30/10/2008,10:38

Chez Rosalie

Il suo vero nome è Rosalia Tobia, la sua bottega si trovava al n°3 di rue de Campagne-Première; si tratta di un bistrot, un piccolo ristorante, dove lei , aiutata dal figlio Luigi, cucina e serve ai quattro tavoli del locale.

Arriva dall' Italia, a Parigi, nel 1887, come cameriera di una principessa, per poi diventare, grazie alla sua avvenenza, modella di numerosi pittori. Il tempo passa e Rosalie, lasciato il mestiere di modella, si trasforma in "mère nourricière", in nutrice, quasi sempre a credito, di molti artisti affamati: i suoi pentoloni di pastasciutta, per quasi vent'anni a partire dal 1909, sfamano i muratori dei cantieri e i pittori che vengono spinti dai morsi della fame.

La porta del bistrot si apre lasciando entrare nel locale, oltre che spifferi gelidi, Modigliani a braccetto con Utrillo, si siedono e Rosalie già sà che l' avrebbero pagata con un disegno che ,come sempre, finirà in cantina fra le bottiglie di vino e i sacchi di farina. Nonostante tutto non se la sente di negare un pasto caldo, in fondo sono dei bravi ragazzi sfortunati e poi è divertente litigare in italiano con Modigliani...

"Chi l'avrebbe mai pensato che un giorno avrei potuto arricchirmi con quegli scarabocchi che mi regalavano quei due?" disse lei stessa tempo dopo. I mercanti d'arte varcano la soglia del suo locale chiedendole se era disponibile a vendere tutto quello che ha conservato degli artisti, suoi avventori, ed è solo in quel momento che Rosalie si rende conto che la fortuna le è passata accanto senza che lei se ne accorgesse, dal momento che tutti i disegni nella dispensa sono stati rosicchiati dai topi.

L'unico brandello di fortuna consiste in un dipinto che Utrillo le ha lasciato direttamente sul muro ; si riesce faticosamente a staccare l'intonaco che viene pagato generosamente e meritatamente.

 

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Comments:

da Falstaff
questa storia me la raccontò mio padre quando ero bambino. Il pretesto di questo racconto fu il ricordo che aveva quando tornando a casa dopo la guerra, otto anni di assenza dalla famiglia, scoprì che mia nonna (sua madre) per un trasloco aveva rovinato irrimediabilmente quattro dischi originali di Enrico Caruso e li buttò.
Posted by falstaff at 11:36, 30/10/2008 | Link | |
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e tuo padre non si è arrabbiato? nemmeno un pò?
Posted by mariagaetana at 12:41, 31/10/2008 | Link | |
il tuo mosaico...
Il tuo mosaico mi conduce in un terreno che ho sempre scansato....le arti figurative e il suo mondo.
Posted by monica6666 at 12:50, 31/10/2008 | Link | |
dal momento che adoro l'arte
in tutto il suo genere, non posso che apprezzare il tuo racconto verità, se lei avesse minimamente immaginato quello che aveva tra le mani, non li avrebbe di sicuro messi in dispensa....un abbraccio... ciao mariagaetana
Posted by anni70 at 10:29, 31/10/2008 | Link | |
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Tesoro come le racconti tu ste storie non le racconta nessuno... che voglia di Paris!!!
Posted by Sadye at 10:29, 31/10/2008 | Link | |
l'arte
Combatto, in famiglia, una guerra che si basa sulla diversità della composizione delle cellule celebrali: quelle di mia figlia sono senza un ordine preciso, dissennate, i contorni non definiti, l'omogeneità un'utopia! Non da nessun punto di riferimento, è sfuggente come un'idea, libera come l'aria: che dici, è meglio che conservi con cura i suoi quadri?
Posted by giobiccio at 01:21, 31/10/2008 | Link | |
Maga@tutti
...e allora quando partiamo tutti per Parigi??? ci portiamo dietro anche i quadri della figlia di Giò ...hai visto mai??? non lo sò ma il temperamento dell' artista c'è!!! grazie a tutti ...
Posted by mariagaetana at 10:28, 31/10/2008 | Link | |
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hai scritto un sacco di cose interessanti, mi prendo un po' di tempo, per leggere tutto.
buon novenbre!!!!
Posted by fiorella at 12:29, 1/11/2008 | Link | |