Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore:
“Grida a squarciagola; non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
Mi ricercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:
“Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi dalla tua gente?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Parola di Dio
Lode a Te o Cristo
Il digiuno
E il digiuno? La Madonna ne ha parlato ai veggenti. La parrocchia ha ripreso questa antica tradizione francescana caduta in disuso. Ancora prima che la Madonna ne parlasse, sembra il 3 luglio 1981, Jozo Zovko invitò la parrocchia al digiuno, per vedere chiaro in quegli avvenimenti inattesi. Riferiamo dettagliatamente i messaggi della Madonna su questo punto in Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, Brescia 1985, pp. 121-153. In breve: Il 21 luglio 1982, padre Tomislav Vlasic interrogò i veggenti su questo messaggio e annotò così le risposte della Madonna:
- Il digiuno migliore è quello a pane e acqua
- Il digiuno può allontanare la guerra
- Può arrestare il corso delle leggi naturali
Queste due ultime affermazioni possono sorprendere. Richiamano quelle del vangelo sulla fede “capace di trasportare le montagne” (Mt 17,20) e sui demoni che possono essere allontanati solo “con il digiuno e la preghiera” (Mc 9,29). Digiunare! Questa prospettiva spaventa, ma è anche un lieto annuncio. Quando siamo invitati a un pranzo festivo, è una buona notizia, anche se gli eccessi alimentari possono appesantirci. Nel periodo di Natale e di Capodanno ho sentito persone che dicevano: “Meno male che tutti questi pranzi stanno per finire”. Il loro stomaco e il loro fegato non vedevano l’ora di riposarsi. Essere invitati a digiunare è un lieto annuncio e un regalo per molti motivi. É una cosa ottima per la salute. Il digiuno elimina le tossine, brucia le riserve che ci appesantiscono. Coloro che lo praticano regolarmente ne apprezzano i benefici. Si allungano la vita. Ma digiunare a pane e acqua, due volte alla settimana! Non dobbiamo fare niente con precipitazione. Bisogna adattarsi al digiuno e può essere cosa saggia intraprenderlo gradualmente. Può essere ragionevole limitarsi a una volta per settimana, almeno per cominciare. Può essere anche un’esigenza della vita frenetica di oggi, perché il digiuno non si accorda con il forcing, la tensione e l’eccessivo affaticamento. Secondo alcuni sondaggi, fatti in occasione di conferenze, coloro che digiunano una volta per settimana (oltre 100.000, credo) sono nettamente più numerosi di coloro che digiunano 2 volte, e Marija (la veggente), che si era spinta fino a tre volte, oltre a lunghi digiuni prima delle grandi feste, ha avuto difficoltà di salute. Il suo medico e il suo direttore le hanno chiesto di limitare i digiuni.
Il digiuno richiede pace, rilassamento (il che non vuol dire inattività). Spesso è difficile trovare giorni adatti. Inoltre, l’organismo deve adattarsi al digiuno gradualmente e ognuno deve trovare il digiuno che gli consente di essere più efficace nella preghiera, nel lavoro, nei rapporti sociali e nel resto. Il digiuno non deve essere masochismo. Normalmente, non è un giorno di malinconia, né di attività mediocre. L’attività può diventare più calma, un po’ rallentata, talvolta, un po’ disturbata da fenomeni secondari, ma generalmente diventa più efficace.
Possono esistere controindicazioni mediche al digiuno; il prof. Joyeux lo ‘sconsiglia formalmente’ a una madre durante la gestazione o l’allattamento, a un “operaio di fatica in piena attività, a un autista di mezzi pesanti”. In quest’ultimo caso, però, dipende dall’adattamento del soggetto. Il signor Karminsky e sua moglie mi hanno fatto viaggiare per 24 ore in uno dei giorni del loro digiuno, che essi fanno molto radicalmente e godevano di perfetto equilibrio e di padronanza di sé. Ma essi hanno molti anni di esperienza e conoscono le loro possibilità.
Ci possono essere motivi psicologici per non digiunare. Un carattere ansioso si lascia facilmente prendere dall’ossessione di aver fame e non riesce a vincersi. Non avrà benefici dal digiuno e il suo carattere può diventare spigoloso. Non deve provocare tensioni psicologiche, ma prepararsi ad accettare il digiuno, cominciando con tentativi ridotti, cercando di sfruttare tutte le sue possibilità. Chi digiuna regolarmente infatti, non ha fame. Al massimo, a momenti, può provare lievi crampi allo stomaco, ma si tratta di stimoli illusori che spariscono nel giro di pochi secondi, se uno non si fissa su questo incidente di percorso, perché questo fenomeno di natura psicologica si esaspera quando uno ci pensa, e cessa appena il nostro pensiero è occupato altrove.
Per i soggetti fragili e per ragioni particolari il digiuno può subire adattamenti. Ma come? Ad alcuni, il digiuno procura un mal di testa depressivo, dovuto a un fenomeno di ipoglicemia (mancanza di zucchero). In questo caso, bisogna sconsigliare le zollette di zucchero e le bevande zuccherate diventate di moda tra gli pseudo giovani del maggio 1968. Lo stesso vale per l’alcool e per tutti gli altri alimenti artificiali che sono contrari allo spirito del digiuno. Per lo stesso motivo, dobbiamo sconsigliare il caffè, sebbene persone molto stimabili ricorrano a questo integrativo stimolante per riconciliare il digiuno con una vita irrimediabilmente tesa e affannosa. Si tratta però di un caso limite che è meglio scusare che imitare. I più indicati sono i frutti di stagione: nutrimento naturale, povero, economico (come il pane e l’acqua). É un buon mezzo per rimediare al mal di testa dovuto a ipoglicemia e può giovare anche ai digiunatori soggetti a stipsi. In questo spirito, nella canonica di Medjugorje, le suore preparano legumi cotti per coloro che ne avessero bisogno. Non certamente carne, però. Tali adattamenti possono essere una tappa intermedia.
Alcuni compensano queste facilitazioni, per esempio una volta al mese, con un digiuno più radicale, a base di sola acqua. É un digiuno dagli ottimi effetti purificatori per il corpo e per l’anima e alcune persone lo sopportano bene come il digiuno a pane e acqua. É un’esperienza che vale la pena fare una volta o l’altra, se non altro il venerdì santo. Anche questo è un adattamento, ma nel senso del radicalismo. Coloro che provano difficoltà troppo gravi, dal punto di vista psicologico, sociale o altro, per intraprendere il digiuno a pane e acqua, possono fare almeno un digiuno senza carne e seguire con frutto il consiglio di Jelena “per ogni giovedì”: Colui che fuma, non fumi. Colui che beve alcool, quel giorno non lo beva. Gli altri, rinuncino a qualcosa che sta loro a cuore (1° marzo 1984). Digiunare anche di televisione, aggiunge. É una catena che rende incapaci di pregare.
Digiunare è anche astenersi dal cattivo umore e dall’aggressività, è rendersi disponibile per il servizio degli altri. Significa risparmiare risorse per aiutare i poveri e coloro che hanno fame. É stata una delle ragioni determinanti dei grandi digiuni popolari intrapresi due anni fa nelle Filippine.
Ma la funzione primordiale del digiuno è un’altra. Questo vuoto di stomaco apre a Dio, rende più disponibili alla preghiera e procura tempo libero. Nelle famiglie dove tutti digiunano, è un giorno di libertà per la casalinga, che non deve occuparsi di cucinare e di rigovernare. É lo spirito che conta, ma non diciamo, è solo lo spirito che conta, perché la nostra preghiera e la nostra esperienza spirituale abitano un corpo. Ne seguono il ritmo e da esso dipendono. La privazione del corpo può risvegliare la fame dell’anima, come diceva brillantemente Lanza del Vasto nei giorni in cui digiunava a solo acqua: Signore oggi sarai tu il mio solo pane. Il digiuno può essere un buon trampolino per la preghiera e la carità, per la pace e la riconciliazione, perché un digiuno ben compreso è pacificante. Nel corso dei secoli, coloro che hanno praticato un digiuno autentico ne hanno sperimentato i benefici. Esso procura la salute nella libertà e la libertà nella salute, perché la carne è guidata dallo spirito e lo spirito dal soccorso di Dio, dice s. Leone (sermone 1,2). Esso fa nascere i pensieri puri, voglie razionali, consigli salutari (sermone 13,1 ).
Ma più che su questa igiene insiste sull’apertura a Dio e agli altri: Ciascuno riconosca in sé questa condizione di mortale che cambia e perisce e, per questa comunanza di condizione, testimoni al suo prossimo un amore di fratello (sermone 11,1). L’astinenza di colui che digiuna diventa cibo per il povero (sermone 13 ,1 ).
Dal punto di vista pratico e medico, il digiuno a pane e acqua non presenta quasi alcun problema. Ordinariamente non c’è bisogno di farlo sotto controllo medico, come i digiuni totali e prolungati. Ma alcune precauzioni sono necessarie. Il dr. Joyeux le ha indicate in Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Editrice Queriniana, Brescia 1985 (p. 152). Le principali sono le seguenti:
- Non dimenticare di bere almeno un litro e mezzo di acqua nel corso della giornata. É necessario per l’equilibrio e per una buona eliminazione.
- Preferire pane integrale.
Io aggiungerei: non vi rimpinzate di pane. Vi privereste di buona parte dei benefici del digiuno: purificazione del corpo e dello spirito, eliminazione delle tossine e di altri surplus; perdereste infine l’aspetto alato del digiuno che alleggerisce il corpo e l’anima. Ognuno scoprirà il modo di risolvere i piccoli problemi secondari posti dal digiuno. Abbiamo consigliato la frutta per quelli che soffrono di mal di testa dovuto a ipoglicemia. Ma dopo un certo tempo, il corpo, abituato al digiuno, non ne avrà più bisogno. Il digiuno può comportare momenti di depressione passeggera, che fanno provare il bisogno di una siesta riparatrice. A volte è un avvertimento che stiamo vivendo sempre tesi, con il sonno arretrato e ci invita a un supplemento compensatore attraverso il quale si può ricuperare uno stato tonico. Per la maggior parte delle persone, il giorno che segue quello del digiuno è un giorno supertonico; il corpo purificato, riposato e ristorato da questa calma diffusa, riparte in scioltezza a pieno regime... Tocca quindi a voi trovare il modo per fare questa esperienza che migliaia di cristiani hanno scoperto. Non è solo un’esperienza fisiologicamente salutare. Il digiuno ha soprattutto una funzione spirituale, che poggia su basi fisiologiche. Questa privazione scava e risveglia un certo appetito che può essere orientato verso la fame e la sete di Dio stesso. Fa trovare tempo e disponibilità per la preghiera e la carità.
Tratto da: "Breve storia delle apparizioni di Maria a Medjugorje"
[René Laurentin]