Google: questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer

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Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer: peccato che il sito in questione sia google e che la ricerca sia stata eseguita su google. Ehm. Penso che questo screenshot acquisterà valore come memorabilia tra breve… E comunque eseguendo una ricerca con qualsiasi keyword su google in questo momento tutti i siti sono bollati come pericolosi per cui prevedo una caduta verticale del traffico web in Italia, per tutta la durata dello stranissimo fenomeno dovuto sicuramente ad un malfunzionamento del server.

Ah, se cercate “cattolica blog”, fidatevi: questo sito NON arrecherà alcun danno al vostro computer, parola di scout :-)))

Update: in questo articolo su Repubblica viene spiegata la causa del problema: un errore umano dovuto molto probabilmente alla maldestra compilazione della lista dei siti pericolosi che il sito Stop Badware passa a Big G. I siti vengono blacklistati e “bollati” in SERP con la famosa dicitura, solo che questa volta ci sono finiti tutti i siti del mondo. Il Black Out è durato circa 45 minuti. Ora pensate che significa per siti a grande volume di traffico e a carattere commerciale come Amazon ad esempio perdere per quasi un’ora pressochè tutto il proprio traffico web del sabato… Bene, moltiplicatelo per tutti i siti commerciali del mondo…

Harold Pinter esce di scena

harold pinter

Ricordo la prima volta che conobbi la conturbante dialettica delle pieces di Harold Pinter: stavo scrivendo uno sgangherato monologo dal titolo “Fatemici Pensare”, una storia di un tizio che amava starsene in casa a rimuginare sui propri pensieri senza contatti con il mondo esterno. Nel frattempo cercavo ispirazione altrove per delineare la psicologia di questo personaggio, e mi imbattei in “Terra di Nessuno”, capolavoro di proporzioni insondabili, con una ferocia dialogica che ti lasciava senza fiato.

Harold Pinter era così: un turbinio di parole contro parole, un crescendo emozionale ibernato in una piccola ampolla, un continuo collidere tra strati coscienti e persone affamate dell’altro, una tensione fatta di carne e parole.

Ora che ci ha lasciati un immenso buco si è aperto, come una carogna che attende. Un vuoto, un silenzio, un’afasia senza suoni. Vorrei ricordarlo con un celeberrimo dialogo tratto da “Terra di Nessuno”:

“Sei in terra di nessuno. Che non si muove, non cambia, non invecchia, ma che resta per sempre gelida e muta.”

“A questo io brindo.”

Una sinistra che non c’è più

Per me che ho sempre raccattato valori e punti di riferimento nel grande forziere ideologico della sinistra italiana è oltremodo amaro dover ammettere che non esiste più una sinistra italiana e che quel forziere è desolatamente vuoto. C’era una volta la sinistra. Desertificata dal berlusconismo imperante, falcidiata dall’estremismo bertinottiano, disgregata dal più bieco e opportunistico mastellismo, sputtanata dalle nuove tangenti del Sud e dall’inettitudine dei suoi leader, dilaniata dalle continue lotte intestine di correnti e imbonitori dell’ultima ora, sottomessa da una cronica mancanza di figure carismatiche: la sinistra saluta educatamente e si disintegra con garbo davanti ai nostri attoniti occhi.

E noi che faremo? Faremo come una monade leibniziana senza porte nè finestre. Saremo impenetrabili alle vicende del secolo, ci chiuderemo nel bozzolo e tesseremo con ingordigia il placido scorrere delle nostre vite, evitando la pagina politica dei quotidiani, le foto dei grandi leader che dopo aver perso elezioni, credibilità e mezzi sono ancora lì, dopo anni di sconfitte e di parole al vento sono ancorà saldamente lì, abbarbicati alle loro poltrone, ancora lì a ramazzare il nulla, a ipotecare sofismi e demagogia…

Saremo lontani da loro. E apetteremo mille anni un nuovo Berlinguer che non arriverà mai.

Meteopatia

piove

Indubbiamente questa enorme mole di cieli grigi ha raddrizzato molte palpebre abituate a socchiudersi sotto i calci del sole. Ma la pioggia a lungo andare scava un pertugio nei cuori più solidi. E rischia di minare quanto di buono ha fatto l’estate, il caldo e il sale riarso del mare. Rivoli d’acqua che corrono impuniti ai nostri piedi ci tendono mille trappole liquide a cui non sappiamo trovare un rimedio asciutto.

E piovendo impariamo a coesistere con una specie di macchinoso malessere che si ricompone in noi come un puzzle automatico. Un dolore sottile e impunito che ci tiene in casa, che alza gli sguardi al cielo e ritorna sporcato di caligine. E se fosse davvero quella polvere impalpabile che tutti noi abbiamo rincorso da piccoli come saette tra le felci piegate dal vento? E se fosse questa invisibile mano a tenerci al laccio e a renderci schiavi di qualcosa che non esiste se non in rumore di acqua che cade.

Amiamo dire che il suono della pioggia ci rilassa mentre sferza le mura di casa, e quieta la nostra sete di movimento. Ma nulla è più ipocrita di voler imbrigliare un mostro in un corpo di fata. Nulla rimane quando la pioggia versa il suo lento veleno se non il dilagare d’amaro nelle bocche, nelle gole, fino al salto finale, fino al più profondo acquitrino del nostro essere.

Dieci petali che cadono

bertForse il cristallo dei tuoi occhi ha troppo presto seppellito la luce, o forse noi l’abbiamo chiusa troppo lontana da te. In certe assenze che chiamavamo i “mancati giorni”, dal titolo di quel libro.

Ci lasci così, senza il riparo di una battuta. Una tua parola in tralice, come volo leggero d’ironia che accendeva sorrisi e recava un turbinio di increspature negli sguardi più torvi. Ci lasci senza neppure darci il tempo di salutarti, solo domande, ora, davanti a te, e un vuoto a correre via. Un corteo rarefatto di ricordi e di domande inesplose.

Eri stato sedotto da Ordinamenti Superiori e filavi sospeso, cavalcando la tua levità, vestendo con azzurra incoscienza i tuoi paramenti angelici. Seguivi le parole dei Santi e ne studiavi i balsami per l’Anima. Noi chiusi nelle nostre vite, mai sfiorati da una Rosa così atrocemente mistica.

Dieci petali che cadono. Con precisa lentezza. Uno a uno. Eccoli nella notte. Non un fiato. Non un suono. Solo quel fatidico sfiorire.

Solo quel cadere silente che solo tu senti.

Ciao Bert. Perdona i mancati giorni.

Seguendo il fiume

marco, laura e cita

Seguendo il fiume per 30 anni a ritroso mi ritrovo con una mano di primate nella mia, un paio di incisivi in meno, la patta aperta, la camicia del piccolo mafioso e i calzini blu con i sandali aperti.

Mia sorella solare e floreale, ride ancora così.Lo stivale però era fin troppo aggressivo. Poi mi accorgo di straforo che in realtà è un calzino traforato dello stesso colore del sandaletto. Che finezza.

Cita dal canto suo era maledettamente fotogenica.

30 anni spesi bene. Per tutti e 3. In fin dei conti.

Lo sciopero del 30 ottobre

enrico berlinguer

Oggi portando Elmore all’asilo ho intercettato una conversazione tra maestre nella sala che collega le aule dei bambini. Involontariamente, mentre spogliavo mia figlia e la preparavo ad entrare in classe, ho ascoltato le loro parole. Parlavano di quanto sia difficile scioperare e far valere le loro ragioni di questi tempi e con questo governo. Una di loro si lamentava del fatto che per ragioni di bilancio familiare non potrà permettersi di rinunciare agli 80 euro di trattenuta sul salario mensile. Un’altra replicava che scioperare era molto rischioso perchè si vociferava di possibili dispetti in graduatoria e non so che altro per le insegnanti non di ruolo, maestre perennemente nel limbo delle decisioni dei Provveditorati. La terza maestra replicava infine che non serviva a nulla scioperare e che il decreto della Gelmini sarebbe passato ugualmente, con o senza di loro.

Mi sono fermato a pensare a cosa siamo diventati. Una società che non combatte più, che non ha voglia di contrastare il flusso degli eventi: intorpidita da milioni di risate di plastica televisive e impaurita per il proprio avvenire. Costantemente tesa a perseguire un benessere che non c’è e non ci sarà.

Mi sono fermato a pensare agli anni 70, a come fosse bello vedere Berlinguer che arringava una folla entusiasta di facce pulite che urlavano e combattevano per i propri diritti, con uno spirito democatico limpido e cristallino. Gente che tirava la cinghia e teneva duro, gente che si affidava con una fiducia cieca al proprio leader che li ripagava con lotte sovrumane contro i poteri costituiti di politici corrotti e corruttibili.

Mi sono avvilito e un senso di amaro mi ha invaso le labbra, la lingua, i denti…

– Babbo, ma cosa fai? Dobbiamo entrare!

– Eh? Oh scusa amore, mi ero incantato un attimo…

– Babbo non ti sei lavato bene la faccia se hai ancora sonno!

– Sì Elmore, probabilmente dev’essere così…

Mini Maratona in Handbike

Si è svolta sabato 27 settembre 2008, la prima mini maratona in handbike, organizzata dall’associazione disabili sportivi PURAVIDA con la collabrazione dei Comuni di Cattolica, Misano e Riccione e di alcuni sponsor locali.
Sono stati circa 17 i km percorsi dai 28 partecipanti, che partendo dal parco Le Navi hanno raggiunto il porto di Riccione tornando a Cattolica passando sul lungomare misanese.
Sospinti da un leggero vento gli atleti sono partiti alle ore 14 ed il Campione Europeo in carica Cecchetto Paolo ha sbaragliato la concorrenza terminando il percorso in soli 26 minuti, con una media di circa 40 km/h.
Al Meeting promozionale Handbike che può essere considerata di portata internazionale data la presenza di sportivi della Romania, Albania, Austria e provenienti dalle varie regioni d’Italia, hanno partecipato atleti con differenti disabilità fisiche, divisi in 3 categorie:
–    Cat. A, con lesione cervicale
–    Cat. B, con lesione dorsale
–    Cat. C, con lesione lombare
Il giudice di gara Alessandro Fuzzi, ha registrato i seguenti vincitori:
1° Cat. A Il ventenne Federico Villa di Roma unico rappresentante della propria categoria, che ha concluso il percorso con un ottimo 41.02
1° Cat. B Roland Cruep risultato anche secondo assoluto.
2° Cat. B Roberto Piccinini
3° Cat. B Adolfo Tiberi
1° Cat. C Paolo Cecchetto 1° assoluto
2° Cat. C Pantaleo Sette 3° assoluto
3° Cat. C Giovanni Costa
I 3 amici Emanuele Pagnini, Emilio Brioli e Alessandro Lana, che con questo Primo Trofeo Promozionale di Handbike “Cattolica Misano A. Riccione” hanno voluto accrescere la cultura locale sulle possibilità dello sport disabili, hanno previsto anche premi speciali:
– 1° Donna classificata la riminese Sara Valenti
– Concorrente più anziano l’over 60 Guerrino Repponi.
L’hotel Attilius della Famiglia Tutone ha messo in palio un soggiorno gratuito vinto come premio a sorteggio da Roberto Piccinini.
Durante la premiazione, avvenuta alle ore 17.30 al Blu Bar di Riccione che ha patrocinato l’evento, la madrina d’eccezione Martina Colombari ha dispensato sorrisi e parole di elogio agli atleti, ricordando i tempi di scuola in cui Meme Pagnini era il suo compagno di banco, nostalgiche emozioni che hanno strappato qualche lacrimuccia al pubblico presente.
Ci ha pensato il quarantunenne Paolo Cecchetto sponsorizzato dal Team Pulinet di Lodi a sdrammatizzare, facendo notare che benché sia di Appiano Gentile, la sua fede calcistica è rossonera, una bella sviolinata per l’Ex Miss Italia, sposata con prole al Milanista DOC Alessandro Costacurta.
L’ufficialità dell’evento è confermato anche dai tre assessori allo sport dei comuni di Cattolica Misano A. e Riccione, rispettivamente Giuseppe Prioli, Alberto Gerini e Alessandro Casadei.
Mi ha sorpreso vedere un atleta di Cat. B prevalere su uno di Cat. C, ma il vincitore nell’intervista che mi ha gentilmente concesso dopo la premiazione,  ha sottolineato come la classe non sia acqua, mostrando due bicipiti da fare invidia a Braccio di Ferro!


Paolo Cecchetto corre in handbike da 8 anni ed ogni giorno si allena 3 ore svolgendo esercizi tecnici, tale costanza fa di lui un atleta professionista di livello europeo, dove gli atleti disabili che hanno scelto l’handbike come disciplina agonistica sono circa 200 ed in Italia vi sono una trentina di gare ogni anno con percorsi che arrivano anche a 70 km! Quest’anno ha vinto in Repubblica Ceca, Lussemburgo e Francia, arrivando 3° nelle prove a cronometro di Svizzera e Repubblica Ceca, ciò gli ha permesso di laurearsi Campione Europeo con 485 punti. La scarsa linearità del percorso ed i dossi assai fastidiosi del lungomare misanese sono state le difficoltà più rilevanti della gara, che in base alle opinioni dei partecipanti ci si auspica venga riproposta in una seconda edizione!
Massimiliano Ferri

Dei molti domani

Settembre è una diaspora di suoni, un rotolare verso la chiusa roboante della “erre”, un dolce pendio verso la fine di una stagione estenuante e un poco dimessa. Una stagione turistica da saldi, sconti e mancati arrivi, qualche rimpianto per le occasioni perse, qualche orizzonte inesplorato e molti angoli bui seminati in giro per la coscienza.

E’ questo che mastico mentre, seduto in terrazza, osservo il mesto sciamare di coppie stagionate e ultimi bambloni biascicanti da improbabili motorette a 4 ruote cromate. Dio ma questa amarezza da dove arriva? Dai 40 anni che volteggiano come avvoltoi nell’autunno e mi attendono dinanzi alla carogna della mia gioventù? O forse è la consapevolezza che tutto nasce con in seno una fine?

“Tutto ciò che ha nome vita ha in opera la morte”

Nero Notte Teatro – Il cuore nero di 800 Festival

Al Castello di Meleto dall’11 al 13 luglio una rassegna di teatro “noir” e di atmosfere ottocentesche: dal teatro d’attore al nouveau cirque, dal teatro itinerante al teatro di figura dalle narrazioni alle sonorità d’ambiente.

SAGRATO DELLA CHIESA
Silvio Castiglioni
in
IL VAMPIRO
Silvio Castiglioni legge e interpreta per
NeroNotteTeatro il racconto di John
William Polidori. Il naufragio dei buoni
sentimenti, l’innocenza come vittima designata;
e poi l’infatuazione, l’angoscia,
la paura e la follìa: ci sono tutti gli ingredienti
del repertorio gotico romantico
in questo piccolo capolavoro di suspense
del 1819. Il racconto, molto amato da
Goethe, ottenne all’uscita un enorme
successo, dentro e fuori l’Inghilterra, e
naturalmente scandalizzò i benpensanti.
Prima di allora infatti la fi gura del
vampiro era relegata nel repertorio delle
tradizioni popolari, dove abbondano storie
di morti che si levano dalle tombe e si
nutrono del sangue di creature giovani e
belle. Ora, e per la prima volta, faceva
irruzione in un’opera letteraria, attribuita
all’inizio nientemeno che al grande
poeta Lord Byron. Ne era invece autore
il suo attento e curioso segretario, il ventunenne
J.W.Polidori. (VENERDÌ, SABATO E
DOMENICA)
Bottega del Teatro di
Pierluigi Tortora
in
LASSAMME FA’ A DIO
VIAGGIO NELLA POESIA NOTTURNA
DI SALVATORE DI GIACOMO
di e con
Pierluigi Tortora
La Bottega del Teatro di Caserta esplora
in questo recital la grande poesia di
Salvatore Di Giacomo, autore anche di
straordinarie canzoni della tradizione
napoletana ottocentesca. Tre sono i brani:
Lassamme fa a Dio, ‘e cechate ‘e caravaggio,
‘a san Francisco; tre struggenti storie
della “nuttata” napoletana. Dio che con
San Pietro scende sulla terra, due ciechi
che dialogano su quello che non hanno visto,
un uomo che difende il suo onore nel
carcere. Pierluigi Tortora, autore, attore
e regista dello spettacolo, è fra i soci fondatori
dei “Teatri Invisibili” ed ha lavorato
con Toni Servillo, Iaia Forte, Anna Bonaiuto,
Paolo Sorrentino. Il recital è un’
anteprima prodotta per NeroNotteTeatro
2008. (VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
MANFRED
DA UN RACCONTO DI
GEORGE BYRON
di e con
Lorenzo Cecere
Manfred… Una storia… Un’ombra…
Un mago… Un maestro…L’attore che
attraversa “stanze” abitate e che ormai
abitano in lui. La diffi coltà di affrontare
la vita, l’oblio, l’amore per una donna,
madre, sorella, amante. L’abbandono,
il delirio, la morte come passaggio verso
un altro personaggio, verso un’altra
vita. Lorenzo Cecere attore formatosi
ai laboratori di Ruggero Cappuccio incontra
questo personaggio nel suo percorso
teatrale di collaborazione con la
Bottega del Teatro e Pierluigi Tortora.
(VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
PIAZZA DEL CASTELLO
Teatro della Luce
in
NIGREDO,
PASSAGGIO AL NERO
testo e regia di Roberto Caminiti
con
Elisa Cecchini, Maddalena Giampaoli,
Marco Gilio, Micol Giovanelli, Rosa
Gullaci, Beatrice Pazzaglini
Il Teatro della Luce riprende per l’occasione
uno dei più celebri racconti di
Edgar Allan Poe: “Il pozzo e il pendolo”
e lo reinterpreta in chiave alchemica. Il
Prigioniero nei sotterranei dell’ Inquisizione
sperimenta tutte le dinamiche
alchemiche per raggiungere il suo sogno
supremo: quello della libertà: Nel silenzio
dell’anima e nella deprivazione del corpo
comincia un rito iniziatico oscuro e terrifi
cante, un viaggio immaginario che lo
conduce alla discesa verso gli Inferi fi no
alla più profonda conoscenza di sé: Il sogno,
la libertà, l’alchimia rappresentano
per il Prigioniero le tappe della conquista
dell’essere (VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
C’è Chi C’ha Teatro
in
L’AUTENTICA VERITA’
DEI MORTI
con Fiorella Oriani e Samuele Vitri
Fiorella Oriani e Samuele Vitri, due artisti
poliedrici, presentano nella suggestiva
cornice della piazza del Castello una
nuova performance di teatro, pantomima
ed evoluzioni aeree ai tessuti, ispirata
al racconto di Guy de Maupassant
“La morta”, pubblicato nel 1887. In una
splendente notte d’estate, baciata dalla
luna e dalle stelle, due enigmatiche e
diafane fi gure, sospese tra l’onirico e il
reale, iniziano a raccontare la loro verità.
La follia, la paura, il mistero daranno
corpo e voce a movimenti sinuosi ed
estremi, fi no all’inesorabile, sarcastica e
ineluttabile “autentica verità dei morti”,
accolta solo dalla notte profonda e silenziosa.
(SABATO E DOMENICA)
Vladimiro Strinati
in
NERO DI ROMAGNA
NARRAZIONE CON OGGETTI
E FIGURE
di e con
Vladimiro Strinati
Uno spettacolo di racconti e leggende romagnole
dove l’umorismo si intreccia con
la paura. Fiabe e leggende che parlano
di mani vaganti, di cuoche, mogli e donne
audaci che sconfi ggono uomini bestiali.
Nella leggenda di Miranda, la mano
che ti segue, voci inverosimili vengono
raccontate come vere. In “Barbablù” la
giovane eroina ha un ruolo attivo: sfi da
il parere contrario del padre, si fa beffa
dello spietato Barbablù, e con audacia
libera le sorelle. Nella storia di “Panciasfonda”
ci troviamo di fronte ad un orco
vorace, di buon sangue romagnolo, che
preferisce divorare i prodotti della buona
cucina, piuttosto che bambini. E per
ultimo il Nano Morris, un discutibile novello
Barnum. (VENERDÌ E SABATO)
IL CAMPO DELL’ALBERO
Arrivano dal Mare !
in
FRALOMESCUR
TRA IL CHIARO E LO SCURO
con Arianna Di Pietro
Umberto Giovannini organetto diatonico
Andrea Branchetti organetto diatonico
Quando arrivava la notte, nella Romagna
del passato, nell’epoca in cui la luce spariva
col tramonto e si risparmiava persino
su ceri e candele, il buio era così denso da
procurare visioni e il silenzio era così assoluto
da udire presenze misteriose. Arianna
Di Pietro, giovane ma talentuosa narratrice
uscita dalla “scuola” del Fulèsta Sergio
Diotti, condurrà gli spettatori in un mondo
dominato dalla paura, ma aperto di tanto
in tanto da uno squarcio di meraviglia e
stupore. La accompagnano in questo viaggio
Andrea Branchetti e Umberto Giovannini,
due validi organettisti, tra i piu’ fedeli
collaboratori della compagnia “Arrivano
dal Mare!” di Cervia, ma anche dotati ciascuno
di una propria attività concertistica.
(VENERDÌ, SABATO E DOMENICA)
INGRESSO CASTELLO
L’Armonda Produzioni
in
FILASTROCCHE
MALINCONICHE
VINCENT E GLI ALTRI
con
Erica Bertozzini, Matteo Fazi,
Elisa Mancini, Roberto Serafini
regia Augusto Michelotti
Un viaggio nella poetica del visionario
Tim Burton, regista e sceneggiatore, attraverso
alcune delle sue surreali poesie
tratte da “Morte malinconica del bambino
Ostrica ed altre storie”: la Donna
orba da un occhio, l’Uomo insonne,
L’Amante respinto. Tre poesie ritradotte
per l’occasione in chiave fi abesca, con la
purezza infantile di una fi lastrocca, pur
mantenendo allo stesso tempo la densa
atmosfera di estraneità che le caratterizza.
Il lavoro è realizzato da “Lo Scricchetto”
un gruppo di giovani del Laboratorio
L’Armonda. Il testo è di Matteo
Fazi, Elisa Mancini, Roberto Serafi ni; di
quest’ultimo le traduzioni. (VENERDÌ, SABATO
E DOMENICA)
MURA DI LEVANTE
NicoNote
in
NOIR CHERIE
LIVE DJ SET
Si tratta di un Live Set per dischi, cd
e voce di NicoNote, performer e sperimentatrice,
pensato per NeroNotte-
Teatro – che si sviluppa in modo non
convenzionale seguendo il fi lo del Noir
– attraversando molti mondi sonori. NicoNote
propone 2 ore di musica (in cui
inserisce alcuni brani cantati live tratti
dalle sue produzioni) seguendo l’umore
del momento. Miscela musiche inedite
da lei prodotte ad altro, assemblando
contributi sonori di varia provenienza.
NicoNote segue una personale traccia di
trasversalità nel meraviglioso ed infi nito
mondo del Suono: “Noir, cherìe …”non si
defi nisce, non esclude sviluppi. (SABATO)
Orari e dettagli saranno comunicati all’ingresso e sul sito www.ottocentofestivalsaludecio.it