11/1/2009, 10:03

Nudo Rosso


Guardando la Venere di Milo, Modigliani sosteneva che:
"...le donne bellissime. dal bel corpo, che vengono scolpite e dipinte. sembrano sempre goffe quando sono vestite..."

Modigliani nel 1917 è alla sua prima mostra personale alla Galleria Berhe Weill ed è scandalo, i suoi straordinari "nudi" vengono ritirati: la polizia e il pubblico si sentono oltraggiati da questi dipinti sensuali.

Il nudo nell'arte soprattutto classica, è un concetto astratto, irreale e ideale, sempre lontano da implicazioni sessuali, nel caso di Modì invece questi corpi sdraiati in totale abbandono, sono commoventi nella loro castità e turbano per la loro spudoratezza.

La Donna diventa un'icona ieratica, distante e fulminante nei colori accesi della carne ,nelle morbide curve del corpo, dove il colore accarezza tutte le linee fino a trasformare il tutto in una dimensione tridimensionale.

Modigliani è come un mistico, adora la Donna e attraverso i suoi capolavori e la pennellata raffinatissima, riesce ad entrare in perfetta sintonia con il poliedrico mondo femminile, cogliendo momenti di totale abbandono non solo del corpo ma soprattuttto della mente.

Davanti agli occhi di un'uomo, ogni donna vorrebbe essere guardata con lo sguardo di Modigliani, mentre dipinge questo magnifico Nudo Rosso.
1/1/2009, 04:55

Le acque fangose del Mississipi

Negli anni 30' Il popolo nero del delta del Mississipi, vuole affrancarsi dalla situazione contadina delle piantagioni di cotone e decide di trasferirsi nella grande e industriosa
Chigago e insieme alle valigie, si porta dietro anche tutto il bagaglio culturale e soprattutto musicale

Sulle rive del Fiume, nei piccoli locali, la voce, la chitarra, l'armonica bastavano ...ora nella moderna Chicago ci vuole qualcosa di più: i locali sono enormi, rumorosi e allora il blues deve essere più ricco, più incisivo, incalzante e allora la trasformazione in blues elettrico.

Nel 1942 anche il grande Maddy Waters (Acque Fangose) si reca a Chicago, dove inizia a suonare e cantare in piccoli locali: slide guitar blues, Delta blues, Chicago blues, il nostro Maddy li suonò tutti, diventando così in 40 anni di carriera, uno dei più grandi buesman di tutti i tempi.

Le " Acque Fangose" del fiume Mississipi sono diventate la più grande ispirazione per tutta la musica deli anni 60' e punto di riverimento per storici gruppi e cantanti: Rolling Stones, Yardbirds, Eric Clapton...e ancora oggi scorre...

15/12/2008, 03:20

Virus natalizio


Dove svolgo le mie mansioni lavorative, ogni giorno, ma specialmente in questo periodo natalizio, si diffonde fra i clienti, un"virus"...sconosciuto.
I sintomi sono molteplici e a volte latenti, questi che vi elenchererò sommariamente, sono quelli più comuni.

Reparto Casa:
"Signorina(?)...avete mica quella pentola a pressione...la Sant'Agostina??"
"...senta...ma gli asciugamani a buo di vespa li avete??"   (nido d'ape)
"...mi serviva una tenda...sì, però non di orgasma perchè è troppo fine..."

Reparto Donna
"Sì..vorrei una gonna ..sà di quelle sgolate..."   (svasate)
"...è quì il reparto per la donna grassa??"

Reparto Profumeria
"...avete bagnoschiuma allo zoccolo?"   (sandalo)

Reparto Bambino   a me stessa medesima ieri...
"...senta vorrei degli slip per una bimba di 4 anni...ma non a perizoma ehhh"  (giustamente  ha fatto bene a specificare, perchè io ero già pronta a mostrarle anche un paio di autoreggenti, ill frustino, fetish toy...tutto per bimba di 4 anni...si capisce...

"...vorrei dei pippirindini per un bimbo di 3 mesi..."   (??? ahh come avrei voluto, per magia, vedere la mia stessa faccia in quel momento ...topico.....beh a fatica ho risolto questo rebus ....

"...una tutina natalizia per Lorenzo??" alla mia domanda sull'età del fantomatico Lorenzo ...tranquilla mi indica ...il cagnolino che teneva al guinzaglio....."...Sà oggi è anche il suo compleanno ..."  allora auguri Lorenzo!!!


Spero che questo realistico OT ...vi abbia fatto sorridere ...la mia preoccupazione è che non si sà quanto tempo sia l'incubazione del virus in questione ...se siete veramente amici , come io penso e spero, vi prego ..tenetemi sotto controllo!!!!

11/12/2008, 08:57

Una novizia a Roma


Seguiamo un carro ornato di fiori, si avvicina ad uno spiazzo dove sorge il Tempio di Vesta, fra le colonne s'intravede il bagliore del fuoco sacro; il carro si ferma, e scende una bambina di circa dieci anni, vestita con abiti cerimoniali...è una novizia vestale.

La massima autorità religiosa dell'Urbe (pontifex maximus) ha scelto la fanciulla, dopo un'accurata selezione fra le più importanti famiglie patrizie: la novizia entra in una sorta di monastero vicino al Tempio, sacrifica la sua chioma alla dea e inizia il suo percorso spirituale e religioso per diventare una vestale.

Diventare sacerdotessa vestale significava essere fra le sei donne più importanti e onorate di tutta Roma, infatti le vestali tutelavano il fuoco sacro della città, che mai doveva spegnersi, come simbolo dell'eternità dell'Urbe.
Oltre che dedicarsi al fuoco, la vestale aveva l'onore di confezionare la "mola salsa" una focaccia sacra, utilizzata nei riti religiosi, e distribuita in picccoli pezzi ai credenti come atto di purificazione, o utilizzata anche per cospargere gli animali destinati al sacrificio, infatti il termine "immolare" significa "ricoprire di mola salsa".

Il servizio sacerdotale della vestale durava 30 anni, i primi 10 anni erano dedicati alla formazione spirituale, altri 10 erano dedicati al culto, e gli ultimi 10 anni la vestale doveva istruire le novizie.
Terminato il trentennio, era libera e, se voleva, poteva anche sposarsi.

Le sei vestali godevano di privilegi che le rendevano uniche, per tutta la vita venivano mantenute da Roma, e persino le più alte cariche dello Stato cedevano loro il passo e facevano abbassare i fasci consolari al loro passaggio, inoltre erano gli unici cittadini che potevano testimoniare in tribunale, senza prestare giuramento.

Il loro stato di donne inviolabili poteva venire meno solo in due casi: lo spegnimento del fuoco sacro e le relazioni sessuali, poichè la vestale doveva mantenere la sua verginità per tutta la durata del sacerdozio.
Non poteva essere perdonata se trasgrediva a questi due obblighi, il suo destino era scritto ed era inesorabile; non potendo essere uccisa da mano umana, perchè sacra alla dea Vesta, veniva prima frustata, poi, vestita in abiti funebri, sepolta viva nel "campus sceleratum" e la sua memoria cancellata per sempre.
7/12/2008, 10:21

Il grande dittatore


Agli inizi degli anni '30, con queste parole, il grande Charlie Chaplin descrive il suo personaggio Charlot:
"All'inizio Charlot simboleggiava un gagà londinese finito sul lastrico: lo consideravo solo una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano la rivolta verso le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciano sempre..."

E' infatti un'addio, con l'avvento del sonoro nel cinema, era impossibile che il nostro Charlot potesse parlare, da sempre la voce non gli era necessaria.

Separandosi da Charlot, Chaplin inizia a girare il suo primo film completamente sonoro, Il Grande Dittatore, distribuito negli Stati uniti poco prima dell'entrata nella Seconda guerra Mondiale; un film come esempio di sfida satirica coraggiosa, un libero messaggio lanciato ad un personaggio folle, terrificante, un dittatore, Adolf Hitler.

Molti punti di contatto fra questi due grandi personaggi: quattro giorni li separavano anagraficamente e la notevole somiglianza fisica; quest'ultima prerogativa consentì all'attore d'imbastire una eccezionale figura di un grottesco dittatore.

Era risaputo, anche dallo stesso Charlie Chaplin, che Hitler era un suo grande ammiratore e non si perdeva mai la visione dei suoi meravigliosi film; quindi il suo messaggio cinematografico era una vera e propria provocazione.

In questa esilarante sequenza, Chaplin c'insegna a ridere dei dittatori,perchè solo in questo modo è possibile combatterli.



3/12/2008, 12:51

Lady Janis


La sua voce, appassionata e straziante, ruggine e miele, furore e tenerezza, malinconia blues e fuoco psichedelico...Janis Joplin, una sacerdotessa di un rock estremo, un'incantatrice...

Era il 4 ottobre 1970 quando viene trovata, senza vita, in un'albergo di Hollywood, aveva 27 anni.
Lady Janis era da sempre una ragazza problematica, la critica la definiva sgraziata e poco avvenente, e il suo complesso d'inferiorità a contatto con lo sfavillio del palco, si amplificò enormemente,trascinandola in una discesa autodistruttiva.

Bessie Smith fu la sua musa ispiratrice, anche se Janis elaborerà da subito il suo stile personale: uno stile ereditato, poi consegnato come uno scettro a cantanti quali Patty Smith, PJ Harvey, Annie Lennox, Skin.

Questa versione "acida" di Summertime di Gershwin, conferma una sua dichiarazione:
"...quando sono sul palco faccio l'amore con ventimila persone, poi torno a casa da sola..."



30/11/2008, 12:54

Il Grand Guignol


Sulle pendici di Montmartre, c'è una strada, rue Chaptal, e in fondo ad un vicolo cieco, si presenta una sala teatrale, ora usata come sala prove di varie compagnie.
Questo piccolo teatro fu invece dal 1896, un punto di riferimento del genere drammatico di tutta Europa, tanto da diventare un genere e anche un'aggettivo: il Grand Guignol.

Guignol era un popolare burattino francese del '700, protagonista di insolite trame violente; infatti gli spettacoli al Grand Guignol erano fondate su elementi fantastici, sul palco, spettri, urla, torture, uccisioni e grande uso di "emoglobina n°2" (tintura rosso vivo) che serviva a far sgorgare i fiumi di sangue e, tanto per rendere l'idea, Edgar Allan Poe era l'autore più acclamato.

Queste rappresentazioni, sicuramente eccessive, impressionavano moltissimo i numerosi  spettatori e provocavano, attraverso crudeltà e disavventure, un'inquietudine, perchè in realtà è proprio questo sentimento il "leit-motiv" di quella che, forse erroneamente, chiamiamo Bella Epoche.

Il termine Grand Guignol è tutt'ora in uso e stà ad indicare tutto quello che, in arte e in letteratura, appare orrido, assurdo, comunque eccessivo: Tarantino è una moderna applicazione di questo termine, infatti usando fino all'esasperazione la violenza, il sangue, arriva a provocare un'inaspettata comicità, senza cadere mai nella banalità.

Quali furono i motivi che fecero chiudere i battenti a questo teatro?
Soprattutto la prima guerra mondiale, perchè fu la più "vera" rappresentazione del Grand Guignol e di fronte alle carneficine vere, l'emoglobina n°2 non spaventava più nessuno.

26/11/2008, 05:45

Il dono di Venere


La cultura moderna pensa che il mondo degli antichi romani fosse una società libertina, dedita ad orge sessuali, oltre che di cibo e vino...nulla di più sbagliato!
Tutti gli studiosi sono d'accordo nell'asserire che di tutto ciò non vi è traccia; la sessualità per il popolo romano era un fatto privatissimo, nonostante la diffusa esposizione della nudità e "l'ubiquità del fallo".

Ogni forma di sessualità era un dono di Venere, e allora era obbligatorio e giusto goderne, semplicemente, come tutte le altre piacevolezze della vita; ai loro occhi, la nostra sessualità, complicata, carica di sovrastrutture mentali e di ruoli, la nostra testa piena di "cartelli di divieto" apparirebbero assurde.
Per confermare tutto ciò, nella lingua latina non esistono termini che possano ricondurre all'omosessualità, la parola non esiste, e questo è indicativo della mancanza di pregiudizi.

Per quanto riguarda il sesso "fast food" i romani avevano risolto, nella loro modalità. questo "problema"considerando il successo e l'intensa attività dei "lupanari", o le trafficatissime vie del Circo Massimo, e non è una novità anche ai giorni nostri.

Come esistevano le prostitute, così c'erano i prostituti, i quali si differenziavano dalle colleghe per il fatto che di essere "liberi professionisti" quindi pagavano regolarmente le tasse e spesso s'iscrivevano "all'albo" cioè un registro dove si segnalavano dimensioni, prestazioni particolari, peculiarità varie: tutto questo a disposizione di donne o uomini, secondo il caso.

23/11/2008, 06:01

Discesa Andriyvska



La discesa Andriyvska è una delle vie più popolari di Kiev.
Questa strada tortuosa scende tra due monti (Zamkova e Uzdykhalnitsa,,,lo sò...è impronunciabile!!) e veniva usata come collegamento fra due quartieri: Gora e Podol.

La discesa è famosa per le numerose gallerie d'arte, caffè raffinati, botteghe di souvenirs e accoglienti ristoranti; l'artigianato è "vero", non fabbricato in serie, proprio quì ho comprato una "balalaika" antica, stupenda...ricordando le straordinarie scene del film "Il dottor Zivago".

All'improvviso ci appare dinanzi la chiesa Andrevskaya, e si resta immobili, immagine è da fiaba, colori sgargianti, stucchi dorati...insomma si stenta a credere che sia vera; il progetto di questa architettura barocca è del geniale Bartolomeo Rastrelli, un'italiano a Kiev nel '700? Pare proprio di sì!

Entriamo e con sorpresa ci invitiamo alla celebrazione di un matrimonio ortodosso: la sposa in costume tipico ucraino, diadema di fiori coloratissimi in testa (vinok) e scialle sulle spalle, entrambe gli sposi tengono fra le mani delle magnifiche icone sacre .
Mi sono stupita per l'estrema semplicità di questa cerimonia, ripensando al can-can che in Italia predede e segue al matrimonio.

Scendiamo ancora, si respira un'aria parigina, un pò bohemiènne, tutti gli alberghi lungo la discesa, inizio secolo, erano case di tolleranza, attualmente adattate in hotels veramente incantevoli.

Andiamo ancora più in basso nella nostra discesa verso il fiume Dnepr, e al numero 13, Svieta mi indica quella che fù la residenza dal 1909 al 1919, del grande scrittore Mikhail Bulgakov, autore di "Il Maestro e margherita" e "La Guardia bianca".

(continua)
21/11/2008, 09:24

Modigliani: ma chi...quello dei colli lunghi?


Ritratto di Paul Guillaume

In certi quadri l'allungamento può sembrare una forzatura, una ricerca di eleganza, ma la longineità è un sigillo di Modigliani ed è l'essenza stessa di tutta la sua opera.
Tutto si allunga,si assottiglia; i volti, il collo, le pareti delle stanze, i rari paesaggi.

E' la tendenza al'elevazione, trasformata nella semplice esilità dello spirito, Modì sente vicino e ama gli esseri che percepiscono il bene e il male, e potendo, solo loro vorrebbe ritrarre.
Anche la stessa modalità tecnica dell'esecuzione di un dipinto ci richiama a questo: affrontava la tela dal basso, procedeva dalle radici dell'essere umano che aveva di fronte a sè, per arrivare al volto, semplice,malinconico, distaccato, doloroso, puro, umano, quasi sempre intoccabile anche dallo stesso artista.

Modigliani, quasi non si sente degno di poter dipingere gli occhi, non vuole entrare in un mondo così privato, intimo e allora traccia delle fessure, delle mandorle allungate, nere, colorate, oblique come lo sguardo delle Madonne trecentesche

Rare volte, come nel ritratto di Paul Guillaume, dipinge gli occhi, di cui uno chiuso in una sorta di reticolato ed è l' artista che risponde al perchè: l'occhio "reticolato" è l' occhio "interiore" il personaggio pittorico era dotato di particolare sensibilità, che gli faceva guardare il mondo con l'occhio esterno e in egual misura con l'occhio "sensibile" per questo il pittore lo chiude dietro una barriera.

Infatti Modigliani s'interessa di valori assoluti, la mediocrità non gli interessa, ama, studia gli esseri umani che sentono l'interiorità e il bene e il male in autonomia,
Il così detto "bourgeois bienpensant" è un fenomeno che non lo riguarda; sacrifica la forma esteriore, di "maniera" puramente estetica, pur di riuscire a concretizzare un'intimo stato d'animo.