
Ciao a tutti.
Vogliate perdonare la mia lunga assenza su questo blog ma è stato un periodo veramente infernale soprattutto dovuto alle corse fatte per concludere il prima possibile il fumetto che verrà dato ai passeggeri de “il Treno della Memoria” , iniziativa della quale ho già accennato.
Come volevasi dimostrare, appena ho potuto rilassarmi un attimo, sono stato preda di raffreddori e influenze. Sono guarito solo ora che devo tornare al lavoro a tempo pieno.
Comunque BUON ANNO a TUTTI!
Ormai però siamo al sei di gennaio e per farmi perdonare i mancati articoli sul Natale e sul Capodanno (approfondimenti rimandati al dicembre del 2010), ho pensato di offrirvi due righe sulla vera storia dell’Epifania, per mantenere fede al soprannome di “Piero Angela (o Roberto Giacobbo) dei blog” che già alcuni di voi mi hanno rifilato.
È banale dire che la Befana sia legata al solstizio d’Inverno come il Natale, vero?
…
Mi spiace non avere parlato del Natale.
Avrei voluto accennare a come il compleanno di Cristo (originariamente tra marzo e aprile) si sia ben adattato a un periodo che vedeva festeggiare la fine della notte più lunga.
Perché il timore che il buio durasse per sempre veniva festeggiato con la rinascita della luce, ovvero l’alba, del giorno successivo.
Quindi l’Hanukkah è La Festa delle Luci (anche se ufficialmente dedicata al Tempio di Gerusalemme, non è un caso che abbia preso anche questo nome).
E Cristo, che è una rappresentazione iconografica del sole “apollineo” e “mitriatico”, “nasce” dopo il solstizio, guarda caso, “portando la speranza”.
…
Che c’entra la Befana?
Nel mito cristiano, l’Epifania è la festa della MANIFESTAZIONE di Cristo.
Quando i tre Re Magi portarono i doni al potere manifesto del Signore.
(Oro, Incenso e Mirra… che, alla faccia della Wind – quanto odio quella pubblicità che si fa vanto di ignoranza… - è una resina aromatica che viene/veniva usata per fare unguenti e oli aromatici… i tre doni sono simbolo dell’origine greca della leggenda di Cristo, dato che sono simboli della nobiltà greca e bizantina, ma questa è un’altra storia).
La tradizione cristiana vuole che si facciano doni ai bambini come i Magi li fecero al Cristo.
Che c’entra la Befana?
Se Epifania (epifaneia) significa rivelazione e manifestazione, Befana è una deformazione di quella parola… ma chi è la signora che porta questo nome?
Secondo la tradizione, poco conosciuta ma documentata, della cristianità, quando i Magi partirono per il loro viaggio, chiesero a una donna di accompagnarli.
La donna si attardò (o si rifiutò, a seconda delle fonti) per fare le pulizie in casa e i tre partirono senza di lei.
Così la donna che non poté assistere alla “manifestazione” del Bambino Gesù gira ancora oggi tutte le notti, in ritardo di dodici giorni, in cerca di bambini buoni.
Con una scopa che rappresenta le pulizie che ha voluto terminare.
“…mah… tutto qui?” - diranno i miei venticinque lettori.
Al di là di quanto questa “storia” sottolinei la misoginia della Chiesa Cattolica (le suffragette hanno fatto di tutto per far dimenticare questa versione), ovviamente c’è qualcosa di più.
Ovvero: perché i Re Magi avrebbero dovuto chiedere a questa signora anziana di accompagnarli?
Chi era questa signora?
La tradizione non lo racconta (o, almeno, io non ho trovato mai spiegazione).
Era “una vecchia”... una “che puliva”… “una”…
Tra l’altro, me li vedo i Re Magi che mentre legano i loro bagagli sui portapacchi dei cammelli chiedono alla signora delle pulizie: “Senta, non è che vorrebbe venire con noi? Cioè, sta per nascere il salvatore…”
“No, no, non c’ho tempo, qui fate un casino ogni volta… di solito è per il solstizio d’inverno, quest’anno, che me la potevo sgamare, avete fatto la festa per la partenza!… poi di Salvatore c’è già mio cuggino, ‘ché nessuno gli ha portato un fico secco quando è nato, manco le ferie per andare a trovare la su’ a mamma mi avete dato… … brut negher….”
Per capire un po’ meglio la cosa però vi devo raccontare di una tradizione nord europea, dove la dodicesima notte dopo il solstizio i bambini vanno in giro per le strade a fare rumore e fare esplodere i botti (un tempo far schioccare le fruste) per scacciare gli spiriti maligni dal paese.
Ma non basta, sulle montagne bavaresi, ancora oggi, c’è la tradizione di far entrare in casa tre donne vestite da vecchie che con scope e rastrelli puliscono il terreno e mandano via gli spiriti maligni.
Ci stiamo avvicinando?
Vediamo altro, però.
A Bisanzio e nell’Egitto Greco, già secoli prima, festeggiavano il solstizio d’inverno e le calende del mese.
Al solstizio c’era la notte più lunga e poi, a fine mese, si concludeva un ciclo e si tirava un sospiro di sollievo.
Nel nord, al solstizio d’inverno, il lupo Fenrir ingoia il sole (nel Ragnarok ucciderà lo stesso Odino e il Ragnarok non era un Armageddon, ma un ciclo che si ripeteva) ma la mattina dopo, nella rinascita degli dei Balder (il sole) risorge a nuova gloria (inoltre Balder nel Ragnarok viene ucciso da un dio cieco, quindi simbolo del “non vedere” perché manca la luce del sole… ecc.).
Durante il solstizio d’inverno gli spiriti sono liberi di vagare per la terra e il buio li alimenta.
Cicli…
Dopo dodici giorni… cioè la rappresentazione iconografica di un anno solare… (non per nulla dodici apostoli, dodici cavalieri della tavola rotonda, dodici divinità greche principali, ecc.) gli spiriti possono essere cacciati via.
Tiriamo le somme.
Anticamente, durante quello che probabilmente era un mondo incentrato sul matriarcato, vi era la rappresentazione dei cicli della vita attraverso una trinità femminile vista come
VERGINE
MADRE
MORTE
La giovane donna, nel pieno della vita, è l’inizio, la nascita.
La donna matura, che dà la vita, è apoteosi della vita stessa.
La donna anziana, al tramonto della sua esistenza, sia avvia verso la morte.
- Trinità che origina, abbastanza direttamente, dalle fasi lunari: luna crescente (vergine), luna piena (incinta), luna calante (morente).
Erano i cicli che governavano il mondo rurale e contadino.
La Luna era la dominatrice.
In quell’epoca c’era sicuramente una figura femminile anziana che giungeva nel periodo del solstizio invernale come simbolo della morte e, citando Neil Gaiman, rigovernava con la sua scopa, metteva le sedie sui tavoli e chiudeva tutto in attesa della riapertura del giorno dopo.
All’epoca il periodo del solstizio probabilmente si legava alle lunazioni.
Si avevano giorni di festeggiamenti che è facile che andassero dalla luna nuova a quella piena e che incrociassero la notte più lunga (probabilmente i solstizi con luna piena erano benedetti e quelli con luna nuova presagivano anni pesanti o qualcosa di simile).
Era la conclusione del ciclo, con le stagioni pronte a “ripartire”.
Poi il maschio cacciatore prende il sopravvento e diventano più importanti i cicli solari.
- Faccio notare che il calendario solare vede dodici mesi come quello lunare, quindi il numero dodici ha un’importanza simbolica in tutte e due le tradizioni, matriarcale e patriarcale.
Il periodo delle dodici notti dopo il solstizio rimane però periodo di potere femminile, tanto che in quelle si scatenano “gli spiriti della notte” (potere della Luna), poi diventati “spiriti maligni”.
Il patriarcato lascia “lievitare” il concetto di donna che viene non a chiudere il ciclo ma semplicemente a scacciare tali spiriti.
E, intanto, arriva il cristianesimo.
In una tradizione fortemente misogina come quella cristiana s’impone una maggiore sottomissione della femmina e si sovrappongono alle tre guardiane del fato - che pure hanno mantenuto importanza sia tra i greci e latini (le Moire, le Parche) che tra i norreni (le Norne) - la trinità maschile del Padre, Figlio e Spirito Santo (guarda caso, una vergine: il Figlio, una madre: il Padre e una morte: lo Spirito…) e anche una più debole rappresentazione iconica: i tre Re Magi
Quando viene istituito il Natale, i bizantini lo segnalano inizialmente al 6 di gennaio (guarda caso quando l’antica tradizione vede la cacciata degli spiriti portati dalla notte più lunga… infatti la definizione d’uso, ancora anni dopo lo spostamento al Natale “canonico”, fu che il 6 di gennaio Cristo non sarebbe nato ma battezzato e quindi ripulito dei peccati, cosa che richiama fortemente la “cacciata degli spiriti maligni”).
Però la tradizione del solstizio era troppo potente e il sole/Cristo lo si doveva far nascere in quel periodo per la sovrapposizione tipica cristiana che invece che annullare festività troppo radicate le rinominava.
- In ogni caso è importante notare come lo slittamento dei giorni tra calendario Giuliano e Gregoriano abbia creato non poca confusione tra le tradizioni, tra 6 i gennaio e 25 di dicembre invece che 21.
Insomma, si sono verificate diverse confusioni tra solstizio/natale ed epifaneia.
Comunque, il Natale divenne quello che conosciamo mentre il suo battesimo probabilmente non attecchiva degnamente, o non ovunque.
Troppi avevano ancora in mente il potere della Luna, il potere della notte, degli spiriti pagani che s’insinuavano.
Si tentò allora di instaurare una festa più forte, soppiantando la trinità femminile con quella maschile dei Re Magi, ma ancora la donna faceva capolino, con la sua pulizia di fine anno, la sua scopa… con la sua veneranda età.
…
Nasce così la Befana che conosciamo, ultimo residuo di un mondo Matriarcale che i maschi hanno cercato di eliminare anche con la beffa… ma rimane forte la sensazione che nulla sia finito finché non arriva la vecchia signora a pulire, a controllare che stiano dormendo tutti serenamente e a chiudersi la porta alle spalle, in attesa che domani comincino un nuovo giorno e un nuovo anno.
Quindi, buona befana a tutti e felice anno nuovo!






Grazie mille a 