dei fabbricati, in parte dall’edificio a ponte che segna l’ingresso da Via Cabral.
L’intero complesso è servito ed attrezzato di tutte le urbanizzazioni necessarie (viabilità carrabile, ciclabile, pedonale, adeguati parcheggi, aree a verde, ecc.). Inoltre, nell’accordo di pianificazione sottoscritto, sono state individuate ulteriori urbanizzazioni a carico del privato, da realizzarsi in aree limitrofe e di notevole interesse pubblico (parcheggio prospiciente il complesso scolastico, realizzazione del “grezzo finito” del Centro Giovani-Anziani e relativo parcheggio, ecc.).
UTILIZZAZIONE DEI SUOLI. L’area è ricompresa all’interno del territorio urbanizzato già utilizzato per vari usi (residenza, servizi, attrezzature pubbliche, ecc.) molto distante dai terreni ad uso agricolo. Si configura pertanto come un completamento corretto ed armonico dell’abitato, con realizzazione di strutture e servizi di prevalente interesse pubblico, all’interno di un territorio edificato a principale destinazione residenziale.

IMPATTO AMBIENTALE / ARCHITETTONICO. La proposta progettuale persegue un inserimento nel contesto urbano “soffice” e di sostenibilità ambientale. In particolare, prevede che tutte le aree non coperte dagli edifici e dalla sede di mobilità fissa carrabile/ciclabile/pedonale (di dimensioni molto contenute rispetto alla superficie complessiva) vengano realizzate con soluzioni “non impermeabilizzanti” del suolo, riservando ampi spazi alle aree a verde. Inoltre si prevedono costruzioni parzialmente interrate che permettono di contenere l’altezza massima degli edifici in mt. 9,00 fuori terra, con soluzioni tipologiche di basso impatto ed alta qualità architettonica. Infine, sono previste opere di limitazione dell’impatto acustico e visivo con adeguati movimenti di terra, barriere verdi. Per concludere, va ricordato che contemporaneamente vengono ceduti al Comune gli spazi necessari all’ampliamento del Parco della Pace che si estenderà fino alla Via Carlo Alberto Dalla Chiesa e che è già in “progettazione” l’ampliamento del Parco stesso.

Ollivud

Ollivud era il cinema. Un uomo, un divo. Una faccia da baci che faceva trasecolare le donne, o meglio una certa categoria di donne: quelle giunte ad una certa stagionatura, per cui non era più ragionevole indovinarne l’età vista l’inefficacia di ogni più elementare inferenza basata sull’esperienza virile del maschio medio. Donne, si diceva, orrendamente sensibili al suo fascino d’impomatato ultra cinquantenne un po’ pingue ma con una carriolata di charme che rilasciava nell’aere come un odore felino di randagio in calore. Un ormone psichedelico che vorticava su Cattolica e impazzava dal Porto al Ventena, dai Guaz ai Muntalèt, e indugiava sui visi imbellettati delle femmine carezzandole come seta ipnotica e maliarda, lasciandole nell’empasse di una carica erotica pulsante, insostenibile.
Ollivud non aveva usurpato il proprio soprannome ma se l’era guadagnato sul campo. Recitando. Comparsando. Presenziando. Partecipando. Apparendo. Film di varia levatura, tutti girati in un raggio di non più di 5 chilometri da casa sua. Non che Ollivud non avesse provato a sprovincializzarsi arrivando persino a varcare i dorati cancelli di Cinecittà nella speranza di un’infima particina, ma senza successo. La sua effimera gloria di celluloide l’aveva vissuta esclusivamente sul suo terreno. Il suo maggior vanto era una fugace parte in un film di Bellocchio girato a Cattolica a cavallo degli anni ’90. Una sola scena in verità, senza battute, pochi secondi di estasi mimica. Una sola scena, ma molto intensa, di più: memorabile. L’inquadratura si apriva su un cortile affollato di vecchi cadenti, incanutiti, curvi sulle proprie vite, una carrellata lentissima, esasperante. Poi con violenza la cinepresa strambava spostando il suo occhio languido su di lui. E Ollivud si apriva al dramma come un arpeggio di chitarra repentino e bellissimo, e vorticava al centro della scena come un derviscio, e ad un tratto apriva le braccia quasi liberato dalla soma esistenziale, da ogni umano fallimento, e pareva… volare… e librarsi leggero… su… su… lieve… fino alle profondità nascoste del cielo.
Ollivud, penso tu sia arrivato ora. Che fardello per noi che restiamo pensarti più leggero dell’aria, più vago d’un lembo di nube, aperto spazio tra gli spazi. Ciao Ollivud.

Il cinema dei Frati

Ci si ritrovava domenica pomeriggio alla chiesa di Sant’Antonio in via Del Prete. Le bici si lasciavano spalmate sulla mura della vecchia chiesina a quei tempi appena soppiantata da un mostro futurista inconcepibile: la nuova chiesa di Sant’Antonio, edificata come uno sberleffo di fronte all’antico tempio, frutto evidente della malìa che lo spirito di Le Corbusier propalava ancora in quei vulcanici anni ’70, ruggito avanguardistico che squarciava il buongusto dei notabili cattolichini.
C’era chi arrivava con il baccano infernale di un due tempi ben rodato, ma era uno sporco trucco, si trattava solo di un pezzo di cartone fissato con una molletta alla forcella della bici, che sbatteva a mitraglia tra i raggi della ruota, ta-ta-ta-ta. C’era poi chi si perdeva in catenacci a prova di conflitto atomico, salvo poi rischiare di perdersi le prime battute di Ciccio e Franco o persino i primi cazzotti di Bud Spencer. C’era chi arrivava a piedi, e passava al Bar Milano per rifornirsi di pop corn, patatine e il ghiacciolo con stecco di liquerizia Liuk, per i più audaci che non temevano i sequestri dei Frati e le insidie meccaniche del dentista.
All’entrata Padre Antonio sorvegliava come un Nume Tutelare l’accesso alla sala, disciplinando la fila e l’eloquio. All’interno Padre Giuseppe armeggiava con il proiettore mentre padre Pietro raccoglieva le 100 lire del biglietto d’ingresso con il cestino della questua ancora caldo dalla liturgia domenicale. Era impossibile sfuggire al suo occhio contabile e al suo passo claudicante. Non per nulla era professore di matematica.
Nell’occupazione dei posti bisognava fare attenzione a chi si aveva alle spalle. Si cercava disperatamente di evitare i bulletti di quartiere che durante la proiezione riempivano di coppini e scapazzoni il malcapitato.
Infine ci si ritrovava fuori a commentare il film. Saltavano fuori interpretazioni improbabili in cui Terence Hill era in realtà un androide venusiano inviato per studiare i terrestri e perfettamente mimetizzato, oppure si snocciolava la litania delle smorfie di Franco e le relative evoluzioni facciali per imitarle al meglio.
E così la domenica passava e si tornava a casa con il cuore gonfio di fantasia e di storie impossibili.