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Riflessioni Without Mirror: psicologia e dintorni

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12:57, 13.10.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 1 comments .. 1 trackbacks .. Link
Sono tanti e vari i social bookmark che contrassegnano e contraddistinguono le modalità di intersacmbio di materiale ipertestuale, dalla semplice news a pagine blog, weblog, iperlink, salvare e condividere webpage, webcontents, preferiti, ecc.. ecc...

Tutto è messo in comune, in modo semplice, chiaro, diretto e complesso nel medesino tempo.
Fosse così anche nella realtà, beh, direi che sarebbe tutto a vantaggio nostro. Ma spesso la realtà corcostante ci insegna dalle piccole e macro situazioni come non sempre gli interscambi siano così diretti, semplici e disinteressati.

Ad ogni modo visto che un analisi socio-politica e psicografica sarebbe troppo dispendiosa...anche se forse scontata, mi limiterò a segnalare alcuni strumenti di utilità, in termini di web 2.0, contents e social sharing, posting ecc...beh per un esame più accurato non dovete fare altro che sbizarrirvi e visitare le pagine web di seguito ptoposte..alcune conosciute, altre no, comunque sempre un punto di approdo nuovo, intuitivo e soprattutto "websocial"...
Buon surf e buon webk-end.
p.s.: si accettano volentieri altre segnalazioni...THANKS A LOT!!!!!

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p.s.2: altri li trovate con una sempice ricerca in google...






a tutti quelli che credono nella forza delle parole

10:08, 28.8.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 2 comments .. 1 trackbacks .. Link
Un azione, un qualsiasi atto, un gesto che
per una data persona
in un determinato luogo
in una data circostanza, situazione è del tutto banale e abitudinario (scontato, semplice, spontaneo)
 per un'altra persona tale atto può risultare invece problematico, difficoltoso se non addirittura impossibile
in un dato momento, circostanza, luogo e tempo ed in base alle risorse (cognitive, fisiche o biologiche, sociali, economiche e casuali) disponibili o meno al momento, ed in base alle capacità disponibili o acquisite al momento.

Per ogni sinolo atto umano vale questo rapporto tale che esista una differenza o  discrepanza e tale che essa crei movimento, informazione, energia e propensione.

Per cui quando fissate con lo sguardo il vostro partner, un caro, un amico, dite grazie
quando siete seduti ad una tavola imbatita e vi gustate un boccone prelibato insieme a qualche conoscente  o in famiglia
dite grazie.

Quando camminate, guardate, afferrate, sorridete, pensate, oppure addirittura soffrite e vi illudete
dite grazie

e siate riconoscenti per tutto ciò che fate, avete, potete fare e potete avere o essere

un' altra persona pagherebbe tutto l'oro della terra per fare, al vostro posto,  quello che voi state facendo in questo preciso istante distrattamente.



Contattami su Facebook! (p.s.: my facebook...come ho fatto prima...eee)...



no time

02:43, 24.8.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 1 comments .. Link
Oggi il mio giorno libero dopo una settimana di lavoro intenso...beh, ho avuto una risposta da internet (nuova manzia?..webmanzia?) beh, in un certo senso sfogliando sul web mi sono soffermato su questa frase: "Per eseguire grandi cose, bisogna vivere come se non si dovesse mai morire".
- Vauvenargues -

Penso che tutto sia collegato nel bene e male, nel bene col male..in tutto c'è traccia di tutto o tuttti...insomma viviamo le vite nostre e quelle degli altri ?
direi che ancora la scienza non ha capito molto di come funzionano le cose nell'universo...
non pecco di presunzione ma qualcosa mi dice che se continueremo a non capire  non capiremo neanche come abbiamo fatto a fallire..

Voglio segnalare una stupidità umana, una per tutte: un signore o più di uno in macchina, puntualmente butta la sua immondizia sul lato della strada dove c'è un'ampia curva la quale attraverso un dirupo immette nella casa abitata da un mio amico che puntualmente deve spendere il suo tempo libero a fare da spazzino. Di tante storie come questa è costellata la nostra esistenza; ogni strada, ogni muro, ogni casa, ogni viale e prato è testimone dell'imbecillità umana...io per primo lo sono perchè invece di regire scrivo questa sorta di protesta..ma vabbè..
Buona domenica


pesci nella rete

06:16, 26.7.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. Link
Dalla creazione di internet (arpanet, ecc, tutti sappiamo ormai la storia) sono passati appena 40 anni, ma solo negli ultimi 5 anni si assiste ad una piena rivoluzione. Da internet "1" (scopi militari, poi commerciali) si passa a internet 2 ovvero "the grid" (scopi d'intrattenimento e social networking, ricerche e informazioni).
Inoltre Internet2 and the web 2.0  is designed for full-motion video and 3D animations.
Ovvero, non più scambio/non solo  di informazioni scritte ma scambi sempre più vicini al reale, con video 3D, reality, animazioni. Subito dopo il flop di second life, si assiste ad un rimaneggiamento della rete a maglie sempre più strette.

Alcuni profetizzazno di già, in tempi non molto lunghi (2011 o 2020) un black out, un crollo della rete; stavolta non per il fatidico bag ma per un sovraffolamento iperspesso di informazioni, visto che viaggiano in video 3D e quindi sempre più pesanti. Un collasso delle maglie della rete...un buco nero?
Forse ci salverà il telefonino, sempre più di moda e trend nell'avanguardia digitale, col quale ormai si può fare tutto, un vero e proprio avatar personale. Da qui una dipendenza dal pc o dal digitale che si sposta con te. Tragedie incredibilmente psicopatiche si prospettano qualora si dovesse per disgrazia smarrire il propio iphone (beh, un pò gonfiata ma non così distante dalla realtà immediata).

Cosa dire. Dal mio canto credo che smetteremo prima o poi di intasare la rete con i video più "demenziali della terra" buoni solo per un indagine sociologica sullo stato di decadenza culturale degli ultimi tempi. La key word sarà allora "pertinenza" e meno inquinamento informatico. Notizie trash, video demenziali, storie infinite di delusioni adolescienziali, infinite presenze in webcam, la vita digitale in diretta, eccetera...
Di pari passo con il risparmio energetico-economico e l'iflazione corre la vita digitale sempre più protagonista di uno spreco "gratuito" e disinteressato.



lavori fatti ad arte

10:31, 19.7.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. Link

L'arte spesso non è considerata un lavoro tout court ma un insieme di attività più o meno redditizie. Non fa parte dell'hard del lavoro, il lavoro del cartellino timbrato, delle pause che si vorrebbero prolungare per altri 5 minuti, dagli straordinari e dalle regole del lavoro standard. Un poeta, un pittore o scultore lavorano in un ambiente libero e creativo. Ed è proprio  questa libertà e creatività che da un pò di tempo aziende, ospedali, attività pubbliche e private cercano di appropriarsi.

Emblematico il caso di un Medico Dentista che ha fatto dell'arte e del design una strategia di comunicazione globale, rendendo il suo studio (nel cesenatico) una vera e propria galleria d'arte. Ciò allo scopo di ridare al paziente un normale profilo in una dimensione che si può definire experiential marketing.

Pazienti sono anche gli impiegati in ufficio. Ci sono delle vere e proprie patologie di lavoro che  qui non elenco che possono creare un vero e proprio disagio al lavoratore (nell'attuale legge ex 626 si parla di stress da lavoro includendo anche il mobbing). Insomma per far fronte a questo disagio, a volte anche solo percepito l'arte fa la sua parte...Difatti dall'arredo alla clown therapy e comicità, si assite ad una maggiore ingerenza del mondo artistico in ufficio. Cura del colore, dell'ambiente, del design, delle visite a mostre e gallerie, fino a premiare talenti artistici, comici e creativi.

Si tenta insomma di riappropriarsi di un terreno che sottende le emozioni, l'intelligenza emotiva, estetica e sociale e la cura dell'ambiente con i riflessi sul clima lavorativo e sull'autostima.

Pensate ad un ambiente, urbano quindi estreno o un ufficio quindi interno che abbiano un degrado (ed esempi ce ne sono a milioni). Succede che ci si "imbruttisce" dentro, poiché siamo propensi a farci influenzare da ciò che ci circonda a partire dall'immediato: mi riferisco ad emozioni, pensieri, linguaggio, azioni, queste ultime in linea molto spesso con il disagio circostante.  

 

 



tra il dire e il fare...mare

01:55, 4.7.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. 1 trackbacks .. Link
Riflettevo in questo periodo su come sia reale il detto "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare". Spesso i detti popolari trovano riscontro non solo nella pratica, ma nella teoria. Ebbene, in linea con quanto suggerisce la psicolinguistica si possono fare alcune osservazioni, che riassumo così:

- La mente possiede una capacità di pensiero pressocché infinita o inesauribile, nel tempo e nello spazio.
  Di contro, le possibilità del linguaggio, se pur esponenziali e illimitate, sono ridotte a circa 1/4 di quelle del pensiero. Credo che anche qui si possa applicare la legge di Pareto:20/80.

Questo significa che ogni cosa che pensiamo deve passare/fare i conti con il linguaggio, che rappresenta la modalità bio-psico-sociale con la quale diamo un senso al mondo e alla realtà.
Ma quale senso?
E' proprio questo il punto. Ovvero,  Dimmi come parli (che parole usi, come, quanto, con quale tono...) e ti dirò cosa puoi fare.
Allora se io penso di programmare un viaggio, da quando lo penso a quando lo attuo ho perso/modificato un almeno 50% delle informazioni contenute nel mio pensiero.

Beh, il detto di prima non ha tutti i torti anche se occorrerebbe una piccola modifica e cioè: tra il pensare e il fare c'è di mezzo il dire" o meglio spesso dire e fare sono la stessa cosa.

Sta di fatto che, il ponte che lega pensiero e linguaggio/azione è la Volontà:
Se uno vuole ottenere una cosa a tutti i costi il pensiero si trasforma in azione passando però da un linguaggio che semplifichi o chiarisca meglio i passaggi e che non complichi.

Come si dice quando voglio una cosa realmente il cielo concorre per ottenerla. Ed è vero. Se pensiero, linguaggio e azione sono in sintonia, qualcosa si smuove, viceversa i pensieri saranno debordanti, in quantità superiore al linguaggio e sicuramente alle azioni giuste da compiere.

Pensate bene prima di agire, credeteci, costruite una mappa linguistica coerente con le azioni da compiere e agite in vista di obiettivi e valori.




quanta fretta...ma serve?

10:15, 15.6.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. Link
Tutti in pista, si corre. Chi non corre e si ferma, diceva il buon Totò è perduto. Secondo me perduti lo si è lo stesso, anzi, forse più corri e più ti perdi...le cose belle della vita, i momenti che vanno vissuti e assaporati (a ognuno il suo), le piccole cose, i dettagli, i pensieri e i ricordi.
L'altra volta ero in macchina, scatta il verde, neanche il tempo di partire e sento suonare da dietro il clacson, mi faccio da parte e il tipo mi manda ecc ecc..Quante scene di queste si vedono tutti i giorni.
Pensavo, cosa avrà mai perso quella persona? Un secondo? Quanti secondi perdiamo banalmente nella vita, dalle code ai momenti in cui non sappiamo prendere una decisione, ai momenti in cui rimandiamo, rimuginiamo, facciamo aspettare e siamo ritardatari...Un secondo non ti cambia niente, spece se speso male. penso a quella persona e forse la capisco, lo stress, le difficoltà nei rapporti o chissà cos'altro...e allora via, correre, andare più veloce per avere l'impressione di un temporaneo controllo della situazione (o quanto meno se non del tempo della macchina. Già perchè anche le macchine se sono lente le sostituiamo, ci tecnostressiamo se il pc non va veloce e chiediamo di avere linee adsl che scheggino alla velocità della luce, quando magari per leggere una email ce ne mettiamo un sacco di tempo o per capire il funzionamento di certi programmi ancora di più, ma se qualcosa non va come deve andare è colpa dell'altro, del computer, del costruttore, della mia ragazza che mi fa perdere tempo, del mio vicino di casa.
Pensiamo a come noi gestiamo il tempo, risorsa non rinnovabile e insostituibile e forse per alcune cose dove siamo lenti saremo più veloci e per latre dove occorre fermarsi saremo più pazienti.
Spendiamo bene il tempo non per correre ma per stare con le persone care, per fare delle cose costruttive, per rivedere i nostri lati un pò bui e per stare in armonia con noi e gli altri.







e dopo il Grazie ecco il Gratuito

05:48, 11.6.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. 0 trackbacks .. Link
Se provate a cercare la parola free o gratuito sul web vi compariranno tantissime voci...quasi un coro in festa. E tra le cose gratuite anche le migliaia di proposte di corsi gratuiti, per altro tutti nello stesso periodo. Certo non sempre gratuito corrisponde a funzionale,e free diventa "frivolo" o per dirla in altri termini qualche gabola sotto si nasconde sempre (prima o poi tutto si paga). Fatto sta che c'è una tendenza, ormai diffusa, a rifuggire per non dire scartare a priori tutto ciò che è gratuito. Ma non sempre questo luogo comune riscontra una certa aderenza alla realtà dei fatti. Mi riferisco in particolare all'esperienza della giornata di oggi, davvero all'insegna della gratuità. Per cominciare, stamattina di buon ora mi reco all'ospedale di Parma dove al centro trasfusionale AVIS ho fatto la mia donazione di sangue. Donare sangue è un atto sicuramente che parte da individui che spesso si riconoscono nell'etichetta dell'etico sociale. Certo, c'è anche il fatto che ti dan da mangiare e bere, ti pagano la giornata di lavoro e addirittura adesso ti regalano un bollino per parcheggiare gratuitamente la macchina nelle strisce blu (quelle non sono ovviamente gratuite). Una filosofia insomma del adare e avere bypassando la questione monetaria. Forse un iorno questa filosofia si diffonderà e un pò con interet e un pò con il volontariato professionale non siamo tanto lontani da quest'ottica. Continuando la giornata all'insegna del gratuito subito dopo la donazione mi ricordo di un centro benessere dove effettuano massaggi gratuiti e tanto per stare in tema mi ci reco e con grande stupore assisto ai 40 minuti più rilassanti da qualche mese a questa parte. Si tratta del centro "Ceragem" che applica tecniche orientali (pietre di giada per il risveglio del Qi, che non è il quoziente di intelligenza...) assieme alla tecnologia: un lettino telecomandato dove ci si sdraia e si sentono le pietre che passano da un punto all'altro della schiena...un'esperienza niente male. Ho sentito dire che in alcuni forum o blog hanno parlato anche male di questa azienda (leader in Corea)..mah..io so solo che mi son trovato a mio agio. Molti hanno il timore di dover firmare poi chissà quali carte, ma a dire il vero loro si stanno solo proponendo gratuitamente per farsi conoscere...
Cosa dire, la gratutità sembra essere oggi più che mai sotto l'alone della diffidenza una bella gatta da pelare, e pensare che le cose veramente indispensabili e meravigliose sono gratutite e a portata di mano per tutti, mi riferisco al sole, alla luce, agli odori, all'aria, al tramonto, alla natura, alla vita..
spesso ce ne dimentichiamo e giochiamo a fare quelli che non si fidano della gratutià!!!





un per-corso

01:13, 2.6.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. 0 trackbacks .. Link

Ripensando al corso di Marketing e Gestione Eventi all'HKE di Modena, finito il 30 maggio,  vengono a galla un mare di sensazioni, ricordi, immagini, parole che ancora il mio cervello deve catalogare e assimilare bene, ovvero metabolizzare. Mi sono "strafogato" in senso buono di ottime relazioni, fantastiche situazioni e tutto ciò grazie ai docenti e ai partecipanti al corso, tutti diversi, ovviamenti, ognuno con la sua storia e le sue aspettative per il futuro. Un crogiuolo di persone che pian piano si incastonavano e prendevano la forma di un gruppo omogeneo, coeso e teso a realizzare l'avventura di un per-corso che credo non sia ancora conclusa. Ringrazio tutti per avermi offerto calore e fattomi capire quanto siamo piccoli e allo stesso tempo grandi in gruppo. Un saluto particolare a RacheleClaudia, Giovanna, il mitico Paolo (docente) e davvero tutti quanti (speditemi i vs blog così vi aggiungo)...

Vi lascio con una delle mitiche frasi del corso:

                 "Come faccio a mangiare un elefenate"?
                                                                                                                            "Un pezzettino alla volta" (detto africano)

fate sempre del vostro Best....
p.s: ho pubblicato i projects works, di modo che siano visibili per tutti...


curiosità dal web: viaggiando

09:30, 25.5.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. 0 trackbacks .. Link
Nella società odierna il viaggio reale è sempre più strettamente accomunato al viaggio virtuale. Si naviga in crociera, per chi può, ma per chi non se lo può permettere ecco che arriva il web, dove si può davvero sorvolare il pianeta in un bitter d'occhio. Così come spesso, nel sogno si scalano le vette del cielo e sempbra realisticamente vero il fatto di sorvolare palazzi e nuvole...
Ma dunque qual'è la realtà, quella di tutti i giorni, quella del web o quella del s    sogno?
Mi vien da rispondere, pacificando, che tutte e tre sono aspetti diversi della realtà accomunate da un unica cosa: sono tutte create dall'Uomo. L'essere umano è un viaggiatore per antonomasia.

Ed ecco una sorprendente immaggine che racchiude molto ilsenso del discorso (link al sito ) rappresenta il disegno più grande del mondo, creato attraverso i vari preamboli di volo di un pacco che ha viaggiato quasi due mesi attorno al globo.



E' talmente forte la voglia dell'uomo di viaggiare che non gli basta fare due passi, ma cosa più ardua preferisce le camminate in verticale...O meglio, scalare le montagne...e non con una guida alpina a seguito o con chissà quale marchingegno tecnologico, ma pensate, con una piccola bici...


L'impresa è stata tentata da, Mauro, un giovane Italiano (ogni tanto abbiamo qualche record, non solo per le morti sul lavoro o la puzza..sotto il naso) e la montagna scalasta è l'Everest.

E per concludere non potevo non farvi viaggiare...nell'universo...







The Simpson

08:38, 22.5.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 1 comments .. 0 trackbacks .. Link
Questa è la sigla dei mitici simpson. Perché loro? perché sono belli da vedere, perché non ho tempo di vederli adesso, visti i miei mille impegni, e mi mancano un pò..Ma poi anche perché mi ricordano l'infanzia e perché con uno stile educato e mai troppo esagerato sanno raccontare le tante facce della società in cui viviamo, sempre più americanizzata da una parte ed etnica dall'altra.

Ogni tanto bisogna essere suprficiali e forse anche demenziali...la troppa serietà non porta da nessuna parte, rende statici, un pò di humor è capace di portarti ovunque...
allora non restare statico se la tua volgia di vagare ti chiede di sorridere alla vita e ridere un pò di più su se stessi...
L'autoironia è una medicina naturale, se usata bene forse una delle più efficaci, e poi se sorridi trasmetti vitalità e contagi di un entusiasmo positivo anche chi ti circonda.
E allora buon sorriso a tutti!!!!



web 2.0

02:52, 18.5.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. 0 trackbacks .. Link
Di recente ho partecipato ad un seminario a Bologna dove si parlava del web 2.0 tenuto da un giornalista e un tecnico di pc/formatore  entrambi di Parma. Il taglio del seminario era molto simpatico, ognuno dei partecipanti ha portato con sè il proprio pc ed abbiamo costruito dei blog, di cui uno è visibile al link seguente post rock in italia (blog sperimentale)

E' stata una bella esperienza, tutti sono riusciti a fare il proprio blog e siamo andati via soddisfatti con dei bei messaggi nella mente:
Il web 2.0 sarà la rivoluzione che già è in corso da qui ai prossimi anni, aspettando evoluzioni future;
Il P2P è il nuovo modo di interagire ne web e permette file e pensieri di condividere in una relazione a 2 vie;
il weblog è il nuovo inconscio collettivo, quello che già presagiva Jung e che contiene tutto il calderone dei pensieri, emozioni, immagini, storie e racconti che aleggiano nel web, nuovo contenitore iperspaziale e senza confini di questo incosnscio. Quindi l'intelligenza sociale nel web è il nuovo tipo di intelligenza con la quale bisognerà confrontarsi da ora in avanti. La parola d'ordine è "sperimentare per sperimentarsi" e arrichire sempre di più il nostro inconscio collettivo, sperando che non sia solo un fenomeno junk della globalizzazione ma che da esso sia possibile trarre buoni propositi, buone notizie e veramente unità collettiva delle menti, non isole naufraghe nell'oceano del web.


Punto interogativo o uncino ?

01:14, 29.4.2008 .. Posted in riflessioni psicologiche personali .. 0 comments .. Link
 

Oggi, mentre discutevo con il mio collega di corso, aspettando il treno che da lì a poco ci avrebbe condotti a Parma da Bologna, mi è venuta come d'insight una riflessione sulle mille domande che ci assalgono e accompagnano come l'ombra pomeridiana i nostri pensieri. E mi è a tal proposito venuta in mente un immagine: vedevo queste mille domande come tanti punti interrogativi...
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E  poi di colpo ho pensato: e se uno di questi punti interrogativi fosse un bell'uncino? ovvero nient'altro che un punto interrogativo capovolto. Succederebbe allora che un problema sia trasformato in opportunita,una domanda in una risposta e l'uncino ti porterebbe un "ancora" di salvezza. Parafrasando mi vien da pensare se tutte le volte o quasi non siano le domande, le incertezze e i rpoblemi che di colpo si trasfrormano in uncini e pescano nel mare della serendipità  e come d'incanto tutto inizia a funzionare. Da un problema (delusione, dubbio, incertezza, sconforto) si passa a una sorta di redenzione che tutto risolve. Insomma, è bastato quel pensiero positivo per darmi una bella carica, quella che vorrei trasmettere a quanti vogliano "abboccare" in senso buono a questa strategia. E allora Hook and Go...


 



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