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Monday, May 4, 2009
Tempus Frangit
Tempus Frangit

Siamo tutti eccitati quando vediamo il nostro nome stampato, è un fatto.

Chi più, chi meno, tutti sogniamo quei cinque minuti di fama (il quarto d'ora ipotizzato da Warhol, in questo mondo che brucia tutto in un attimo tranne i grassi, mi sembra ormai eccessivo) e dato che verba volant, scripta manent, vedere il nostro nome scritto su un foglio di carta qualsiasi fa sembrare realizzata la nostra immortalità.

Alcuni sono felici di avere il nome “stampigliato” sul catalogo D-Mail inviato per posta.
Altri sperano almeno in un libro, a costo di pubblicarselo in venti copie attraverso un sito internet.
I più arroganti sperano di diventare cantanti, attori, presentatori o, meglio ancora, tronisti, veline o ospiti del Grande Fratello, perché questi ultimi fanno meno fatica di tutti.

Qualcuno inaugura blog o scrive fumetti.
...
Però è importante per me dire una cosa...

Io non voglio scrivere la mia autobiografia.
Voglio, anzi, no, VOGLIO, scrivere la biografia dei miei genitori, che hanno vissuto alcune cose incredibili e altre meno, ma che sono persone incredibili. Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerli lo sa.

Questo post è una promessa, un atto di fede, la firma di sangue in basso a destra nel contratto con monsieur Woland.

Un giorno scriverò di come i miei genitori hanno vissuto, di come si sono amati e di come hanno cresciuto mia sorella e me.
Parlerò di mio padre che ha visto la rivoluzione khomeinista in faccia e di mia madre che è stata scambiata per un'americana dai Pasdaran e che è stata salvata da mia sorella che già a tredici anni sapeva parlare inglese e masticava un po' di persiano tanto da poter spiegare l'errore.

Racconterò dei Tuareg che facevano da guardiani nei cantieri in Nigeria e dei Sikh che portavano mio padre in palmo di mano, che a non conoscerlo sembrerebbe un eroe di Verne e parlerò di mia madre che a colpi di pistola allontanò dei malintenzionati dalla casa nel bel mezzo del nulla in Val d'Aosta, per difendere me e mia sorella quando mio padre non c'era.

Farò ridere i miei cinque lettori con i racconti di come i miei fossero soltanto esseri umani e li farò piangere parlando di lutti che nessun genitore dovrebbe provare ma che fin troppi vivono sulla loro pelle.

Perché ci tengo. Perché se lo meritano e perché li amo.

Molti psicologi sostengono che chi scrive un'autobiografia cerca di venire a patti con la propria mortalità e forse io voglio fermare su carta la vita dei miei perché non voglio che scompaiano, come prima o poi tutti fanno.

Molto probabilmente è così.

Comunque tra i tanti progetti che sto preparando è mia ferma intenzione inserire questo impegno futuro, sappiatelo.

Prossimamente invece parlerò di Flint (appena avrò chiesto all'editore il permesso di pubblicare qualche anteprima), di Storie Vere e di Imago, dei Maghi Effimeri, di Dave e degli Ammiragli del Cielo.
Anche di cose che non riguardano i fumetti, come il mazzo dei Tarocchi di Roma Antica, di Una Labile Traccia, di Terra Violata.

Ho tanto di cui parlare ma ma mi piace prendere impegni nuovi se valgono la pena.

Ah... per chi non lo sapesse, se Manfredi vi sembra un nome strano, mio padre si chiama Bruzio.
Monday, November 24, 2008
Articoli di vestiario e altro
Dopo un po' di ripensamenti ho deciso di fare una cosa.
Ormai il mondo on-line si ripercuote in maniera sensibile su quello reale e lascio a Neo (di Matrix, ma anche al mito della caverna di Platone, cui il film è fortemente debitore) giudicare cosa questo possa significare.

Senza scomodare Gibson e compagni ho deciso quindi di sfruttare tutto il potenziale di questa autostrada fatta di bit.

Proemio:

LOGHI 3
Tra i loghi inutilizzati dopo un concorso non vinto, uno mi è rimasto nel cuore.
Era davvero piacevole e obbediva in maniera tale a tutto ciò che era richiesto da avermi seriamente lasciato stupito dalla mancata vittoria (beh, ogni scarrafone... forse...).
Era un logo studiato per la fondazione Casa Delle Regioni del Mediterraneo.
Questo:

Casa Delle Regioni Del Mediterraneo
Rappresentava il mediterraneo, il cuore di Roma, dal quale partiva l'iniziativa e rispondeva alla richiesta di essere una "bandiera" della fondazione... ecc.
Questo pittogramma rendeva bene su carta instestata come su magliette, su buste personalizzate come su tazze.


Svolgimento del tema:

Proprio gli esempi d'utilizzo forniti al cliente mi hanno fatto capire che effettivamente tale disegno poteva essere rimesso in pista e come questo tanti altri che non hanno trovato sbocco... e sono andato ad aprire il ManfShop, un piccolo sito, appoggiato a Spreadshirt, dal quale si possono stampare su magliette, tazze e altri supporti alcuni miei design originali, riciclati o creati appositamente.

Perché no?

Fateci un salto, e divertitevi a vedere anche alcune idee truzze (tamarre, coatte, per i non torinesi) ma che potrebbero avere trovato la loro giusta dimensione in quest'iniziativa.

Comunque il ManfShop deve ancora crescere :-)
Vi terrò aggiornati.
Monday, November 10, 2008
Propositi organizzativi!
Ciao a voi, che siete giunti su queste pagine.
Non importa che siate qui per caso o perché cercavate notizie sul sottoscritto, l'importante e che adesso stiate leggendo queste righe.

Perché questo blog? perché un sito vecchio stampo è qualcosa di statico, un cetaceo arenato sulla spiaggia che non si può più muovere e che, alla lunga, è destinato a perire.
Un blog è invece qualcosa che segue il continuo flusso e deflusso delle correnti, permettendo a chi scrive di far conoscere, a chi legge, tutto ciò che gli si sta evolvendo attorno giorno per giorno.
Non so se gli aggiornamenti saranno costanti su queste pagine, so solamente che: ogni qual volta potrò scrivere qualcosa lo troverete qui, pronto per chiunque sia interessato a leggerlo.

Con cosa aggiornerò queste pagine? lavori di grafica, fumetti, link e segnalazioni... tutto ciò che riguarda il mio lavoro.
Se vi interesserà, potrete seguirmi, altrimenti, è stato un piacere  e: Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buona sera e buona notte!
In fede,
MANf