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Wednesday, January 6, 2010
Portiamo via tutte le feste
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Ciao a tutti.
Vogliate perdonare la mia lunga assenza su questo blog ma è stato un periodo veramente infernale soprattutto dovuto alle corse fatte per concludere il prima possibile il fumetto che verrà dato ai passeggeri de “il Treno della Memoria” , iniziativa della quale ho già accennato.

Come volevasi dimostrare, appena ho potuto rilassarmi un attimo, sono stato preda di raffreddori e influenze. Sono guarito solo ora che devo tornare al lavoro a tempo pieno.
Comunque BUON ANNO a TUTTI!

Ormai però siamo al sei di gennaio e per farmi perdonare i mancati articoli sul Natale e sul Capodanno (approfondimenti rimandati al dicembre del 2010), ho pensato di offrirvi due righe sulla vera storia dell’Epifania, per mantenere fede al soprannome di “Piero Angela (o Roberto Giacobbo) dei blog” che già alcuni di voi mi hanno rifilato.


È banale dire che la Befana sia legata al solstizio d’Inverno come il Natale, vero?

Mi spiace non avere parlato del Natale.
Avrei voluto accennare a come il compleanno di Cristo (originariamente tra marzo e aprile) si sia ben adattato a un periodo che vedeva festeggiare la fine della notte più lunga.
Perché il timore che il buio durasse per sempre veniva festeggiato con la rinascita della luce, ovvero l’alba, del giorno successivo.
Quindi l’Hanukkah è La Festa delle Luci (anche se ufficialmente dedicata al Tempio di Gerusalemme, non è un caso che abbia preso anche questo nome).
E Cristo, che è una rappresentazione iconografica del sole “apollineo” e “mitriatico”, “nasce” dopo il solstizio, guarda caso, “portando la speranza”.

Che c’entra la Befana?

Nel mito cristiano, l’Epifania è la festa della MANIFESTAZIONE di Cristo.
Quando i tre Re Magi portarono i doni al potere manifesto del Signore.
(Oro, Incenso e Mirra… che, alla faccia della Wind – quanto odio quella pubblicità che si fa vanto di ignoranza… - è una resina aromatica che viene/veniva usata per fare unguenti e oli aromatici… i tre doni sono simbolo dell’origine greca della leggenda di Cristo, dato che sono simboli della nobiltà greca e bizantina, ma questa è un’altra storia).
La tradizione cristiana vuole che si facciano doni ai bambini come i Magi li fecero al Cristo.

Che c’entra la Befana?
Se Epifania (epifaneia) significa rivelazione e manifestazione, Befana è una deformazione di quella parola… ma chi è la signora che porta questo nome?

Secondo la tradizione, poco conosciuta ma documentata, della cristianità, quando i Magi partirono per il loro viaggio, chiesero a una donna di accompagnarli.
La donna si attardò (o si rifiutò, a seconda delle fonti) per fare le pulizie in casa e i tre partirono senza di lei.
Così la donna che non poté assistere alla “manifestazione” del Bambino Gesù gira ancora oggi tutte le notti, in ritardo di dodici giorni, in cerca di bambini buoni.
Con una scopa che rappresenta le pulizie che ha voluto terminare.

“…mah… tutto qui?” - diranno i miei venticinque lettori.
Al di là di quanto questa “storia” sottolinei la misoginia della Chiesa Cattolica (le suffragette hanno fatto di tutto per far dimenticare questa versione), ovviamente c’è qualcosa di più.

Ovvero: perché i Re Magi avrebbero dovuto chiedere a questa signora anziana di accompagnarli?
Chi era questa signora?
La tradizione non lo racconta (o, almeno, io non ho trovato mai spiegazione).
Era “una vecchia”... una “che puliva”… “una”…
Tra l’altro, me li vedo i Re Magi che mentre legano i loro bagagli sui portapacchi dei cammelli chiedono alla signora delle pulizie: “Senta, non è che vorrebbe venire con noi? Cioè, sta per nascere il salvatore…”
“No, no, non c’ho tempo, qui fate un casino ogni volta… di solito è per il solstizio d’inverno, quest’anno, che me la potevo sgamare, avete fatto la festa per la partenza!… poi di Salvatore c’è già mio cuggino, ‘ché nessuno gli ha portato un fico secco quando è nato, manco le ferie per andare a trovare la su’ a mamma mi avete dato… … brut negher….”

Per capire un po’ meglio la cosa però vi devo raccontare di una tradizione nord europea, dove la dodicesima notte dopo il solstizio i bambini vanno in giro per le strade a fare rumore e fare esplodere i botti (un tempo far schioccare le fruste) per scacciare gli spiriti maligni dal paese.
Ma non basta, sulle montagne bavaresi, ancora oggi,  c’è la tradizione di far entrare in casa tre donne vestite da vecchie che con scope e rastrelli puliscono il terreno e mandano via gli spiriti maligni.

Ci stiamo avvicinando?
Vediamo altro, però.

A Bisanzio e nell’Egitto Greco, già secoli prima, festeggiavano il solstizio d’inverno e le calende del mese.
Al solstizio c’era la notte più lunga e poi, a fine mese, si concludeva un ciclo e si tirava un sospiro di sollievo.
Nel nord, al solstizio d’inverno, il lupo Fenrir ingoia il sole (nel Ragnarok ucciderà lo stesso Odino e il Ragnarok non era un Armageddon, ma un ciclo che si ripeteva) ma la mattina dopo, nella rinascita degli dei Balder (il sole) risorge a nuova gloria (inoltre Balder nel Ragnarok viene ucciso da un dio cieco, quindi simbolo del “non vedere” perché manca la luce del sole… ecc.).

Durante il solstizio d’inverno gli spiriti sono liberi di vagare per la terra e il buio li alimenta.
Cicli…
Dopo dodici giorni… cioè la rappresentazione iconografica di un anno solare… (non per nulla dodici apostoli, dodici cavalieri della tavola rotonda, dodici divinità greche principali, ecc.) gli spiriti possono essere cacciati via.

Tiriamo le somme.

Anticamente, durante quello che probabilmente era un mondo incentrato sul matriarcato, vi era la rappresentazione dei cicli della vita attraverso una trinità femminile vista come
VERGINE
MADRE
MORTE

La giovane donna, nel pieno della vita, è l’inizio, la nascita.
La donna matura, che dà la vita, è apoteosi della vita stessa.
La donna anziana, al tramonto della sua esistenza, sia avvia verso la morte.

- Trinità che origina, abbastanza direttamente, dalle fasi lunari: luna crescente (vergine), luna piena (incinta), luna calante (morente).

Erano i cicli che governavano il mondo rurale e contadino.
La Luna era la dominatrice.
In quell’epoca c’era sicuramente una figura femminile anziana che giungeva nel periodo del solstizio invernale come simbolo della morte e, citando Neil Gaiman, rigovernava con la sua scopa, metteva le sedie sui tavoli e chiudeva tutto in attesa della riapertura del giorno dopo.
All’epoca il periodo del solstizio probabilmente si legava alle lunazioni.
Si avevano giorni di festeggiamenti che è facile che andassero dalla luna nuova a quella piena e che incrociassero la notte più lunga (probabilmente i solstizi con luna piena erano benedetti e quelli con luna nuova presagivano anni pesanti o qualcosa di simile).
Era la conclusione del ciclo, con le stagioni pronte a “ripartire”.

Poi il maschio cacciatore prende il sopravvento e diventano più importanti i cicli solari.

- Faccio notare che il calendario solare vede dodici mesi come quello lunare, quindi il numero dodici ha un’importanza simbolica in tutte e due le tradizioni, matriarcale e patriarcale.

Il periodo delle dodici notti dopo il solstizio rimane però periodo di potere femminile, tanto che in quelle si scatenano “gli spiriti della notte” (potere della Luna), poi diventati “spiriti maligni”.
Il patriarcato lascia “lievitare” il concetto di donna che viene non a chiudere il ciclo ma semplicemente a scacciare tali spiriti.
E, intanto, arriva il cristianesimo.
In una tradizione fortemente misogina come quella cristiana s’impone una maggiore sottomissione della femmina e si sovrappongono alle tre guardiane del fato - che pure hanno mantenuto importanza sia tra i greci e latini (le Moire, le Parche) che tra i norreni (le Norne) - la trinità maschile del Padre, Figlio e Spirito Santo (guarda caso, una vergine: il Figlio, una madre: il Padre e una morte: lo Spirito…) e anche una più debole rappresentazione iconica: i tre Re Magi
Quando viene istituito il Natale, i bizantini lo segnalano inizialmente al 6 di gennaio (guarda caso quando l’antica tradizione vede la cacciata degli spiriti portati dalla notte più lunga… infatti  la definizione d’uso, ancora anni dopo lo spostamento al Natale “canonico”, fu che il 6 di gennaio Cristo non sarebbe nato ma battezzato e quindi ripulito dei peccati, cosa che richiama fortemente la “cacciata degli spiriti maligni”).
Però la tradizione del solstizio era troppo potente e il sole/Cristo lo si doveva far nascere in quel periodo per  la sovrapposizione tipica cristiana che invece che annullare festività troppo radicate le rinominava.

- In ogni caso è importante notare come lo slittamento dei giorni tra calendario Giuliano e Gregoriano abbia creato non poca confusione tra le tradizioni, tra 6 i gennaio e 25 di dicembre invece che 21.
Insomma, si sono verificate diverse confusioni tra solstizio/natale ed epifaneia.

Comunque, il Natale divenne quello che conosciamo mentre il suo battesimo probabilmente non attecchiva degnamente, o non ovunque.
Troppi avevano ancora in mente il potere della Luna, il potere della notte, degli spiriti pagani che s’insinuavano.
Si tentò allora di instaurare una festa più forte, soppiantando la trinità femminile con quella maschile dei Re Magi, ma ancora la donna faceva capolino, con la sua pulizia di fine anno, la sua scopa… con la sua veneranda età.

Nasce così la Befana che conosciamo, ultimo residuo di un mondo Matriarcale che i maschi hanno cercato di eliminare anche con la beffa… ma rimane forte la sensazione che nulla sia finito finché non arriva la vecchia signora a pulire, a controllare che stiano dormendo tutti serenamente e a chiudersi la porta alle spalle, in attesa che domani comincino un nuovo giorno e un nuovo anno.

Quindi, buona befana a tutti e felice anno nuovo!

Monday, December 14, 2009
Pesta il nonno
Daglie al vecchio

Ok, io non mi voglio occupare di politica su questo blog, lo faccio per conto mio nelle scelte di tutti i giorni e nella cabina elettorale.
Specificato questo voglio solo dire che sto leggendo delle cose assurde su ciò che è capitato a Berlusconi.

Per me si tratta solo di qualcuno che ha colpito in faccia un uomo di 73 anni.
Ora, non mi sembra intelligente esultare.

Non mi importa nulla dei motivi, che sia pazzo o no (ma la questione pazzo mi sa tanto di "Non siamo stati noi!")... l'unica cosa che dico a chi esulta è che se si vuole fare la rivoluzione ci sono ben altri modi.
Che cazzo nemmeno Robespierre quando si era rincoglionito!

Tutto qui.
Adesso, a proposito di vecchi di rincoglioniti e di rivoluzioni, rivediamo questo pezzo geniale:

Sunday, December 13, 2009
Impariamo l'italiano prima di diventare Itagliani, che quello che diciamo DEVE avere un senso!
STOP
Di nuovo a scrivere senza avere il tempo di farlo.
Sta diventando un "tormentone".
Eppure è quasi piacevole.
Sarà che, in fondo, sono uno scrittore nell'animo... mi piace pensarla così, nonostante, ultimamente, io campi soprattutto grazie alla grafica.

Tanto scrittore da "ululare" di fronte al massacro della lingiua italiana che si perpetua giornalmente su radio e televisioni italiane.
L'ultima di una lunga serie di oscenità l'ho sentita nel testo di una pubblicità della Chicco.
Nel suddetto spot si chiede ai bambini di portare, nei negozi Chicco, una decorazione per un grande albero di Natale per poter vincere un album da colorare.
La cosa che rasenta l'allucinate è la frase "di spiegazione" che recita così: "[...] a Natale porta un decoro del tuo bambino e potrai...". Un DECORO? UN DECORO!!!!!?!?!!?
Ma che cosa si sono fumati gli scrittori dello spot?
In Italiano c'è una bella differenza tra DECORAZIONE:

decorazióne    [dekora'tsjone]
s.f.
1 sf
atto effetto del decorare; ciò che serve per decorare
2 sf
onorificenza conferita come riconoscimento di meriti militari o civili

e DECORO:

decòro    [de'kɔro]
s.m.
1 sm
dignità nell'aspetto, nei modi, conveniente a ciascuno secondo il suo stato
2 sm
il sentimento della propria dignità
3 sm
[in senso figurato] [detto di persona] onore, lustro
4 sm
prima persona presente del verbo decorare

In pratica mi piacerebbe arrivare in un negozio della Chicco con un bambino e dire che l'ho portato con la sua dignità e vedere la reazione dell'impiegato.

C'è inoltre una mancanza di fantasia, ultimamente, che mi sta sconvolgendo.
Sempre alla radio c'è la pubblicità di Babbo Natale che si lamenta con il negozio tale che loro fanno prezzi migliori dei suoi.
La pubblictà della signora che dice al figlio di scrivere la letterina al negozio tal'altro invece che a Babbo Natale.
Uno spot nel quale Babbo Natale si lamenta dall'analista che il negozio tizio gli fa concorrenza sleale...
E altre quattro o cinque sullo stesso livello.

Cos'è? è Natale e quindi ci siamo impegnati la creatività per permetterci di comprare i regali alla suocera?
Tutto ciò è molto triste.

La pubblicità sta crollando sotto il suo stesso peso.
Ormai non sappiamo più cosa raccontare.
Ci stiamo dimenticando che uno spot deve veicolare un messaggio e che in quanto tale ciò che racconta è spesso più importante di ciò che dice.
Vi ricordate la chiacchierata sul cannibalismo insito nella pubblictà degli Amici del Mulino? Ne analizzo un'altra che mi fa letteralmente impazzire:



Per chi non avesse voglia di vedersi il filmato, specifico che mi riferisco alla pubblicità dell'Opel Agila.
Lei rimane senza vestiti chiusa fuori da casa, vede l'Agila posteggiata davanti al portone. Entra nella macchina e guida fino in ufficio raccattando abiti in giro per la città.
Aldilà dell'idiozia di trovare scarpe nuove gettate via, o di non pensare di andare, chessò, a casa dei genitori o di amici per recuperare una copia delle chiavi del proprio alloggio, il messaggio ufficiale che ti dà questa pubblicità è il seguente:

Sei nuda/o per la strada, non puoi entrare in casa ma puoi benissimo aprire una qualunque Opel Agila, metterla in moto e portarla via.

riassumendo.
OPEL AGILA l'auto più facile da rubare al mondo!

Chi è il cretino che mette la firma e permette la messa in onda di una pubblicità simile?
intendiamoci, uno o più idioti l'hanno ideata ma su una persona ricade la colpa di averla approvata!
Il messaggio nessuno lo legge più.

È una pubblicità divertente? oppure è solo controproducente?
Perché nessuno se lo chiede?
Non esiste più il professionista addetto ai controlli di un prodotto.
Infatti non esiste più la figura del correttore di bozze, basta leggere qualunque libro pubblicato negli ultimi dieci/quindici anni per rendersi conto che di lavorare alla ca##o non importa più a nessuno.

E dico questo mentre mi prendo qualche minuto di pausa tra un impegno e l'altro.
Torno a sistemare volumi, a correggere compiti e a finire sceneggiature.
Wednesday, December 2, 2009
cogliere l'attimo
Attim
La foto d'apertura è di qualche giorno fa, scattata da Tiziano (il figlo della mia bellissima compagna) e ritrae la fetentilla Sekhmet e la cara Mara (Aghem) in un momento "creativo".
Una di quelle foto venute per caso che, a farlo apposta, nessuno riuscirà mai più a scattare.
Perciò perdonate la sfocatura.

Rappresenta bene il concetto.
Cogliere l'attimo.
Quello che sto cogliendo adesso per non far morire il mio blog.
Ma è un periodaccio... ok, chi mi conosce me lo sente ripetere sempre... ma questa volta lo è di più.
Più periodaccio, più ripetere e più sempre. Tutt'assieme.
Intanto ho finito la sceneggiatura per il fumetto che verrà dato a passeggeri de "Il Treno della Memoria".
Un lavorone che darà delle soddisfazioni.
I ragazzi della scuola lo stanno già realizzando e tante sono le cose belle che verranno fuori da ciò.
Preparatevi, ne varrà la pena.

Un mio amico intanto mi darà per disperso perché mi sta spedendo tutte le tavole di una storia che gli ho scritto mesi fa e io nemmeno gli rispondo... scusa Niccolò... quanto prima, promesso.

Non trovo nemmeno il tempo per compilare e spedire delle fatture... e ciò è male, perché l'INPS e le tasse il tempo per mandarmi le cartelle esattoriali lo trovano senza problemi (ca##o, ca##o!!!).

A proposito di scuola invece, Sabato scorso, a BRA si è inaugurata e presentata la Scuola di Fumetto e Illustrazione (per gli amici: SFeI).
Ho presenziato con i miei colleghi insegnante... e voi dov'eravate?
Qui le foto:

Applausi
L'applauso che ha accolto la presentazione della scuola da parte del direttore Giulio Pennella (il primo a sinistra).
Proseguendo verso destra potete poi ammirare: Dante Bastianoni (insieme al fratello Francesco insegnante di disegno per il fumetto realistico)
Silvio Arlenghi (insegnante di animazione)
Il sottoscritto Manfredi Toraldo (insegnante di sceneggiatura... non l'avreste mai detto, eh?)
Giorgio Sommacal (insegnante di disegno per il fumetto comico)
Andrea Gatti (illustratore) e Roberto Bernocco (scrittore) collaboratori sul progetto di fantascienza Faith Empire

Dante e Manf
e qui siamo io e Dante che raccontiamo una tavola sceneggiata da me e disegnata da lui, per far capire quali siano i passaggi che portano alla creazione di una pagina a fumetti.

Il temo e poco, le cose da fare tante e mentre aspetto alcune risposte importanti, torno a fare sceneggiature e lettering.
Saluti a tutti e scusate la sfocatura.
Friday, November 13, 2009
Entaconsulta
Ieri ho sentito una frase da Silvano Agosti: "se mandassimo gli alberi a scuola insegneremmo loro soltanto a essere pali telefonici".
(Sì... per chi, tra i miei studenti, mi legge, questa frase l'ho citata in classe.)
Da qui il titolo del post, il parlamento degli Ent.

Mi immagino questi alberi che si mettono in cerchio e discutono per settimane.
Poi mi vedo la stessa scena con dei pali telefonici e non la trovo comunque così brutta, solo strana.
Se mettessimo dei pali telefonici in cerchio e li lasciassimo parlare forse tirerebbero fuori delle buone idee... (beh, migliori di quelle del parlamento italiano) bisognerebbe provare.
Poi espando la cosa e mi immagino questa "Paloconsulta" messa su da noi... e la fine del mondo... e tra qualche secolo degli archeologi della nuova razza di gatti antropicizzati che prenderà il posto degli esseri umani che la scopre e si interroga sul significato della cosa.

Forse Stonehenge è solo quello, un gruppo di pietre messe in cerchio perché potessero parlare tra di loro.

(Non so perché ma trovo la cosa rassicurante, come se mi tranquillizzasse sapere che qualcuno potesse tenere conto della dignità dei dolmen dando loro la possibilità di consultarsi su qualche argomento.)

Comunque con la frase di Agosti sono d'accordo solo in parte.
Sì, la scuola spesso è una dogmatizzazione del sapere che serve solo a creare persone tutte uguali.
Ce l'hanno già detto i Pink Floyd (We don't need no education - We don't need no thought control) ma io credo che ci siano delle persone che escono dal coro, dei bravi insegnanti che spiegano non "cosa pensare" ma "come pensare"... io tento di essere uno di essi, nel mio piccolo.

A tal proposito il mio supereroe preferito di tutti i tempi è diventato lui: RoboCOOP:

RoboCOOPGrazie mille a Barbara che me l'ha trovato :-)

alla faccia di Ozymandias, questo è vero "pensiero laterale" :-)
E sarà che lo adoro perché conosco troppi cosplayer che si prendono tanto sul serio....
Se avrò la possibilità ci farò un fumetto.
Già, fumetti, in questo blog non si dovrebbe parlare di fumetti?

Sono in attesa di tante di quelle risposte che mi sento una sfinge.
In effetti sono pronto a buttarmi giù dalla rupe se qualcuno mi desse la risposta che cerco.... è inquietante.

Fumetto per il Treno della Memoria, ve ne ho parlato.
sta procedendo, i tempi sono strettissimi e sta assorbendo la maggior parte del mio tempo.
L'associazione che ha organizzato la cosa è la Terra del Fuoco, fate un giro nel loro sito, è importante.
Ieri sono stato a parlare per quasi tre ore con una bella ragazza di campi di sterminio e di cosa dire su Auschwitz.
La maggior parte delle persone ci avrebbe presi per matti, io in realtà ne sono stato felice, è bello confrontarsi con delle persone intelligenti su temi così importanti.
Il fumetto che sto realizzando con loro sarà una gran soddisfazione, alla faccia del vescovo Williamson e di Ahmadinejad (mi piacerebbe spedirne poi loro una copia... e già mi immagino il vescovo che mi risponde "Grazie, mi sono sempre piaciuti i fumetti di fantascienza".).

Scuola del fumetto di Cuneo.
Da gennaio cominceranno i corsi alla Scuola di fumetto di Cuneo, con sede a BRA e ci sarà un corso di sceneggiatura tenuto dal sottoscritto.
Inoltre nel corso di fumetto terrò delle lezioni sempre di sceneggiatura per i disegnatori.
Si presenterà la cosa qui:


per maggiori info potete visitare il sito.

E poi? ho in cantiere un progetto nuovo, particolare e strano, appena saprò quanto sia possibile svilupparlo ne sarete informati.
Nome di lavorazione THOT.

Sto finendo di scrivere le scene mancanti del film "Una Labile Traccia".

E sto discutendo di "2700".

Sto sviluppando dei concept per gli USA e, udite udite, sto per proporre delle cose alla Bonelli, chissà se mi ascolteranno? (collaborazione su testate già esistenti, non capitemi male...)

Ok, sono abbastanza cose per una vita sola. Se mi cercate sono in un cerchio di pietre a discutere con un menhir.
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