Cartoline

Quando arriviamo in una città sconosciuta, che sia essa straniera o non, quello che ci colpisce sono gli elementi più eclatanti: architettura, fontane, archi, lampioni, vetrine di negozi...e da questa sommaria visione formiamo il giudizio e la memoria della città o del luogo visitato.
Raramente però ci chiediamo il perchè, per esempio, una piazza o un monumento abbia quel nome e perchè sia diventata meta di pellegrinaggio turistico.
Il Colosseo, la Tour Eiffel, Buckingham Palace, Piazza S.Marco...risultano appiattite dalla loro stessa celebrità, diventano una sorta d'illustrazione bidimensionale; quindi, a pensarci bene, vederli o guardare una cartolina, non fa molta differenza.
Se invece riusciamo a dare un nome, una data, che collega quello che stiamo guardando in un contesto storico, non è un inutile nozionismo, anzi riesce a togliere la piattezza dell' immagine che abbiamo davanti e la trasforma in una cartolina tridimensionale.
E ancora di più; meglio sarebbe non fermarsi a un nome o a una data, e andare più in là, cogliere la dimensione nascosta delle cose, perchè guardare non basta, tutto è una somma di avvenimenti legati a quel luogo o a quella cosa.
Di tutta questa vita passata attraverso le nostre "cartoline" qualcosa di concreto resta: una scalfittura nel marmo, lo sfregio in un affresco, insomma per poter davvero "vedere" bisogna "sapere" ancor prima di guardare.
Dal libro "Cose trasparenti" di Vladimir Naborov:
"...quando ci concentriamo su un soggetto materiale, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione, può farci sprofondare involontariamente nella storia...cose trasparenti,attraverso le quali balena il passato."















