Monday, November 2, 2009
Report Lucchese
Lucca poster mod byMANf
Premetto che non ho potuto fare foto perché la mia nuova fotocamera digitale mi è arrivata solo oggi (quella vecchia è partita).
Ho illustrato quindi quel po' di commenti sulla mostra con immagini tratte dall'album fotografico ufficiale che potete trovare qui.
Sul Flickr ufficiale della mostra trovate alcune cose interessanti (mi piacciono molto alcuni scatti di Sonia Meloni, su tutti) e vi consiglio un giro... ma attenzione agli "Scilla e Cariddi" da giornalismo che trasformano alcuni nomi in altri, come Roberto Recchioni che in un paio di foto diventa Roberto RECCHINI (un tentativo di sminuirlo?) o Federico Memola, che in alcuni momenti è lui e in altri è qualcuno della cui identità non ho assolutamente idea.
Detto ciò entriamo nel vivo dei miei commenti.

La fiera c'è stata, ci sono andato e sono tornato.
Fondamentalmente potrei chiudere qui, non fosse che ho avuto occasione di conoscere persone magnifiche come Scott Tipton, grande scrittore americano di fumetti ambientati nel Buffyverse, nell'universo di Star Trek e che recentemente ha adattato fumettisticamente anche il film di Astro Boy, tutto per i tipi della IDW, e che ho potuto rivedere alcuni amici tra i miei più cari al mondo.

La fiera sta migliorando man mano la sua distribuzione per la città, che rimane un'ottima scelta rispetto alla vecchia tensostruttura esterna.
Corridoi un po' più ampi (fortunatamente) hanno aiutato a non creare emboli di fan davanti alla maggior parte degli stand e l'organizzazone osservata dalla parte dei visitatori ha mostrato numerosi miglioramenti.

Brutto però è il fatto che siano stati relegati agli estremi confini della mostra i pure importanti negozianti.
E, da addetto ai lavori, so che quest'anno la gestione degli ospiti è stata un po' carente, giusto per farci qualche brutta figura con i numerosi stranieri guest star dell'anno.

Un paio di giorni con un clima primaverile e niente pioggia per quelli restanti, hanno fatto gustare un'ottima trasferta al sottoscritto che domenica se n'è andato triste per i saluti ma soddisfatto per gli incontri di lavoro.
Poi ho visto diversi miei allievi e ne sono stato felice.

Punti dolenti?
Uno su tutti, la Free Books non ha portato il volume di 3200.
Chiedo scusa a tutti coloro che sono andati a cercarlo dietro mia segnalazione.
Adesso non resta che tempestare le fumetterie con la richiesta del volume... ovviamente credo che sia stata una mossa un po' azzardata perdersi quest'occasione di proporlo a un pubblico tanto grande.
Ne sono un po' deluso.

Poi avrei dovuto avere un po' di risposte definitive per la pubblicazione di alcuni miei progetti ma anche quste sono state rimandata a qualche settimana da a desso.
Peccato perché avrei voluto rivelarvi alcune cose in questo post.

Per il resto?
Spero abbiate recuperato (parlo soprattutto ai miei allievi) l'ultimo Rat-Man in cui Leo festeggia i vent'anni della pubblicazione con un ottimo lavoro metafumettistico (tanto per cambiare) ma anche con un esilarante carrellata di autori.
Non ho potuto seguire la sua conferenza (qui sotto) e mi dispiace...

Leo Lucca 2009
Poi Franco Legnaioli, uno dei tre eminenti "Allagallisti" è stato intervistato assieme al sottoscritto da Improntadigitale.org, una web radio che ci ha permesso di far conoscere un po' i tre volumi presentati alla mostra appunto dalla Allagalla.
Trovate l'intervista qui:
http://www.improntadigitale.org/eventi/lucca2009/interviste.asp
noi arriviamo poco dopo metà dello stream dal titolo MERCURY COMICS SABATO 31.

Meritano una disquisizione a parte i numerosi cosplayers della fiera.
Perché se ho ritenuto di cattivo gusto i due ragazzi che si sono travestiti da militare americano e da terrorista palestinese, mi sono però sentito protetto dalla presenza di costui:

Uomo Ragno Lucca 2009
Ma, lo ammetto, ancora di più dall'organizzazione di costoro:

soldatini Lucca 2009(dei veri geni)

E anche gli orfani erano al sicuro, ci pensava Naoto:

Uomo Tigre Lucca 2009
Come non citare la mastoplastica di Venus? Quindi eccovela:

Venus Lucca 2009
Comunque, sarà solo un mio modo di pensarla, ma i cosplayers di Lucca (molto più piacevoli nel ricordo che in diretta) mi ricordano molto il carnevale di Rio. D'altronde che differenza c'è tra queste figure...:

CosP01LUCCA09
CosP02LUCCA09
CosP03LUCCA09
e queste?

Carnevale di Rio
Carnevale rio02

...ok, una certa differenza la troviamo se guardiamo queste:

CR03
CR04
CR05
ma sta soprattutto nel fatto che queste ultime non sopravviverebbero a lungo tra la folla di nerd e fan boy brufolosi che frequentano Lucca.

Comunque, Rio docet e, a Lucca, ci sono pure i Trans....


T_02_Lucca09
Ma tant'è, che vale la pena di viversela con ironia la vita.
Il più geniale di tutti è stato un ragazzo che ha preso una scatola di cartone della COOP, ha fatto un buco per la testa, se l'è messa sulle spalle e, sopra al marchio bene in vista, ha scritto ROBO.
Un grande... lì mi sono dannato davvero di non averlo potuto fotografare!
Se qualcuno avese un suo scatto me lo passa, per favore?

L'unica cosa che vorrei aggiungere è che ogni vota che vedo i cosplayer mi torna in mente il bellissimo video dei Blind Melon.
Vi ricordate la canzone No Rain?

Il testo originale lo trovate qui:
http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/No-Rain-lyrics-Blind-Melon/B114CF66CD5BF435482569960028B87D

Nel video in proposito una ragazzina vestita da ape si doleva dell'essere schernita da tutti per poi trovare tanti altri come lei oltre un cancello.
L'avventura di Lucca per i cosplayer credo corrisponda al superamento di quella soglia.
godetevi il video qui:




E qui la traduzione in italiano del testo per chi avesse difficoltà con la lingua della Perfida Albione.
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Tutto quello che posso dire è che la mia vita è abbastanza normale
Mi piace osservare le pozzanghere che raccolgono la pioggia

E tutto quello che posso fare è solo versare una tazza di tè per due
e spiegare il mio punto di vista
Ma non è sano, non è sano

Voglio solo che qualcuno mi dica no, no, no, no
Sarò sempre lì quando ti svegli
Sai che oggi vorrei mantenere le mie guance secche
Stai con me e ce l'avrò fatta

E io non capisco perché dormo tutto il giorno
E comincio lamento che non c'è pioggia

E tutto quello che si può fare è leggere un libro per rimanere svegli
E questo strappa via la mia vita, ma è un grande fuga
fuggire ...... fuggire ...... fuggire ......

Tutto quello che posso dire è che la mia vita è abbastanza normale
Non ti piace il mio punto di vista
Pensi che io non sia sano di mente
Non è sano...... non è sano


Voglio solo che qualcuno mi dica no, no, no, no
Sarò sempre lì quando ti svegli
Sai che oggi vorrei mantenere le mie guance secche
Stai con me e ce l'avrò fatta

(Ce la farò
Io ce l'ho fatta
Sai che stiamo per farcela veramente, veramente stiamo per farcela
Ce la stiamo facendo
ahhh, ahhh, ahhh, ahhh)
Friday, May 1, 2009
Oggi sono le Calende di Maggio
Beltane

Ho accennato in un mio precedente articolo che quasi sempre le feste si sovrappongono.
Spesso perché diventa più facile onorare qualcosa in un giorno in cui si è abituati a festeggiare anche altro.
Alcune volte anche per volontà precisa di sostituire un ricordo, un po' come quando un corso o un viale cittadino cambiano nome da Corso Pinco Pallo (rivoluzionario che diede prova di sé in un precedente regime adesso abbandonato) a Corso Stati Maltusani (confederazione di stati con i quali il nuovo regime è in buoni rapporti economici) per far vedere buona volontà politica e abbandonare il richiamo a personaggi scomodi per i nuovi sviluppi governativi.

C'è nell'essere umano la fin troppo forte volontà di dimenticare la storia passata, di cancellare errori che potrebbero essere di grande insegnamento se tenuti ben presenti.
Così si cerca di cancellare dai libri un avvenimento ritenuto scomodo per poi commettere le stesse “fregnacce” un paio di generazioni dopo.

Se personaggi pericolosi e drammatici riescono a negare cose continuamente ricordate con scritti e documenti e annuali ricorrenze in onore di caduti, come l'Olocausto, pensate come possa essere facile negare e dimenticare cose sulle quali gli storiografi di regime tirano una riga sopra.

Il primo maggio però appartiene alla categoria di feste che si sono sovrapposte autonomamente, senza voler dimenticare nulla, festeggiando qualcosa di veramente importante su cui è d'uopo riflettere.

Anche se in realtà è probabile che, trovandoci di fronte al raro esempio di laicizzazione di una festa precedentemente religiosa, il tipico rifiuto di tutto ciò che è ecclesiatico del periodo di riforme socialiste abbia cercato di dare quella pennellata di “scordati di me” che in fondo fa parte del gioco.

Non ho prove che ci sia stata una volontà chiara, quindi propendo per una logica del tipo: “dato che già si festeggia un po' d'ovunque, approfittiamone e ampliamone il significato” piuttosto di un “è l'occasione di far dimenticare certe realtà in favore delle nostre!”.

Come si usava dire: ai posteri l'ardua sentenza!

Ma io, che sono un rompiballe, ci tengo a far ricordare tutte quelle ricorrenze che hanno portato a rendere questo giorno un momento importante per tutti.

In breve, ci troviamo di fronte a un'espressione simile alla Pasqua.
Il periodo freddo è finito, festeggiamo l'arrivo della primavera.
Tant'è vero che si considera la Madre Terra gravida dei semi e la si festeggia.
Questo nei popoli antichi.
Poi vennero i Romani e i loro festeggiamenti di maggio dedicati dai Romani alla Bona Dea, la Madre Terra, appunto.

Ma non solo.

Gli antichi Romani festeggiavano tante cose, recuperando le usanze dei tanti popoli latini che entravano a far parte del loro grande regno, e una di queste era una festa nella quale i maiali venivano sacrificati e successivamente gettati nei fuochi, per celebrare e invocare la ricchezza dei frutti primaverili.
Tale festa entrò a far parte della tradizione che voleva il sacrificio di un maiale da parte del dio Vulcano in onore della dea Maia, signora della fecondità e del risveglio primaverile, che diede origine al nome del mese di Maggio e al nome del Maiale (maialis, animale di Maia, sacrificato per Maia).

I Romani indicavano l'inizio di un mese con il nome Calenda (da cui calendario, cioè l'elenco delle calende) e i festeggiamenti in onore di Maia divennero i festeggiamenti di apertura del mese, celebrati nella notte tra il 30 di Aprile e il1° di Maggio.

La tradizione portò all'accensione di grandi fuochi nella notte e a riti che probabilmente prevedevano grandi banchetti e amoreggiamenti per festeggiare l'inizio del “mese dell'abbondanza”.

I fuochi, come simbolo di Vulcano, divennero simbolo della notte tra i due mesi.

I fuochi sono una costante forse anche per sottolineare il passaggio dal freddo dell'inverno al caldo primaverile, tant'è vero che nei paesi anglosassoni si festeggiava (e si festeggia) la notte del 30 aprile accendendo grandi fuochi nelle campagne.

Ora, ignoranza mia, non sono mai riuscito a scoprire se la notte di Valpurga tedesca e di tutto il nord Europa sia nata DOPO l'incontro con i romani, legando quindi anche credibilmente i due nomi Vulcano – Valpurga, o se sia una tradizione simile che si è incontrata a metà strada.
Anche perché i Celti la chiamavano Beltane, la festa delle Luci (dei fuochi) dando lo stesso nome al mese di Maggio.
Dove Valpurga deriva probabilmente da wall-bergs, proteggere/vegliare i campi.

Tutt'e due le teorie, appropriazione di una festa romana o incontro di due tradizioni contadine, sono credibili.

Fatto sta che in tempi recenti, cristiani, la lotta di negazione dei vecchi riti pagani legati alla terra, ha fatto diventare i gruppi di contadini e contadine che si riunivano per festeggiare il risveglio della terra, attorno ai fuochi, convegni di streghe... ovvero, seguendo le teorie wiccan, incontri di donne (e uomini) che adorano la terra e la natura seguendo i ritmi stagionali impersonificati nella figura della Madre Terra.
Che altro non è che la Bona Madre che è la Madre Terra originaria, e il ciclo si chiude.
(Probabilmente si festeggiava anche “scopacchiando”, come rito di fertilità, come nelle feste romane, origine delle orge “sataniche”dei sabba... sigh!)

Per negare la notte di Valpurga come rito pagano, la Chiesa Cattolica si è addirittura inventata Santa Valpurga, le  cui fantomatiche vestigia sarebbero state trasferite nella cattedrale di Eichstätt il primo maggio del 777  (nessun legame con i sottotitoli del televideo), data che divenne onomastico di coloro che portano il nome di Valpurga tra i cristiani.

Queste le origini magico religiose della “santità” del primo maggio.
Il primo maggio che festeggiamo adesso in realtà è legato a tutt'altra tradizione.
Quela questione veramente importante su cui è d'uopo riflettere cui accennavo prima.

Il primo maggio è la festa dei lavoratori sancita dal presidente Cleveland in questa data a ricordo della prima manifestazione a New York dei Cavalieri del Lavoro nel 1882 (sindacato dei lavoratori) e ai tragici avvenimenti di un identica manifestazione a Chicago nel 1886 durante la quale  la polizia sparò sui manifestanti.

Adesso diamo per scontati un sacco di diritti.
Ci sembra normale che un ragazzo appena assunto possa fare una cavolata sul lavoro e mandare al diavolo il proprio capo ufficio senza essere licenziato perché “i Lavoratori hanno dei diritti”... cosa di cui molti abusano.

Ci dimentichiamo però che che per arrivare a certi estremi qui in Italia, migliaia di persone, in tutto il mondo, sono morte con in bocca le parole libertà e diritto, in epoche in cui dai dieci anni ai quaranta (chi ci arrivava) lavorava quattordici ore al giorno e più e veniva picchiato e insultato e sfruttato a sangue quando addirittura gli schiavi dell'antica Roma avevano più privilegi e venivano difesi dalla legge.

Il primo maggio è una festa in nome semplici e dovuti valori che dovrebbero avere tutti e noi in Italia la leghiamo al socialismo e al comunismo che per primi lottarono per tali sacrosanti diritti e purtroppo facciamo finta di nulla quando paesi come la Cina, che si considerano ultimi baluardi del comunismo, calpestano tali libertà chiudendo uomini, donne e bambini a lavorare dodici, quattordici o sedici ore al giorno, a costruire, montare, cucire e dipingere oggetti per il mercato occidentale.

Noi ci riempiamo la bocca di diritti e libertà di cui godiamo stando seduti sulle spalle di chi quei diritti non li sogna neppure.

Ricordiamocelo mangiando la porchetta di Vulcano alla festa dell'Unità questa sera.

Buon Primo Maggio a tutti.
Friday, April 10, 2009
Pasqua dall'anno 2.000.000 a.C. al 2009 d.C.
Buona Pasqua

Due parole sulla PASQUA

Come spesso capita ci si fa gli auguri per una festa ma non si sa cosa si debba effettivamente festeggiare.

Cos'è la Pasqua?
Per la maggior parte della gente, diciamocelo, un'opportunità di saltare qualche giorno di scuola e/o di lavoro.
Per tanti la seccatura o il piacere di andare a trovare i parenti per un pranzo/cena.
Per qualcuno una ricorrenza liturgica.

Oggi noi, cresciuti a pane e Vangelo, festeggiamo la Pasqua in quanto “Resurrezione di Cristo”.
Ok, è un buon motivo, per alcuni, di festeggiare questa ricorrenza.
Ma come capita con la stragrande maggioranza delle feste cristiane questa non è che l'ultima interpretazione di una serie di festeggiamenti dalle ragioni molto più antiche.

Andiamole a vedere assieme.

Ripeto la domanda: cos'è la Pasqua?
Intanto perché la si festeggia sempre in un periodo diverso?
Ovvero, se Cristo è nato nell'anno 0 il 25 dicembre (anche se in origine forse era il 19 o 20 Aprile del 4 d.C., ma ne parlerò in un articolo dedicato al Natale) ed è morto 33 anni dopo e risorto dopo tre giorni, perché la resurrezione la si festeggia sempre in una data diversa?

Perché parliamo di date simboliche che si sono inserite sopra ai festeggiamenti della Pesach ebraica.
Anche la Pesach è una festa sovrapposta sui festeggiamenti del grano e dell'orzo originari del mondo Levitico e greco.
In Grecia era una festa dionisiaca.
In medio oriente era una festa dedicata a Jahvéh e a Dioniso Sabazio che, come osservano alcuni studiosi (tra i quali cito Robert Graves, forse il più autorevole) erano in pratica la stessa divinità.
Entrambe le ricorrenze erano in originale feste orgiastiche che celebravano il ritorno alla vita e l'inizio della primavera, con sacrifici animali (l'agnello... non il coniglio, che deriva da un altro mito di cui parlerò tra qualche riga), grandi ubriacature e accoppiamenti benedetti da molte nascite.

Ricapitolando, Cristo si è sovrapposto alla Pesach, e la Pesach si è sovrapposta ai riti dionisiaci... ma i riti dionisiaci che origine hanno?

È tutto molto semplice.
La Pasqua si festeggia in un periodo in cui la terra rinasce, il sole diventa più caldo e la natura si risveglia.

Nell'ordine inverso dello sviluppo delle comunità umane quindi: i contadini festeggiavano lo sbocciare del coltivato, gli allevatori i primi accoppiamenti delle loro bestie e i cacciatori il risveglio della selvaggina e il ritorno dei primi uccelli migratori.
Fin dalle prime comunità umane, insomma, era un gran periodo da festeggiare!

Un periodo ampio che si inquadra con una ben precisa definizione astronomica: la domenica successiva al primo plenilunio successivo all'Equinozio di Primavera... in termini più semplici: quando ormai siamo ASTRONOMICAMENTE (e definitivamente) usciti dall'inverno.

Possiamo immaginarceli questi uomini primitivi che vivevano di caccia che dopo duri inverni freddi e senza la possibilità di recuperare facilmente cibo vedono la natura risvegliarsi, gli alberi riempirsi di gemme e, piano piano, nuove prede che tornano sui pascoli ed escono dalle loro tane.

Anche quando comprendono che è più facile allevarli certi animali, per avere sempre una “scorta” pronta, dopo un inverno che ne ha visti morire molti finalmente assistono ai primi accoppiamenti e alle prime gravidanze perché il richiamo della natura fa il suo lavoro.

E anche la terra si risveglia, i primi fiori sbocciano, le gemme crescono e diventeranno il tesoro per il quale i contadini avevano tanto pregato durante i lungo inverno.

Comunque si sviluppasse la comunità umana, questo era un periodo da festeggiare.

Poi, le comunità levitiche perfezionano sempre più la comprensione delle stagioni e dell'agricoltura e il grano e l'orzo si fanno sempre più comuni e il loro rigoglio merita una festa.
Una festa al Dio dell'ebrezza perché dal grano si fa il pane ma dall'orzo, come hanno imparato dai vicini egizi, si ricava la birra.
E non solo gli animali si accoppiano, ma siamo fuori dal l'inverno, abbiamo “effettuato il passaggio”.
Festeggiamo la vita fecondando e procreando e facendo l'amore perché non c'è modo più bello di festeggiare.

Poi le cose si evolvono e i miti si sovrappongono, e gli ebrei emigrati in Egitto, coloro che hanno riportato conoscenze quali quelli della preparazione della birra, riacquistano un paese e le tribù si riuniscono, i beduini sono nomadi, ma gli ebrei diventano stanziali e fondano un nuovo grande gruppo e la religione muta e diventa più personale.

Non si creano religioni dicendo “Prima stavamo là, poi siamo venuti qui e adesso fondiamo una religione...” ma si devono definire miti epici e grandi battaglie.
Si deve dire “Eravamo SCHIAVI! Ma DIO ci ha liberati!”
Bisogna creare un collante etnico e culturale e nulla unisce più la gente che un nemico comune.
Gli Egiziani non sono più “I vicini dai quali abbiamo lavorato e dai quali abbiamo appreso a fabbricare la birra...” ma diventano “Gli oppressori che hanno tenuto schiavo il nostro popolo e dai quali siamo fuggiti grazie al messo del Signore!”.

(Poco importa che storicamente in quel periodo Ramesse fosse occupato con le guerre ittite e che sinceramente poco gliene importasse di operai che decidevano di andarsene via... un po' come se qualcuno venisse a dire al governo italiano “Lascia andare il mio popolo!!” intendendo i Marocchini o i Rumeni che sono immigrati qui... sinceramente, pensate che dovrebbe trasformare il Tevere in Sangue per convincere Napolitano?)

Quindi non si festeggia più il passaggio della natura dall'Inverno alla Primavera ma la parola Pesach, che significa “passare oltre”, diventa “passare oltre il confine egiziano ed entrare nel territorio degli ebrei” o (ancora più arzigogolato) sta a intendere che l'angelo della morte, vedendo le porte degli ebrei segnate con il sangue dell'agnello, “passa oltre” e va a uccidere i primogeniti egizi.
Da qui anche la spiegazione dell'agnello che non è più un sacrificio in onore di Dioniso ma un uccisione per salvare i figli d'Israele.

Poi arriva un nuovo Dio.
La grande rivoluzione del Cristianesimo è quella di parlare d'amore.
Non è più un Dio vendicativo (“Uccidi tuo figlio!” “Sodoma e Gomorra!” “Il diluvio!” “Saul ti voglio bene - non te ne voglio più - adesso voglio più bene a David che uccide più gente di te!” ecc.) ma un Dio che dice “Voletevi bene e amate il prossimo”, “non tirate sassi in testa alle donne” e “meglio essere uccisi che uccidere!” e il bellissimo “Perdona loro!”.
(Ok, poi questo ha portato alle Crociate, all'Inquisizione, alla Controriforma... ma è un'altra storia.)

Comunque arriva questo rabbino riformatore e dà dei nuovi input.
La cosa piace (beh, non a tutti tant'è vero che la classe sacerdotale lo fa uccidere dai Romani 'ché i colonizzati non possono mettere a morte con le loro leggi) e mischiano la sua figura con altre divinità: da un lato Ahura Mazda, con il suo dio Mitra e il suo profeta Zoroastro, e dall'altra Asclepio e Dioniso (che torna di nuovo a farsi sentire).
Prendendo spunto da Asclepio e Dioniso creano la grande bagarre dei miracoli e delle guarigioni.
L'acqua in vino (miracolo dionisiaco) guarire gli appestati (miracolo di Asclepio/Esculapio che, guarda caso è figlio/allievo di Apollo/il Sole, come Ahura Mazda/il Signore della Luce è la luce del giorno/il sole e mitra è il sole/figlio di Dio...).
Dal Mazdeismo viene ripresa l'idea della resurrezione, che comunque era comune tra le divinità greche e i vari re/dei greci che venivano uccisi davvero nel passato matriarcale (dove le regine sacerdotesse uccidevano il re d'inverno e ne impalmavano uno nuovo in primavera “resuscitandone” il ruolo di “fuco”) e che nel periodo patriarcale pre-ellenico inscenavano semplicemente la loro morte e la loro resurrezione come il sole che muore d'inverno e rinasce a primavera

Insomma, su queste idee si innesta il mito della morte e resurrezione di quel grande maestro che è Cristo e la sua uccisione e resurrezione nel periodo di Pasqua si trasformano nei festeggiamenti che tutti conosciamo e seguiamo in questo occidente Cristiano.

Che inoltre Cristo sia chiamato anche l'Agnello e venga ucciso come sacrificio è una considerazione che lascio approfondire a voi.

Un'ultima cosa.
Nei paesi germanici invece questo periodo veniva festeggiato in onore della Dea solare (per i Vichinghi e i popoli germanici il sole era femminile e la luna maschile) Eostre che aveva sacre lepri e conigli come simbolo di fertilità (“scopare come conigli” si dice ancora adesso, no?). Seguendo gli stessi sviluppi sociologici che abbiamo visto più sopra, è all'origine del nome sassone della Pasqua ovvero Easter (con il tedesco Oster) e per questo gli inglesi e gli americani hanno il coniglietto pasquale e non l'agnello.
Tra l'altro Eostre, c'entra chiaramente con Est, il punto cardinale, perché Eostre era il sole e sorgeva a Est.
(Io trovo anche curioso il suono simile di Eoster e Istera, ovvero utero... ma qui credo di “farla fuori dal vaso”.)




E le uova?

Sono un simbolo del sole (per la forma) e della terra che tiene i germogli al caldo... e della nascita, ovviamente... e lo scambiarsi uova deriva dall'usanza latina di regalarsi uova tinte di rosso come simbolo dell'inizio della nuova vita che giunge con la primavera.

Per amor di spiegazione ho semplificato un po', non lo nego, ma il tutto serve a far riflettere che tutte le religioni dall'alba dei tempi si mischiano e dicono le stesse cose, solo le chiamano con nomi diversi.

L'unica cosa che ha un senso è amarsi l'un l'altro.
Quindi volemose bbene e:

Buona Pasqua a tutti!!