Dei molti domani

Settembre è una diaspora di suoni, un rotolare verso la chiusa roboante della “erre”, un dolce pendio verso la fine di una stagione estenuante e un poco dimessa. Una stagione turistica da saldi, sconti e mancati arrivi, qualche rimpianto per le occasioni perse, qualche orizzonte inesplorato e molti angoli bui seminati in giro per la coscienza.

E’ questo che mastico mentre, seduto in terrazza, osservo il mesto sciamare di coppie stagionate e ultimi bambloni biascicanti da improbabili motorette a 4 ruote cromate. Dio ma questa amarezza da dove arriva? Dai 40 anni che volteggiano come avvoltoi nell’autunno e mi attendono dinanzi alla carogna della mia gioventù? O forse è la consapevolezza che tutto nasce con in seno una fine?

“Tutto ciò che ha nome vita ha in opera la morte”

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