Chez Rosalie

Il suo vero nome è Rosalia Tobia, la sua bottega si trovava al n°3 di rue de Campagne-Première; si tratta di un bistrot, un piccolo ristorante, dove lei , aiutata dal figlio Luigi, cucina e serve ai quattro tavoli del locale.
Arriva dall' Italia, a Parigi, nel 1887, come cameriera di una principessa, per poi diventare, grazie alla sua avvenenza, modella di numerosi pittori. Il tempo passa e Rosalie, lasciato il mestiere di modella, si trasforma in "mère nourricière", in nutrice, quasi sempre a credito, di molti artisti affamati: i suoi pentoloni di pastasciutta, per quasi vent'anni a partire dal 1909, sfamano i muratori dei cantieri e i pittori che vengono spinti dai morsi della fame.
La porta del bistrot si apre lasciando entrare nel locale, oltre che spifferi gelidi, Modigliani a braccetto con Utrillo, si siedono e Rosalie già sà che l' avrebbero pagata con un disegno che ,come sempre, finirà in cantina fra le bottiglie di vino e i sacchi di farina. Nonostante tutto non se la sente di negare un pasto caldo, in fondo sono dei bravi ragazzi sfortunati e poi è divertente litigare in italiano con Modigliani...
"Chi l'avrebbe mai pensato che un giorno avrei potuto arricchirmi con quegli scarabocchi che mi regalavano quei due?" disse lei stessa tempo dopo. I mercanti d'arte varcano la soglia del suo locale chiedendole se era disponibile a vendere tutto quello che ha conservato degli artisti, suoi avventori, ed è solo in quel momento che Rosalie si rende conto che la fortuna le è passata accanto senza che lei se ne accorgesse, dal momento che tutti i disegni nella dispensa sono stati rosicchiati dai topi.
L'unico brandello di fortuna consiste in un dipinto che Utrillo le ha lasciato direttamente sul muro ; si riesce faticosamente a staccare l'intonaco che viene pagato generosamente e meritatamente.








