Il grande dittatore

Agli inizi degli anni '30, con queste parole, il grande Charlie Chaplin descrive il suo personaggio Charlot:
"All'inizio Charlot simboleggiava un gagà londinese finito sul lastrico: lo consideravo solo una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano la rivolta verso le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciano sempre..."
E' infatti un'addio, con l'avvento del sonoro nel cinema, era impossibile che il nostro Charlot potesse parlare, da sempre la voce non gli era necessaria.
Separandosi da Charlot, Chaplin inizia a girare il suo primo film completamente sonoro, Il Grande Dittatore, distribuito negli Stati uniti poco prima dell'entrata nella Seconda guerra Mondiale; un film come esempio di sfida satirica coraggiosa, un libero messaggio lanciato ad un personaggio folle, terrificante, un dittatore, Adolf Hitler.
Molti punti di contatto fra questi due grandi personaggi: quattro giorni li separavano anagraficamente e la notevole somiglianza fisica; quest'ultima prerogativa consentì all'attore d'imbastire una eccezionale figura di un grottesco dittatore.
Era risaputo, anche dallo stesso Charlie Chaplin, che Hitler era un suo grande ammiratore e non si perdeva mai la visione dei suoi meravigliosi film; quindi il suo messaggio cinematografico era una vera e propria provocazione.
In questa esilarante sequenza, Chaplin c'insegna a ridere dei dittatori,perchè solo in questo modo è possibile combatterli.










