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Escursioni e visite guidate agli scavi di Ostia Antica

• 28.2.2009 - Escursioni e visite guidate agli scavi archeologici di Ostia Antica

Il decumanus maximus ostia antica

Per informazioni e per prenotare la visita guidata: segreteria@amicidiroma.it; 0661661527; 3383256383; 3474708351.

Per maggiori dettagli su tutti i nostri itinerari turistici, consulta il portale: www.amicidiroma.it

 

 

L'itinerario degli scavi archeologici di Ostia antica, particolarmente adatto per gruppi scolastici in quanto si svolge interamente all'interno di un parco archeologico-naturalistico, lontano dal traffico e con possibilità di colazione al sacco, ha una durata di circa due ore-due ore e 15'.
    
Informazioni utili.
      
Gli scavi archeologici di Ostia antica sono in Viale dei Romagnoli 717, 00119, Ostia Antica (RM).
L'area archeologica è chiusa tutti i lunedi, 1° gennaio e 25 dicembre.
Orari di ingresso: dall'entrata in vigore dell'ora legale (ultima domenica di marzo) fino ad ottobre: 08,30 - 18,00; dalla fine dell'ora legale (ultima domenica di ottobre) fino a marzo: ore 08,30 - 17,00. Uscita del pubblico un'ora dopo l'ultimo accesso.
Biglietti di ingresso: intero Euro 6,50, ridotto Euro 3,25; gratuito per cittadini dell'Unione Europea minori di 18 e maggiori di 65 anni, e per gli allievi e i docenti degli istituti scolastici.
   
Come arrivare agli scavi archeologici di Ostia antica.
  
In auto, provenendo dal raccordo anulare, prendere la Via del Mare con l'indicazione turistica "Ostia Antica" (cartello color marrone). Tempo di percorrenza dall'uscita del raccordo: 20 minuti.
In metropolitana da Roma, prendere la linea Ostia Lido dalla stazione di Piramide (partenze ogni 15 minuti nei giorni feriali, ogni 30 minuti nei giorni festivi) e scendere alla fermata Ostia Antica, superare la Via Ostiense con il passaggio sopraelevato e camminare per 400 metri seguendo le indicazioni. Tempo di percorrenza: 35 minuti.

 

castello di giulio ii ostia

 

 

 

 

 

 

Le fonti classiche ci narrano di una fondazione di Ostia da parte del re Anco Marzio (640-616 a.C.), tuttavia di questa fase nulla ci è pervenuto. L’abitato a noi conosciuto venne fondato da Roma nel pieno IV sec. a.C., con la funzione di avamposto per il controllo della fascia costiera. Tuttavia fin dall’origine Ostia è anche un porto fluviale, da cui dipende l’annona della città di Roma. Dalla metà del I sec. a.C., diventata colonia romana optimo iure e quindi dotata di propri magistrati e funzionari pubblici, Ostia comincia a conoscere un notevole sviluppo economico, politico e demografico. Si trasforma in un nucleo di attrazione di grandi masse in cerca di fortuna, sede ideale di un vivace ceto “medio-borghese”, dedito ad attività commerciali e produttive (soprattutto liberti, ovvero schiavi liberati a seguito della manumissio). L’abitato riceve una sua fisionomia peculiare, da un punto di vista sia architettonico-urbanistico sia sociale ed economico. Dopo la costruzione della cinta muraria, presumibilmente ideata da Cicerone, Ostia fu oggetto di una razionale progettazione urbanistica, in cui ruolo fondamentale ebbero gli interventi eseguiti dagli stessi imperatori. Essi infatti, responsabili delle frumentationes (distribuzioni gratuite di alimenti alla plebe di Roma), mantennero un forte legame con la città portuale di Ostia, il cui regolare funzionamento era condizione essenziale della quiete delle masse popolari di Roma. Il declino di Ostia cominciò nel III secolo d.C. e divenne inarrestabile nel V secolo d.C. Probabilmente venne attuato un progressivo abbandono, che si concluse con un definitivo spostamento della popolazione verso la vicina Gregoriopoli nel IX secolo, all’epoca del Papa Gregorio IV.

   

Descrizione dell’itinerario degli scavi di Ostia Antica.
 
La visita guidata agli scavi di Ostia Antica introduce in una distesa di ruderi romanticamente immersa nel verde, ma sostanzialmente rimasta incontaminata, dall’epoca tardo-antica, da interventi della mano dell’uomo diversi dalle semplici attività di scavo e restauro. Ostia si attraversa proseguendo a piedi lungo il decumanus maximus, che costituisce la prosecuzione della via Ostiense da Porta Romana a Porta Marina. Attraverso questa lunga via basolata e inoltrandosi nelle traverse e nelle parallele, si arriva ad edifici di ogni fase storica, destinati a diverse funzioni, che caratterizzano la vita pubblica e privata all’interno di una colonia di Roma. Prima di tutto le abitazioni private, tra cui le più caratteristiche sono le grandi palazzine d’affitto sorte dalla fine del I sec. d.C. (condomini strutturati attorno ad un cortile, con negozi al piano terreno e appartamenti collocati sui piani superiori, destinati ad ospitare le famiglie del ceto medio mercantile e urbano). Inoltre i magazzini (gli horrea), concentrati dall’età repubblicana nel settore Nord, lungo l’antico alveo del fiume Tevere. Abbiamo quindi il Teatro Augusteo, completato ed inaugurato all’epoca di Settimio Severo e Caracalla, con alle spalle il cosiddetto Piazzale delle Corporazioni, una grande piazza porticata con un tempio centrale dedicato probabilmente a Cerere, divinità protettrice dell’abbondanza e della prosperità, ed una serie di ambienti alle spalle del colonnato, destinati ad accogliere le stationes, ovvero gli uffici di rappresentanza delle corporazioni commerciali e marittime e le associazioni di mestiere, i simboli delle quali sono riprodotti nei mosaici pavimentali. Altri uffici di corporazioni, i collegia, sono sparsi per la città. Ogni categoria professionale trova ad Ostia il proprio edificio di rappresentanza: la Caserma dei Vigiles (con fase principale di epoca adrianea, provvista di un vasto cortile porticato); le Terme (tra i numerosi edifici termali, degni di menzione sono le Terme del Foro, costruite verso il 160 d.C. e caratterizzate dalla presenza di svariati ambienti a pianta curvilinea, e le Terme di Nettuno, che ci hanno tramandato i più spettacolari mosaici pavimentali di Ostia, risalenti all’età di Adriano ed Antonino Pio); la Basilica e la Curia sul Foro; gli edifici religiosi. Di questi ultimi i più importanti sono i Quattro Tempietti di epoca repubblicana, edificati a Nord del Decumanus Maximus da un membro di una delle maggiori famiglie patrizie locali, i Lucilii Gamalae; poi abbiamo i Mitrei, che comprovano l’enorme diffusione del culto della divinità orientale Mitra dal II sec. d.C.; infine i grandi templi che si affacciano sul Foro: il Tempio di Roma e Augusto, eretto poco dopo la morte di Augusto dal suo successore Tiberio, e il poderoso Capitolium, che domina con la sua altezza (20 metri) sull’intera Ostia, riedificato da Adriano nel 125 d.C. sulla precedente fase augustea, con intenti evidentemente propagandistici e precursori dell’avvio di un’età imperiale completamente rinnovata. Le Necropoli di Ostia, quella della Via Ostiense subito all’ingresso dell’area archeologica e quella della Via Laurentina, forniscono una ricca tipologia di strutture funerarie perfettamente conservate, le quali ci hanno tramandato il ricordo e la testimonianza dei complessi rituali funerari celebrati dai romani.

    

Il borgo di Ostia Antica.

Per il fatto di essere il primo luogo di approdo dei Cristiani giunti dall'Oriente, Ostia accolse una Sede Episcopale molto presto, nel corso del III secolo. La cattedrale di Ostia era costituita dalla chiesetta di Santa Aurea, dedicata ad una giovane martire ivi uccisa nel 270 d.C. sotto Claudio il Gotico. Nella piccola chiesa fu collocato anche un frammento di lapide sepolcrale pertinente alla tomba di Santa Monica, madre di Sant'Agostino. Nel contesto di declino generale del Medioevo, anche la città e il porto di Ostia caddero in stato di abbandono. Ostia restava tuttavia la porta d'ingresso a Roma tramite il Tevere, lungo il quale risalivano pellegrini, commercianti e ambascerie giunte dal mare, ma anche le flotte dei saraceni. Nel IX secolo fu dunque fortificato, su impulso di Papa Gregorio IV, il borgo sorto per dare ospizio ai lavoratori delle saline lungo la Via Ostiense. Andata in rovina la antica città, abbandonato al suo destino il porto, il nuovo abitato si chiamò Gregoriopoli, dal nome del suo fondatore Gregorio IV. Le modifiche di epoca successiva furono numerose. La più importante fu quella introdotta alla fine del XV secolo dal vescovo Giuliano della Rovere, poi salito al soglio pontificio con il nome di Giulio II. Egli fece edificare il castello, ricostruire la chiesetta e ripristinare la cinta difensiva. Artefice di tali lavori fu, come riferisce il Vasari, Baccio Pontelli. La struttura conservò la funzione difensiva fino al 1557, quando un’esondazione eccezionale deviò il fiume Tevere, lasciando a secco anche il fossato che circondava la cinta muraria. A questo punto il Castello, che era stato sede di dazio e dogana, divenne superfluo e cadde in rovina, e fu usato in seguito come ricovero per animali dai pochi pastori della zona, ormai completamente impaludata. La torre fu adibita a carcere, ed i detenuti furono utilizzati dall'800 per scavare la città romana.
Il Castello ed il Borgo furono restaurati in varie riprese nel corso del XX secolo ed offrono oggi uno scorcio architettonico davvero piacevole, reso ancora più affascinante in primavera dalle basse casupole circostanti ornate con fiori e piante rampicanti.

Associazione culturale Amici di Roma, via Fausta Labia n. 9, 00168 Roma; tel. 0661661527; 3383256383; 3474708351; mail: segreteria@amicidiroma.it.

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• 23.2.2009 - La Basilica di San Pietro ed il Vaticano

Info sulla visita guidata alla Basilica: 3383256383; 0661661527

www.amicidiroma.it

La Città del Vaticano costituisce la residenza dei papi dal 1377: prima del periodo della cosiddetta “cattività avignonese”, tra il 1305 ed il 1377, la sede del pontefice era infatti il Laterano. Dall’11 febbraio 1929, la Città del Vaticano è costituita in Stato sovrano grazie ai Patti Lateranensi, con i quali fu risolta la “questione romana” tra la Chiesa e lo Stato Italiano.

In età romana, sul colle Vaticano fu edificato da Nerone un grande circo, nel quale fu martirizzato l’Apostolo Pietro. Le sue spoglie furono sepolte nelle vicinanze e, più di 250 anni dopo, Costantino costruì sopra la tomba di Pietro una splendida basilica. Nel corso dei 68 anni durante i quali la residenza dei papi fu relegata ad Avignone, la basilica costantiniana fu trascurata a tal punto che qualunque restauro fu ritenuto inutile. Nicolò V stabilì di ricostruirla ex novo, affidando il progetto al Rossellino: tuttavia, per la morte del papa i lavori furono sospesi.

Toccò a Giulio II (1503-1513) dare inizio alla nuova Fabbrica di San Pietro, dando commessa al Bramante di elaborare il progetto ed iniziare la costruzione dei lavori in quello che sarebbe divenuto un interminabile cantiere, durato ben 176 anni. Negli anni successivi seguirono altri progetti, finché Michelangelo, quasi settantenne, non diede inizio alla costruzione della cupola. Dopo la sua morte il lavoro proseguì secondo il suo progetto che prevedeva la ripresa della pianta a croce greca, già adottata dal Bramante; tuttavia, sotto Paolo V (1605-1621), il Maderno decise in via definitiva l’impianto a croce latina.

La costruzione della cupola della basilica procedette tra ostacoli e difficoltà di vario genere: Michelangelo ne aveva iniziato la realizzazione in età avanzata, nel 1546, così, dopo la sua morte (1564), era stato finito soltanto il tamburo. Il lavoro fu portato a termine nel 1589 da Giacomo della Porta e Domenico Fontana. Il colonnato della maestosa piazza è il capolavoro del Bernini, e costituisce uno scenografico insieme magistralmente connesso alla facciata della basilica. Le due grandi ali aperte a semicerchio intendono simboleggiare le braccia della Chiesa, protese per accogliere l’umanità intera. Al Bernini dobbiamo anche il progetto delle 140 gigantesche statue che ornano la sommità del colonnato, realizzate con l’aiuto degli allievi. L’obelisco, proveniente dal vicino Circo Neroniano, fu collocato nella attuale posizione al centro della piazza da Sisto V, che incaricò del lavoro Domenico Fontana: l’erezione dell’obelisco suscitò meraviglia e stupore nel popolo di Roma. Delle due fontane che ornano la piazza, quella destra fu costruita dal Maderno nel 1613, mentre la sinistra è opera del Bernini, che la realizzò nel 1675. La monumentale facciata della basilica è del Maderno (1607-1614); sulla trabeazione campeggia l’iscrizione commemorativa del committente, papa Paolo V Borghese. Dalla soprastante Loggia delle Benedizioni viene proclamata l’elezione di ogni nuovo papa, che da qui impartisce la benedizione “Urbi et Orbi”.

Nel portico, sopra l’ingresso principale, è il celebre mosaico della Navicella (tuttavia molto restaurato) disegnato da Giotto nell’anno del primo Giubileo (1300) per la vecchia basilica. Sul portico si aprono cinque ingressi, corrispondenti alle cinque navate della basilica: procedendo da sinistra verso destra, la Porta della Morte del Manzù (1952-1964), la Porta di Bronzo del Filarete, già della vecchia basilica, la Porta Santa aperta dal pontefice in persona ogni 25 anni, la Porta del Bene e del Male del Minguzzi e la Porta dei Sacramenti del Crocetti. La lunghezza dell’interno della basilica è di 186,36 metri; la lunghezza esterna, portico compreso, è di 211,50 metri; il soffitto è alto 44 metri. Le arcate della navata centrale sono alte 23 metri, quasi come l’obelisco della piazza; la cupola, internamente, è alta 119 metri, cui bisogna aggiungere i 17 metri della lanterna; il diametro della cupola è di 42 metri. Il baldacchino sovrastante l’altare è alto bel 29 metri, quanto Palazzo Farnese.

Le dimensioni enormi della basilica si percepiscono non tanto al momento dell’ingresso, quanto procedendo nella visita, ed accorgendosi man mano di alcuni particolari che visti da una certa distanza sembrano di dimensioni normali, ma da vicino appaiono giganteschi. Ad esempio, dal portale mediano si possono giudicare di grandezza normale le acquasantiere, ma avvicinandosi ci si accorge che i putti sorreggenti le conche sono alti 2 metri; oppure, basti pensare che la penna dell’evangelista San Marco, nel medaglione sopra il pilastro di Sant’Elena, è alta 1 metro e mezzo! Se poi abbiamo l’opportunità di osservare la basilica dal camminamento interno della cupola, si viene sopraffatti da un vero e proprio senso di smarrimento.

All’interno, l’altare maggiore, proprio sotto la cupola, sorge in corrispondenza della tomba di San Pietro, identificata esattamente all’interno della Necropoli Vaticana grazie agli scavi degli anni Cinquanta e Sessanta. L’altare è sovrastato dallo splendido baldacchino, opera del Bernini, sorretto da quattro colonne a tortiglione realizzate con il bronzo ricavato dal Pantheon. Nella prima cappella della navata destra è la celeberrima Pietà, eseguita e firmata da Michelangelo ventiquattrenne: la Vergine, ritratta con dolcissime fattezze di giovinetta, regge sulle ginocchia il corpo esanime del figlio, che sembra avvolto nel sonno tale è il senso di serenità e di beatitudine che promana dal capolavoro. Nelle nicchie dei quattro enormi pilastri della navata centrale sono le statue di Sant’Andrea del Duquesnoy, di Santa Veronica del Mochi, di Sant’Elena del Bolgi, di San Longino del Bernini. Nel primo pilastro a destra è la celebre statua in bronzo di San Pietro, attribuita ad Arnolfo di Cambio.

*La visita guidata alla Basilica di San Pietro comprende la salita alla cupola e l'itinerario delle Tombe dei Papi, ed ha la durata di 2 ore. Ingresso gratuito alla Basilica, Euro 5,00 per la salita alla cupola.

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• 7.1.2009 - Visite guidate alla casa di Augusto Sul Palatino

Per prenotare la visita guidata alla Casa di Augusto sul Palatino, telefonare ai n. 0661661527, 3383256383, 3474708351, o inviare una mail a segreteria@amicidiroma.it.

Per informazioni più dettagliate su tutti i nostri itinerari turistici a Roma, visita il portale: www.amicidiroma.it.

Dal 10 marzo 2008, dopo due decenni di lavori ininterrotti costati oltre 2 milioni di euro, sono finalmente state riaperte al pubblico alcune delle meravigliose stanze della Domus che Augusto si fece costruire in un punto importante e denso di memorie storiche del colle Palatino, presso il Tempio della Magna Mater, dopo il 36 a.C., al suo ritorno dalla battaglia di Nauloco contro Sesto Pompeo.
 
Le stanze ora visibili ci mostrano, grazie al restauro eseguito con grande perizia tecnica, la vivace policromia dell'epoca: colori come l'ocra, il blu e lo splendido rosso pompeiano risaltano in maniera impressionante sulle pareti affrescate del cubiculum e della sala di rappresentanza.

L'ambiente più suggestivo di tutto il complesso è però il cosiddetto "studiolo", piccola stanza appartata nell'ala privata della casa, dove l'imperatore si ritirava spesso per lavorare o per ricevere personaggi importanti senza essere disturbato. Ciò che stupisce della Casa di Augusto sono la semplicità e la modestia, in rapporto alle sontuose dimore degli imperatori successivi, visitabili sullo stesso Palatino.

Augusto vi dimorò per circa quaranta anni dopo essersi trasferito da una precedente abitazione nel Foro Romano, senza mai cambiare le proprie abitudini, e riservando alla moglie Livia un complesso di stanze adiacente (ancora in restauro), chiamato appunto "Casa di Livia".

    

Associazione Culturale Amici di Roma, via Fausta Labia n. 9, 00168 Roma. Tel. 0661661527; 3383256383; 3474708351.

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Parlando di me...

L'Associazione Culturale Amici di Roma propone visite guidate ed escursioni agli scavi archeologici di Ostia Antica, antico porto di Roma, rivolgendosi in modo particolare alle scuole ed ai gruppi universitari.

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