"Noi siamo gli spettatori di Avatar... unisciti a noi, ogni resistenza è inutile, sarai assimilato!"
Per citare i Borg...
Questo mi sembrava di sentire da ormai troppi giorni, ovunque andassi.
E visto che mi sono stufato di parlare male di Avatar in base al solo trailer, ho deciso di darmi la possibilità di parlarne male a ragion veduta.
Premetto che oggi era un bieco anniversario per la mia famiglia e quindi era la giornata giusta per concedermi qualcosa o per farmi del male.
Ero seriamente dell'idea che sarebbe stato la seconda possibilità delle due... adesso racconto.
Avviso che CHI NON AVESSE VISTO IL FILM (ma c'è qualcuno di coloro che sono interessati che non l'abbia già visto?) verrebbe fortemente molestato dalla lettura di questo articolo.
Rivelerò precchi punti inatt... cioé, potrei togliere qualche sorpr... aspettate... diciamo che se non avete visto il film potreste scoprire che...
Ok... prima considerazione... alle dodici battute iniziali del protagonista saprete già tutto.
Basta vedere il trailer.
Fondamentalmente posso dire subito che l'ho trovato molto noioso?
Bellissimo, struggente, laccato e noioso... un po' i Promessi Sposi del cinema.
Manzoni scriveva da DIO ma è riuscito a compilare un elenco di pregiatissimi pezzi d'avanguardia linguistica che annoiano da morire, nel libro più famoso che ha scritto, e Cameron ha sfruttato il meglio della tecnologia cinematografica mondiale per creare un film che poteva durare un'ora in meno e annoiare la metà.
Ma spiego meglio il mio punto di vista.
Analizzerò tre differenti questioni.
- Il 3D.
- Gli effetti speciali.
- La sceneggiatura.
siete avvisati.
1)
Il 3D è gagliardo!
Alquanto.
Tutti i film a tre dimensioni che ho avuto modo di vedere fino ad oggi davano un brutto effetto che è quello di far sembrare ogni oggetto "estruso" dallo schermo come fosse una sagoma di cartone piazzata qualche metro più vicino agli spettatori.
Un treddì piatto, per intenderci.
AVATAR no.
Ê fenomenale, in effetti.
Per dire... la sala riunioni dei marines appena giunti su Pandora avrebbe potuto benissimo essere una stanza di fronte a me... realistica da morire e così tutto il film, tranne che per una cosa.
Non so se sia un problema tecnico o una scelta del regista, ma ancora il treddì, per quanto avanzatissimo, secondo me non funziona a causa della messa a fuoco obbligata.
Un film ha differenti piani di messa a fuoco, come la tipica scena con: primo piano sfocato che degrada in un secondo piano a fuoco e diviene uno sfondo che si perde nel grigio.
Bello, realistico... ma in un film 2D mi serve per creare l'effetto di tridimensionalità, in un film 3D mi appiattisce l'efficacia della tridimensionalità perché mi rivela subito il trucco.
Nella realtà sono IO che decido come mettere a fuoco e cosa non osservare, se lo decide il regista per me, mi elimina l'effetto realistico.. e questo mi ha dato non poco fastidio... ma forse è un limite tecnico dovuto soprattutto al fatto che il film viene proiettato anche a due dimensioni e ciò obbliga una scelta.
Però a me ha infastidito.
Comunque ho ammirato la cosa più simile a un vero 3D che per ora sia stato possibile vedere.
2)
Gli effetti speciali.
A prescindere dal 3D, gli effetti sono davvero belli.
La ricostruzione del pianeta, flora, fauna, dei Na'vi, dei macchinari... fenomenali, veramente... quasi mai sembrava di trovarsi di fronte a qualcosa di "plasticoso", come fin troppo spesso capita con le ricostruzioni al computer... nessun effetto "bambolotto" come l'Hulk/Shreck del film di Ang Lee, per intenderci.
Anche se non so se senza il 3D questo effetto in alcune scene non si sarebbe comunque patito un po'....
3)
La sceneggiatura.
Mi chiedo perché:
In una società spaziale come quella terrestre dell'anno 2000 e trote come quella in cui si trovano gli umani del film, siamo riusciti a viaggiare nello spazio e creare Avatar biogenetici controllati a distanza ma NON siamo riusciti a creare armi più utili di mitragliatori che usino cartucce da 7,62 mm, quando già al giorno d'oggi abbiamo allo studio i primi fucili laser.
Mi chiedo perché le stesse armi di cui sopra comunque non usino proiettili un poco più potenti di quelli di oggi e soprattutto perché un Avatar che imbraccia un fucile delle dimensioni di un cannone automatico da contraerea (e quindi già al giorno d'oggi capace di sfruttare proiettili anticorazza, chissà nell'anno 2000 e trote!) non sia in grado di sfondare la pelle di un cacchio di rinocerontide...
Mi chiedo perché un felinide grande come un elefante, capace di balzare su di un albero con un salto, non riesca a saltare addosso a un Avatar quando gli si trova a un metro di distanza ma debba cominciare a corrergli dietro giusto giusto per farlo cadere nella cascata.
Mi chiedo perché una società dotata di un satellite per il controllo della superficie terrestre, e in grado di gestire un esercito privato, non abbia sul satellite un laser ad ampio raggio per friggere in un colpo quel cacchio di alberone senza rischiare nemmeno un marine... e tra l'altro il laser (alla Akira per intenderci) costerebbe molto di meno di tutto quel dispiego di mezzi.
Mi chiedo perché l'albero delle anime debba bloccare i mezzi e rendere necessaria la navigazione a vista... cosa c'è, una tempesta magnetica? e allora perché tutto il resto funziona? e, soprattutto perché ci sia utile portare lì gli elicotteri che saranno costretti a non usare la strumentazione di bordo se poi tutti, sul punto di massimo caos sono in grado di leggere tutti gli strumenti, tanto da sottolineare che si stavano avvicinando numerose fonti di calore, salvo non rilevarle quando sarebbe stato davvero utile?
E poi, mi chiedo perché questa specie di tempesta magnetica blocchi gli strumenti ma non interferisca MINIMAMENTE con il controllo mentale degli avatar...
Mi vedo gli Avatar nella realtà:
"Come ti chiami?"
"Mi.. c..c.c..zzhzhzz...m cchhchcazzzzh..."
"Aspetta! Vieni più in qua, che lì non c'è campo..."
Mi chiedo perché quel cacchio di shuttle aspetti dodici ore a sganciare le bombe... avete notato?
"Ok, sganciate le bomb... no, aspettate" (perché?)
"Sta arrivando qualcosa" (e allora? tanto li dobbiamo sterminare...)
Poi vanno avanti per venti minuti dopo il primo ordine di sgancio.. poi ne ottengono un altro... poi un altro... ma intanto non abbiamo passato la posizione?
E poi, impediamo il bombardamento, ma lasciamo che la nave si schianti al suolo, incendiata, che quello all'albero fa tanto bene, invece!
E, in effetti, erano tanto sul punto per lo sgancio delle bombe che la nave che cade si schianta a chilometri di distanza... e allora DOVE CACCHIO LE STAVANO SGANCIANDO QUELLE BOMBE!!!???!!
Vorrei poi capire perché la sacerdotessa e l'albero dovrebbero prendere come cosa NORMALE il trasferire la dottoressa nel corpo dell'Avatar... cos'è, capita loro tutti i giorni?
almeno un "potremmo provare , ma non so cosa succederebbe.."
Poi, io credo che un marines abbia gli strumenti sufficienti per comprendere che se un trattore viene mandato a distruggere un termitaio, per quante siano le termiti, al massimo rompono un po' le palle, ma non saranno mai in grado di fermare l'invasione umana.. al massimo ne uccidono qualcuno ma poi gli umani si incacchiano...
Ah, no, mi sbagliavo, perché vincono le termiti... mi sembra molto realistico--
Infatti gli Stati Uniti sono governati da un egemonia di nazioni Pellerossa che sono riusciti a resistere benissimo alle "giacche blu"... e l'esercito confederato non aveva nemmeno i laser! (già, ma non ce l'hanno neppure loro...)
Ce ne sarebbe un altro po'... ma bastano queste a sottolineare come la sospensione dell'incredulità sia stata stiracchiata un po' tanto.
Qualche spiegazione in più e tante cose si sarebbero potute evitare, e su due ore e tre quarti di film non mi dite che avremmo sprecato tempo...
Nulla più di tanti altri film, ne convengo... quindi cosa renderebbe speciale questo Avatar?
A, già, il 3D... ma questo lo rende immortale?
L'ho già detto ai miei studenti, ma lo ribadisco, Citizen Kane (Quarto Potere, in Italia) di Orson Welles, ha usato tecniche di ripresa innovative e all'avanguardia, ha cambiato la storia del cinema... ma è rimasto immortale perché ancora visto al giorno d'oggi ha una storia che è un capolavoro... Avatar, quando il 3D sarà in mano a tutti diverrà una nota a margine... l'equivalente di Black or White di Michael Jackson che pur essendo il video che ha "inventato" il morphing, non a caso, quando ci hanno sfrantegato gli zebedei perché era morto Michelino, è stato il video del suddetto meno trasmesso in assoluto... non se ne ricordava più nessuno, mentre Thriller ha fatto scuola.
Riguardatevelo qui:
Comunque ci ho sperato... davvero ci ho sperato che alla fine avesse almeno il coraggio di farlo finire male.... invece...
Film per famiglie?
C'è chi dice che gli ha ricordato Pocahontas... chi lo paragona a Balla coi lupi....
A me ha fatto venire in mente Wild Wild West.. mi ha portato a pensare come sarebbe noioso quel film se si prendesse sul serio.
Forse qualche risata in Avatar avrebbe giovato.
Concludo con una riflessione...
Che effetto avrebbe fatto una potenza visiva quale quella di Avatar su un film dalla forza espressiva quale La città Incantata?
O anche solo su Nausicaa... favola ecologica vera e profonda, altro che Avatar.
Nota a margine....
Se anche nelle società umane non tutti i popoli conoscono l'usanza del bacio (vedi gli eschimesi) e per di più del bacio "alla francese" (conosciuto così non per nulla), perché una razza aliena dovrebbe ritenerlo normale?
Bastava uno sguardo stupito di lei e un "e questo cos'era?... ehi, è piacevole...!" per renderlo un bel momento... anche con quell'ironia che manca totalmente in questo film.
2 febbraio - buona GIORNATA DELLA MARMOTTA a tutti!
Il principio è il seguente: se Phil la marmotta (o una marmotta qualunque) la mattina del 2 di febbraio esce dalla tana e vede la sua ombra si spaventa e rientra di corsa al sicuro, rintanata per un altro mese e mezzo di rigido inverno.
Se non vede l'ombra gira felice per il sottobosco... l'inverno ormai sta per finire.
Io ho conosciuto questa festa americana grazie al BELLISSIMO film (uno dei miei "sette film da salvare") di Harold Ramis, con Bill Murray "Ricomincio da Capo" (Ground-Hog Day in originale, "il giorno della Marmotta" appunto).
Il film è un capolavoro di uno sceneggiatore che ha al suo attivo pietre miliari come Animal House e Ghostbusters... ma in questo film dà il meglio di sé in una sceneggiatura e una regia che sono un bellissimo meccanismo ben oliato.
Approfittate della Giornata della Marmotta per rivederlo o scoprirlo.
Per il resto oggi sono un po' triste.
Ho appena finito di vedere l'ultimo film 2009/2010 del Doctor Who e ho pianto l'abbandono di David Tennant in un telefilm che per me è diventato la pietra di paragone per qualunque altro intrattenimento narrativo (film, telefilm e fumetti ormai li misuro in Doctor Who...).
Sono triste perché non sto ottenendo risposte da ben quattro case editrici e per questo non posso annunciare nulla di nuovo, pur confermando in libreria la distribuzione di 3200 - Le api non si riconciliano, per la Free Books, e la presenza di una mia storia sul volume Dreams della Double Shot (Imago è il titolo della storia).
Forse sono triste perché si sta avvicinando l'8 di febbraio (e l'ho scritto in cifre perché il numero 8 rappresenta anche la morte, ma quel simbolo è l'infinito e questo è il mio pensiero sul "passar di giorno", come dicevano gli antichi egizi) e nonostante si siano avvicendati ventuno anni, e il mio lutto abbia ormai l'età per votare, mia sorella mi manca tantissimo.
Comunque sono un po' sbalestrato.
Faccio incubi horror di qualità che potrebbero dare luogo a storie di un certo spessore.
L'atra notte ho sognato che giravo per un mercato e incontravo una mia ex che è stata anche mia migliore amica per anni.
Solo che oggi la incontro identica a quando l'ho conosciuta e, visto che non la vedo da tanto tempo, e un po' mi manca, la prendo come una possibilità di ricominciare da capo.
Le vado incontro, lei non si ricorda di me... chiacchieriamo.
Le offro da bere, ci sediamo e chiacchieriamo.
Va tutto bene, finché non mi accorgo che sto perdendo energie, sono stanco, sfatto, non capisco.
Le chiedo come sta lei e lei sorride, più bella di prima e capisco che non è la mia amica, ma una lamia che ha sfruttato la mia debolezza e mi sta uccidendo.
Mi lascio andare, accetto la morte, forse la merito per aver litigato con la mia amica anni fa e mi risveglio sudato.
Mi giro dall'altra parte e comincia un sogno che si inserisce nel filone degli zombi.
Con alcuni amici stiamo scappando da alcuni zombie ma riusciamo a rintanarci solo e unicamente in un gruppo di cantine comunicanti (gli infernot di Torino).
Non sono zombi romeriani, lenti, ma si adeguando alla moderna mitologia e corrono come dei centometristi, alla Zombieland (ottimo film tra l'altro)... "Dannazione - penso - quelli lenti li so affrontare, ma questi sono una seccatura...", alla fine rimaniamo chiusi in una cantina che ha due porte dietro alle quali ci piantonano decine di zombie... la cantina è ampia, per un po' possiamo resistere, ma la fine è certa.
Mi sveglio.
La cosa strana è che tutti e due i sogni mi hanno terrorizzato... ma nessuno mi ha agitato, mi sono risvegliato sereno da entrambi... forse li uso come catarsi.
Quindi?
Quindi spero che questo "inverno del nostro malcontento" stia per finire.
Non voglio che la marmotta si spaventi e spero di riuscire a girare anche io per il bosco, perché in questo momento non ne posso più di freddo e cupezza.
Né dei giornalisti che si lamentano che d'inverno faccia freddo e d'estate caldo... ebbasta!!
Il 27 gennaio del 1945, le truppe sovietiche entrano ad Auschwitz e ci trovano uomini che hanno perduto tutto, compresa la dignità.
E mi riferisco ai nazisti che con i campi di sterminio perdono ogni diritto a qualunque difesa nei confronti del tribunale della storia.
L'olocausto non ha scusanti, non ha logiche, non è ammissibile, è inutile dire di più.
Anche solo per logica è un qualcosa di inconcepibile... perché sterminare tutta quella gente? Anche a logica... forza lavoro, cacchio! avrebbe avuto più senso metterli a trascinar pietroni per costruire piramidi, come la propaganda antiegiziana voleva vedere i faraoni qualche decennio fa.
Pure a rigor di logica, che senso aveva tenere bloccate tutte quelle forze e quelle risorse mentre c'era una guerra?
Dal punto umano non ne parliamo... quello forse è logico, l'essere umano è sempre stato una bestia, lo è stato da quando gli uomni sapiens commisero il primo genocidio sterminando i neanderthaliani.
La Shoah è un argomento ch ho da sempre approfondito ma ultimamente ho potuto riesaminare la cosa attraverso altre memorie, grazie al lavoro che ho fatto per il Treno della Memoria, la cui bella copertina di Francesco Mattina potete vedere in apertura articolo.
I ragazzi che hanno lavorato a questo fumetto sono:
Gregorio Verdoja (disegni pagg. 1, 2 e 31, 32)
Giulia Francesca Massaglia (disegni pagg. 3, 4 e 29, 30
Andrea Malgeri (disegni pagg. 5,6,7,8)
Silvia Squillante (disegni pagg. 9, 10, 11, 12)
Chiara Finotello (disegni pagg. 13, 14 ,15 16)
Federica Zancato (disegni pagg. 17, 18 ,19, 20)
Gianni Caldararo (disegni pagg. 21, 22, 23 ,24)
Matteo Aversano (disegni pagg. 25, 26, 27 28)
State all'occhio perché sentirete parlare di loro in futuro.
Chi è fortunato, e può andare in Polonia con il treno suddetto, avrà il fumetto in omaggio, per gli altri non c'è attualmente distribuzione.
Vi lascio con un trailer, purtroppo in francese (comunque comprensibilissimo).
Il film AMEN di Costa Gavras, in Italia è poco conosciuto e non passato certo in televisione, perché denuncia un po' troppe cose, soprattutto il menfreghismo di chi sapeva ma non ha fatto nulla... forse per questo non sono riuscito a trovarne il trailer in italiano?
Cercate il film mi ringrazierete.
Per la cronaca, FUGA DA AUSCHWITZ, il fumetto che ho sceneggiato, racconta fatti che vengono narrati anche in questo film.
Ciao a tutti.
Vogliate perdonare la mia lunga assenza su questo blog ma è stato un periodo veramente infernale soprattutto dovuto alle corse fatte per concludere il prima possibile il fumetto che verrà dato ai passeggeri de “il Treno della Memoria” , iniziativa della quale ho già accennato.
Come volevasi dimostrare, appena ho potuto rilassarmi un attimo, sono stato preda di raffreddori e influenze. Sono guarito solo ora che devo tornare al lavoro a tempo pieno.
Comunque BUON ANNO a TUTTI!
Ormai però siamo al sei di gennaio e per farmi perdonare i mancati articoli sul Natale e sul Capodanno (approfondimenti rimandati al dicembre del 2010), ho pensato di offrirvi due righe sulla vera storia dell’Epifania, per mantenere fede al soprannome di “Piero Angela (o Roberto Giacobbo) dei blog” che già alcuni di voi mi hanno rifilato.
È banale dire che la Befana sia legata al solstizio d’Inverno come il Natale, vero?
…
Mi spiace non avere parlato del Natale.
Avrei voluto accennare a come il compleanno di Cristo (originariamente tra marzo e aprile) si sia ben adattato a un periodo che vedeva festeggiare la fine della notte più lunga.
Perché il timore che il buio durasse per sempre veniva festeggiato con la rinascita della luce, ovvero l’alba, del giorno successivo.
Quindi l’Hanukkah è La Festa delle Luci (anche se ufficialmente dedicata al Tempio di Gerusalemme, non è un caso che abbia preso anche questo nome).
E Cristo, che è una rappresentazione iconografica del sole “apollineo” e “mitriatico”, “nasce” dopo il solstizio, guarda caso, “portando la speranza”.
…
Che c’entra la Befana?
Nel mito cristiano, l’Epifania è la festa della MANIFESTAZIONE di Cristo.
Quando i tre Re Magi portarono i doni al potere manifesto del Signore.
(Oro, Incenso e Mirra… che, alla faccia della Wind – quanto odio quella pubblicità che si fa vanto di ignoranza… - è una resina aromatica che viene/veniva usata per fare unguenti e oli aromatici… i tre doni sono simbolo dell’origine greca della leggenda di Cristo, dato che sono simboli della nobiltà greca e bizantina, ma questa è un’altra storia).
La tradizione cristiana vuole che si facciano doni ai bambini come i Magi li fecero al Cristo.
Che c’entra la Befana?
Se Epifania (epifaneia) significa rivelazione e manifestazione, Befana è una deformazione di quella parola… ma chi è la signora che porta questo nome?
Secondo la tradizione, poco conosciuta ma documentata, della cristianità, quando i Magi partirono per il loro viaggio, chiesero a una donna di accompagnarli.
La donna si attardò (o si rifiutò, a seconda delle fonti) per fare le pulizie in casa e i tre partirono senza di lei.
Così la donna che non poté assistere alla “manifestazione” del Bambino Gesù gira ancora oggi tutte le notti, in ritardo di dodici giorni, in cerca di bambini buoni.
Con una scopa che rappresenta le pulizie che ha voluto terminare.
“…mah… tutto qui?” - diranno i miei venticinque lettori.
Al di là di quanto questa “storia” sottolinei la misoginia della Chiesa Cattolica (le suffragette hanno fatto di tutto per far dimenticare questa versione), ovviamente c’è qualcosa di più.
Ovvero: perché i Re Magi avrebbero dovuto chiedere a questa signora anziana di accompagnarli?
Chi era questa signora?
La tradizione non lo racconta (o, almeno, io non ho trovato mai spiegazione).
Era “una vecchia”... una “che puliva”… “una”…
Tra l’altro, me li vedo i Re Magi che mentre legano i loro bagagli sui portapacchi dei cammelli chiedono alla signora delle pulizie: “Senta, non è che vorrebbe venire con noi? Cioè, sta per nascere il salvatore…”
“No, no, non c’ho tempo, qui fate un casino ogni volta… di solito è per il solstizio d’inverno, quest’anno, che me la potevo sgamare, avete fatto la festa per la partenza!… poi di Salvatore c’è già mio cuggino, ‘ché nessuno gli ha portato un fico secco quando è nato, manco le ferie per andare a trovare la su’ a mamma mi avete dato… … brut negher….”
Per capire un po’ meglio la cosa però vi devo raccontare di una tradizione nord europea, dove la dodicesima notte dopo il solstizio i bambini vanno in giro per le strade a fare rumore e fare esplodere i botti (un tempo far schioccare le fruste) per scacciare gli spiriti maligni dal paese.
Ma non basta, sulle montagne bavaresi, ancora oggi, c’è la tradizione di far entrare in casa tre donne vestite da vecchie che con scope e rastrelli puliscono il terreno e mandano via gli spiriti maligni.
Ci stiamo avvicinando?
Vediamo altro, però.
A Bisanzio e nell’Egitto Greco, già secoli prima, festeggiavano il solstizio d’inverno e le calende del mese.
Al solstizio c’era la notte più lunga e poi, a fine mese, si concludeva un ciclo e si tirava un sospiro di sollievo.
Nel nord, al solstizio d’inverno, il lupo Fenrir ingoia il sole (nel Ragnarok ucciderà lo stesso Odino e il Ragnarok non era un Armageddon, ma un ciclo che si ripeteva) ma la mattina dopo, nella rinascita degli dei Balder (il sole) risorge a nuova gloria (inoltre Balder nel Ragnarok viene ucciso da un dio cieco, quindi simbolo del “non vedere” perché manca la luce del sole… ecc.).
Durante il solstizio d’inverno gli spiriti sono liberi di vagare per la terra e il buio li alimenta.
Cicli…
Dopo dodici giorni… cioè la rappresentazione iconografica di un anno solare… (non per nulla dodici apostoli, dodici cavalieri della tavola rotonda, dodici divinità greche principali, ecc.) gli spiriti possono essere cacciati via.
Tiriamo le somme.
Anticamente, durante quello che probabilmente era un mondo incentrato sul matriarcato, vi era la rappresentazione dei cicli della vita attraverso una trinità femminile vista come
VERGINE
MADRE
MORTE
La giovane donna, nel pieno della vita, è l’inizio, la nascita.
La donna matura, che dà la vita, è apoteosi della vita stessa.
La donna anziana, al tramonto della sua esistenza, sia avvia verso la morte.
- Trinità che origina, abbastanza direttamente, dalle fasi lunari: luna crescente (vergine), luna piena (incinta), luna calante (morente).
Erano i cicli che governavano il mondo rurale e contadino.
La Luna era la dominatrice.
In quell’epoca c’era sicuramente una figura femminile anziana che giungeva nel periodo del solstizio invernale come simbolo della morte e, citando Neil Gaiman, rigovernava con la sua scopa, metteva le sedie sui tavoli e chiudeva tutto in attesa della riapertura del giorno dopo.
All’epoca il periodo del solstizio probabilmente si legava alle lunazioni.
Si avevano giorni di festeggiamenti che è facile che andassero dalla luna nuova a quella piena e che incrociassero la notte più lunga (probabilmente i solstizi con luna piena erano benedetti e quelli con luna nuova presagivano anni pesanti o qualcosa di simile).
Era la conclusione del ciclo, con le stagioni pronte a “ripartire”.
Poi il maschio cacciatore prende il sopravvento e diventano più importanti i cicli solari.
- Faccio notare che il calendario solare vede dodici mesi come quello lunare, quindi il numero dodici ha un’importanza simbolica in tutte e due le tradizioni, matriarcale e patriarcale.
Il periodo delle dodici notti dopo il solstizio rimane però periodo di potere femminile, tanto che in quelle si scatenano “gli spiriti della notte” (potere della Luna), poi diventati “spiriti maligni”.
Il patriarcato lascia “lievitare” il concetto di donna che viene non a chiudere il ciclo ma semplicemente a scacciare tali spiriti.
E, intanto, arriva il cristianesimo.
In una tradizione fortemente misogina come quella cristiana s’impone una maggiore sottomissione della femmina e si sovrappongono alle tre guardiane del fato - che pure hanno mantenuto importanza sia tra i greci e latini (le Moire, le Parche) che tra i norreni (le Norne) - la trinità maschile del Padre, Figlio e Spirito Santo (guarda caso, una vergine: il Figlio, una madre: il Padre e una morte: lo Spirito…) e anche una più debole rappresentazione iconica: i tre Re Magi
Quando viene istituito il Natale, i bizantini lo segnalano inizialmente al 6 di gennaio (guarda caso quando l’antica tradizione vede la cacciata degli spiriti portati dalla notte più lunga… infatti la definizione d’uso, ancora anni dopo lo spostamento al Natale “canonico”, fu che il 6 di gennaio Cristo non sarebbe nato ma battezzato e quindi ripulito dei peccati, cosa che richiama fortemente la “cacciata degli spiriti maligni”).
Però la tradizione del solstizio era troppo potente e il sole/Cristo lo si doveva far nascere in quel periodo per la sovrapposizione tipica cristiana che invece che annullare festività troppo radicate le rinominava.
- In ogni caso è importante notare come lo slittamento dei giorni tra calendario Giuliano e Gregoriano abbia creato non poca confusione tra le tradizioni, tra 6 i gennaio e 25 di dicembre invece che 21.
Insomma, si sono verificate diverse confusioni tra solstizio/natale ed epifaneia.
Comunque, il Natale divenne quello che conosciamo mentre il suo battesimo probabilmente non attecchiva degnamente, o non ovunque.
Troppi avevano ancora in mente il potere della Luna, il potere della notte, degli spiriti pagani che s’insinuavano.
Si tentò allora di instaurare una festa più forte, soppiantando la trinità femminile con quella maschile dei Re Magi, ma ancora la donna faceva capolino, con la sua pulizia di fine anno, la sua scopa… con la sua veneranda età.
…
Nasce così la Befana che conosciamo, ultimo residuo di un mondo Matriarcale che i maschi hanno cercato di eliminare anche con la beffa… ma rimane forte la sensazione che nulla sia finito finché non arriva la vecchia signora a pulire, a controllare che stiano dormendo tutti serenamente e a chiudersi la porta alle spalle, in attesa che domani comincino un nuovo giorno e un nuovo anno.
Quindi, buona befana a tutti e felice anno nuovo!
Ok, io non mi voglio occupare di politica su questo blog, lo faccio per conto mio nelle scelte di tutti i giorni e nella cabina elettorale.
Specificato questo voglio solo dire che sto leggendo delle cose assurde su ciò che è capitato a Berlusconi.
Per me si tratta solo di qualcuno che ha colpito in faccia un uomo di 73 anni.
Ora, non mi sembra intelligente esultare.
Non mi importa nulla dei motivi, che sia pazzo o no (ma la questione pazzo mi sa tanto di "Non siamo stati noi!")... l'unica cosa che dico a chi esulta è che se si vuole fare la rivoluzione ci sono ben altri modi.
Che cazzo nemmeno Robespierre quando si era rincoglionito!
Tutto qui.
Adesso, a proposito di vecchi di rincoglioniti e di rivoluzioni, rivediamo questo pezzo geniale: