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7/12/2008, 10:21

Il grande dittatore


Agli inizi degli anni '30, con queste parole, il grande Charlie Chaplin descrive il suo personaggio Charlot:
"All'inizio Charlot simboleggiava un gagà londinese finito sul lastrico: lo consideravo solo una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano la rivolta verso le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciano sempre..."

E' infatti un'addio, con l'avvento del sonoro nel cinema, era impossibile che il nostro Charlot potesse parlare, da sempre la voce non gli era necessaria.

Separandosi da Charlot, Chaplin inizia a girare il suo primo film completamente sonoro, Il Grande Dittatore, distribuito negli Stati uniti poco prima dell'entrata nella Seconda guerra Mondiale; un film come esempio di sfida satirica coraggiosa, un libero messaggio lanciato ad un personaggio folle, terrificante, un dittatore, Adolf Hitler.

Molti punti di contatto fra questi due grandi personaggi: quattro giorni li separavano anagraficamente e la notevole somiglianza fisica; quest'ultima prerogativa consentì all'attore d'imbastire una eccezionale figura di un grottesco dittatore.

Era risaputo, anche dallo stesso Charlie Chaplin, che Hitler era un suo grande ammiratore e non si perdeva mai la visione dei suoi meravigliosi film; quindi il suo messaggio cinematografico era una vera e propria provocazione.

In questa esilarante sequenza, Chaplin c'insegna a ridere dei dittatori,perchè solo in questo modo è possibile combatterli.



16/11/2008, 03:47

Novecento



Stesso giorno, stesso anno, nascono Alfredo, (Robert de Niro) figlio dei ricchi proprietari della fattoria e Olmo, (Gerard Depardieu) figlio di Rosina, contadina della medesima fattoria.
Sono proprio le lotte contadine e la Grande Guerra, poi il fascismo e la lotta partigiana, lo scenario dove la vita di  questi due nemici-amici,si snoda.

Tutto il film è un' affresco grandioso, il regista Bernardo Bertoluccci usa genialmente le stagioni per sottolineare gli eventi storici, in parallelo alle stagioni della vita: l'inverno, la pioggia, il gelo, nel periodo del fascismo più ostile ,con i protagonisti che si confrontano con i problemi della vita adulta, primavera, solare e rigogliosa nel giorno della Liberazione, così come per la loro infanzia.

Il regista ci regala immagini filmate su modello di opere pittoriche: la festa all'aperto dei braccianti ci ricorda le opere di Jan Brueghel, scene di umilissima vita domestica contadina,"i mangiatori di patate" di Van Gogh, il Caravaggio in "Amore Vincitore" il piccolo Olmo nudo.

La colonna sonora, del maestro Morricone, si propone con i tratti da melodramma verdiano, infatti anche i luoghi dove il film è stato girato, ci richiamano a Giuseppe verdi; Roncole Verdi di Busseto, luogo di nascita del grande dominatore del melodramma,

28/10/2008, 11:59

C'era una volta in America

La bellezza, la poesia, la violenza: in una parola "C'era una volta in America". Si tratta del capolavoro del regista Sergio Leone, che dopo una gestazione ventennale, crea una sorta di suo testamento spirituale.

New York, anni '20, Lower East Side, un magnifico palcoscenico per un gruppo di apprendisti-delinquenti;  si confrontano con una realtà implacabile,una violenza imprescindibile, che li accompagnerà per tutta la vita.

Il titolo: C'era una volta in America, non "L'america" perchè il film non è un'esplorazione politica o sociale, ma è una "favola", una favola per adulti e questo è il gioco che il grande regista ci propone.

Non posso parlare della trama del film, è impossibile, perchè è un sogno che Noodles (Robert de Niro) inizia in una fumeria d'oppio nel 1933 e non finisce nel 1968; in questo sogno ci accompagna attraverso una storia di morte, iniquità, piombo, sangue, paura,amicizia virile, tradimenti, sesso, e noi ad occhi chiusi, nelle orecchie un martellante trillo di telefono.....

Ma è tutto un sogno ...una favola ..una grande favola novellata dal flauto magico di Ennio Morrricone