11/11/2008, 08:44

Cartoline


Quando arriviamo in una città sconosciuta, che sia essa straniera o non, quello che ci colpisce sono gli elementi più eclatanti: architettura, fontane, archi, lampioni, vetrine di negozi...e da questa sommaria visione formiamo il giudizio e la memoria della città o del luogo visitato.

Raramente però ci chiediamo il perchè, per esempio, una piazza o un monumento abbia quel nome e perchè sia diventata meta di pellegrinaggio turistico.
Il Colosseo, la Tour Eiffel, Buckingham Palace, Piazza S.Marco...risultano appiattite dalla loro stessa celebrità, diventano una sorta d'illustrazione bidimensionale; quindi, a pensarci bene, vederli o guardare una cartolina, non fa molta differenza.

Se invece riusciamo a dare un nome, una data, che collega quello che stiamo guardando in un contesto storico, non è un inutile nozionismo, anzi riesce a togliere la piattezza dell' immagine che abbiamo davanti e la trasforma in una cartolina tridimensionale.

E ancora di più; meglio sarebbe non fermarsi a un nome o a una data, e andare più in là, cogliere la dimensione nascosta delle cose, perchè guardare non basta, tutto è una somma di avvenimenti legati a quel luogo o a quella cosa.

Di tutta questa vita passata attraverso le nostre "cartoline" qualcosa di concreto resta: una scalfittura nel marmo, lo sfregio in un affresco, insomma per poter davvero "vedere" bisogna "sapere" ancor prima di guardare.

Dal libro "Cose trasparenti" di Vladimir Naborov:
"...quando ci concentriamo su un soggetto materiale, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione, può farci sprofondare involontariamente nella storia...cose trasparenti,attraverso le quali balena il passato."
5/11/2008, 01:55

La cassapanca

La cassapanca, apparteneva ai miei bisnonni, Maria e Gaetano, e prima ancora alla mamma di Maria; come si può intuire, portando io i loro nomi, ho rivendicato questa eredità, ma non solo per questo.

Il mio scrigno racconta una storia che inizia alla fine del '700, fino ad oggi, nella mia casa; nel suo interno si era sempre conservato gelosamente il corredo nuziale che puntualmente si tramandava, quasi intatto, di madre in figlia.

Il suo è stato un vero peregrinare di casa in casa, e stranamente si è salvata anche quando, ai tempi della seconda guerra mondiale, la casa dei nonni fù completamente bombardata; tutta la famiglia con un carretto, la cassapanca e poche altre cose, partì "sfollata" in un paese non molto lontano.

Questo è il racconto di mia madre, allora bambina, e mi ha sempre appassionato e colpito questo aspetto della guerra: persone, già in situazione di estrema precarietà, che ospitavano , per anni a volte, sconosciuti nelle loro case.

Le famiglie erano in entrambe i casi molto numerose, e allora i bambini dormivano nei letti tutti insieme,e la vita andava avanti condividento tutto, anche semplici serate nella stalla dove si ascoltava una fisarmonica suonare...seduti sulla mia cassapanca.

21/10/2008, 01:28

Shrdn...ovvero Sardegna

Il canto a "tenore" è l'espessione etnico-culturale più arcaica della Sardegna,che risalirebbe a circa 5000 anni fà; questo tipo di espressione canora è stata oggetto di studio da parte di grandi musicisti internazionali,quali Frank Zappa e Peter Gabriel.

I cantori si dispongono a cerchio, (riproponendo la forma architettonica dell'antica civiltà sarda ,quella nuragica) in un tipico atteggiamento rituale; la natura del canto è radicata nella vita pastorale,che si svolge in solitudine a stretto contatto con la natura selvaggia,questi elementi sarebbero i veri ispiratori delle voci.

I quattro cantori che compongono il canto a "tenore" hanno infatti questi riferimenti: "Su bassu" ricorda il muggito dei bovini, "Sa contra" il belato degli ovini, "Sa mesu" il suono del vento, "Sa oche" la gioia e il dolore umano.

In questo concetto canoro è racchusa l'essenza di questa terra,arcaica,levigata nelle sue roccie da un vento carico dei colori della natura primordiale. Così sono nativi; granitici,come le pietre dei nuraghe ed enigmatici,consapevoli di racchiudere in sè una storia affascinante,ricca come i pizzi e le filigrane dei costumi popolari.

Il paesaggio è semplice,essenziale,macchiato solo dal giallo e dal rosso delle pietre vive; tale semplicità viene contraddetta dall'espressione dialettale articolata in spirali linguistiche,che consente di pronunciare anche una parola come "shrdn".

"Shrdn"questa parola veniva scolpita in una stele (ritrovata a Nora) 3000 anni fà e significa ...Sardegna. 

19/10/2008, 07:24

" Dame " Agatha Christie

" Agatha Christie è la donna, dopo Lucrezia Borgia, che ha vissuto più a lungo a contatto con il crimine..." così la descriveva Winston Churchill.

Ho grande ammirazione per questa donna, anzi "dame" (onoreficenza conferitole dalla Regina Elisabetta, equivalente al femminile di "sir") magnifica scrittrice, tanto da avere letto almeno tre volte tutti i suoi libri.

Nasce a Torquay , Inghilterra, nel 1890  e, come lei stessa descrive nella sua autobiografia, conduce una vita semplice, da perfetta gentildonna di campagna, come quelle descritte innumerevoli volte nei suoi libri, campagne tranquille, nebbiose, ma ...con il ma.... del delitto !!

Durante la prima guerra mondiale, Agatha lavora presso l' ospedale di Torquay, ed è lì che impara molto su veleni e medicinali,  cosa che le sarà molto utile quando, per scommessa con la sorella, deciderà di scrivere una detective-story .

Così nasce il suo primo romanzo, " Poirot a Styles Court " che ha infatti come ambientazione la prima guerra mondiale ; non era facile inventare un personaggio-detective senza cadere nella suggestione di un "Sherlock Holmes" o di "Arsenio Lupin" che già erano nati da autorevoli penne, il suo Hercule Poirot , doveva essere diverso, così come genialmente è accaduto.

Questa è la descrizione del personaggio che lei stessa ne fà : " ,,,,Poirot era un ometto dall' aspetto straordinario. Era alto meno di un metro e sessantacinque, aveva un portamento molto eretto e dignitoso. La testa era a forma di uovo,  costantemente inclinata da un lato, le labbra erano ornate da un paio di baffi rigidi, alla militare, il suo abbigliamento era inappuntabile...il suo metodo è immaginoso, il suo spirito d' osservazione eccezionale. Rifiuta la detection di tipo scientifico, si affida esclusivamente alle sue piccole cellule grigie ".

I suoi innumerevoli romanzi gialli hanno titoli che hanno fatto storia anche nel cinema e nel teatro : Assassinio sull' Orient Express ( cast stellare ) Assassinio sul Nilo, Trappola per topi (rappresentata ininterrottamente a Londra dal 1952 al 1954 ! ) Dieci piccoli indiani ; nei suoi libri, l'autrice sfida il lettore, una sfida sottile, fra un tè sorseggiato puntualmente alle 17, e le buone maniere di altri tempi, imbastisce storie, mai cruente, ma solo create per mettere in azione le celluline grigie del nostro cervello..... 

17/10/2008, 09:33

Radici Native

...é proprio vero che , le radici native si diramano nell ' intimo della persona e continuano nel corso degli anni ad imprigionare i pensieri.

Sono nata in Romagna , a Fusignano ,ma le mie vacanze , soprattutto quelle estive , sono felice di averle trascorse a S. Bernardino (un piccolo paese di circa 1000 persone) dove vivevano i miei nonni materni : " Spicchino" (i soprannomi sono d ' obbligo ancora oggi) e Filomena.

La loro casa era in una via , diciamo , centrale , aveva un grande cancello arancione e fiori e piante nel giardino , dove troneggiava un ' abete gigantesco.

L ' estate rappresentava ,per me che vivevo in città , (Livorno) la libertà che auguro di vivere ad ogni bambino , vissuta come la vivevamo noi in quelle strade di campagna ,assolate ,dove l ' afa non ci faceva paura...e , in groppa alle nostre immancabili biciclette , percorrevamo chilometri e chilometri.

Mam mano che crescevo , la nonna Filomena andava da un meccanico tuttofare ,"è Gagì" (il Rosso..dal colore della sua capigliatura) e cambiava la mia bicicletta ,ormai diventata piccola , con una più grande ,e mi ricordo l'eccitazione al pensiero della "nuova" bicicletta che avrei trovato al mio arrivo...soprattutto mi chiedevo " Chissà di che colore sarà stavolta ? "..in realta , nuove non erano ,si dava indietro quella vecchia e con poco se ne prendeva un' altra un pò più grande.

Quanti giochi inventati con nulla , in quei cortili...sento ancora l' odore della carne cucinata alla brace , all' aperto ,in quei cortili....le campagne erano bellissime , colorate dalla frutta matura , e molte volte , mente passeggiavo con mio padre , le voci dei contadini ci invitavano : "jusèf , vèn  a cojar un pò d ' frutta e a bèr un bichir d ' ven.." (Giuseppe , vieni a raccogliere un pò di frutta e a bere un bicchiere di vino)

Mi rendo conto che è impossibile scrivere di tutte le sensazioni che questo paese mi ha lasciato dentro ;sono migliaia di fotografie che passano nella mia mente...la Casa del Popolo dove sedevano , nei tavolini all ' aperto , uomini costantemente in cappello , e parlavano o leggevano il giornale .....il nonno che andava a prendere l' acqua alla fontana , in bicicletta , e ci saliva sopra con la spinta , mentre la nonna gli brontolava dietro qualcosa.....l' immagine di mio padre (napoletano) che tenta di parlare in dialetto romagnolo..e mia madre ci ride sopra....

13/10/2008, 12:46

Peggy Guggenheim...l'ultima "dogaressa"

Peggy Guggenheim in una foto di Man Ray.

Una donna che ha deciso di utilizzare il suo patrimonio economico..illimitato a servizio dell'Arte.Come dice Alfred H.Barr nella sua biografia:"...il mecenate non è semplicemente un collezionista che raccoglie opere d'arte per il proprio piacere,o un filantropo che aiuta gli artisti o fonda un museo pubblico,ma una persona che sente di avere una responsabilità verso l'arte e gli artisti e ha i mezzi e la volontà per agire in conformità a questo sentimento".

Nasce nel 1898 da una ricca famiglia ebrea di industriali americani,in giovane età entra in possesso di un'ingente patrimonio,infatti il padre muore nella leggendaria tragedia del Titanic,di carattere inquieto parte, come era di "moda"all'epoca alla volta dell'Europa. Londra,Parigi dove si sente da subito perfettamente integrata nella vita "bohémienne"condotta dagli artisti (per lei ..era una scelta).

Iniziò così a collezionare opere d'arte di autori a quel tempo assolutamente sconosciuti,e non solo quello,infatti divenne l'amica,l'amante la mogliedi moltissimi di loro:Max Ernst,Yves Tanguy,Samuel Beckett,Laurence Vail,Marcel Duchamp.....

Nel 1941 torna negli Stati Uniti,e con la sua collezione organizza una galleria d'arte,Art of this Century,che fù in breve tempo riconosciuta a livello internazionale.

Nel 1948 espone la sua collezione alla Biennale di Venezia ..ed è amore a prima vista,la città la conquista e decide che la sua vita doveva essere vissuta in quella città....Venezia ...navigando sul Canal Grande vede un palazzo,s'innamora,lo compra e ne fà la sua casa-museo aperta al pubblico tre giorni alla settimana.

Nella sua "casa,il Palazzo Venier dei Leoni,era esposta l'unica raccolta esauriente delle correnti d'avanguardia dall'inizio del secolo ,agli anni'40:comprendeva cubisti,astrattisti,dadaisti,surrealisti...tutto a disposizione dei visitatori,che dimenticavano a volte che quella era anche la sua abitazione,infatti spesso li trovava nella sua camera da letto.(che forse non doveva essere niente male...letto d'argento del famoso scultore e orafo Alexander Calder!!!!)

Peggy,regnò nei salotti veneziani come "l'ultima dogaressa" un'esempio di una vita che aveva tutte le prerogative per essere vissuta in una maniera effimera....invece.....

9/10/2008, 10:24

William Morris

Ho già nominato il Sig. William Morris in un mio precedente post Acanthus....chi era costui?

William Morris nasce in Inghilterra nel1834,è stato un'artista e scrittore,tra i principali fondatori del movimento britannico "Arts and Crafts";è considerato l'antesignano dei moderni designers. Dopo i suoi studi universitari rimase in contatto con gli amici dell'università,fondando la confraternita dei "preraffaelliti". Da questa dottrina estetica ,Morris abbracciò soprattutto il rifiuto dell'ingerenza industriale nella decorazione e nell'architettura,caldeggiando il ritorno dell'artigianato e del lavoro manuale per conferire agli artigiani il rango di artisti;cioè secondo la sua filosofia ,l'arte applicata e artigiana avrebbe dovuto godere della stessa dignità attribuita alla pittura e scultura. Da perfetto moderno "designer" creò con disegni meravigliosi ,pannelli,tappezzerie,wallpaper (carta da parati) ecc.il tutto sperimentando tecniche e procedimenti inusuali per l'epoca .Al Victoria and Albert Museum di Londra si possono ammirare i suoi capolavori.

 

4/10/2008, 09:51

Modigliani,Modì..Maudit.

 

Proprio lui: Amedeo Clemente Modigliani.  "aveva la testa di Antinoo e occhi dalle scintille d'oro.Non somigliava a nessuno al mondo,la sua voce mi è rimasta per sempre nella memoria,lo sapevo povero e non si capiva di che vivesse,come artista nemmeno un'ombra di riconoscimento" così scriveva di lui la poetessa russa Anna Achmatova.

Modigliani una stella splendente nell'universo dell'arte,senza maestri(?) senza discepoli . Icona rimasta intatta dalla forza della creatività,dall'incoscienza di una breve vita allo sbaraglio che solo la divorante passione per l'espressione dell'anima rende coerente.

L'ultimo romantico.

 

15/9/2008, 07:08

A.A.A.matrimonio...

Evento dell' anno 2008...ha dell' incredibileeeeeee:mia sorella si è sposata  ...e chi se ne importa,direte voi....a me importa eccome!!!! Il"misfatto "è avvenuto in Egitto il giorno 8 luglio.Jessica e Mohamed congratulazioni!!!!!!!! Cosa c'è scritto sulla torta nuziale? Soluzione: Alexandria 1429.....                                                                                                                                                                                                           

15/9/2008, 01:06

dedicato

Finalmente ci sono riuscita a crearmi questo piccolo spazio tutto mio ....come da ragazzine ..."caro diario oggi" e fra le pagine conservare le cose care,poesie ispiratissime ,fiori essiccati come ricordo....turbamenti dell' adolescenza.....no diciamo che non sarà proprio così.ma era tanto per rendere' l'idea.....Non solo ricamo perchè non solo di questo parlerò ma soprattutto..perchè questa è una passione che mi porta a fare le ore piccole.....il tempo è sempre poco per dedicarsi alle cose che piacciono.            Dedicato ...a chi? Alla mia mamma Rosa che mi ha insegnato tutto quello che sò in queste passioni creative ,un genio della materia...uncinetto,filet chiaccherino...taglio cucio e rammendo...Grazie mamma per i geni che mi hai trasmesso.