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Benvenuto qui fra luce e confusione
14.3.2010
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Ci sono episodi che ti accadono raramente nella vita. Episodi insignificanti,all'apparenza,ma che ti cambiano profondamente. Episodi che accompagnano emozioni e sensazioni talmente intense da toglierti il respiro. E non è necessario sia la nascita di un bambino,lo scoppio di una guerra,la morte di un caro.A volte sono le cose più piccole a generare profondi cambiamenti e riflessioni. A me è successo poche volte nella vita. Avvenimenti piccoli. Polvere nell'aria. Ma li ricordo ancora adesso.
Quasi sempre alla vista di paesaggi,mi sono ritrovata a riflettere sui perchè. I grandi perchè,è così che li chiamano. Domande che da sempre l'uomo si è posto,ma a cui non è mai riuscito a trovare una risposta che calzasse alla perfezione. Un pezzo sbagliato di puzzle,un qualcosa che si avvicina ma non ricopre.
Spesso le risposte a questi perchè non si trovano a parole. Sono immagini,odori. Sono sapori. Sono caldo,freddo,dolore,sudore. Sono ciò che di più bestiale e primitivo risiede nel profondo di ogni uomo.
A me è successo fortunamente di provare tutto ciò. Pochi secondi,brevi istanti di assoluto soddisfacimento,in una sorta di orgasmo emotivo che una volta passato ti fa sentire al tempo stesso tutto e niente.
La vista di Roma dall'alto della cappella Sistina. I colori dell'alba sul mare dal ponte di una nave.Vento,salsedine e occhi socchiusi. Odore di sale.
Il tramonto su un fiume.
L'altro pomeriggio stavo tornando a casa,su uno di quei puzzolenti e polverosi autobus di linea che sono elemento principale degli scenari cittadini. Gli auricolari alle orecchie,canzoni analizzate e studiate e interpretate centinaia di migliaia di volte.
Un riflesso di luce rossastra su una pozzanghera. Alberi senza foglie. Cielo colmo di calde sfumature. Inverno che non s'appresta a scomparire.
Il dolce cullare del motore,le note e il sole e l'odore acre della gente,gli spintoni e le parole e mille pensieri comuni a qualsiasi persona.
E' stato un attimo. Un'improvvisa sensazione di pienezza,provavo al mio interno tutto ciò che si potesse provare. Rabbia felicità amore odio tristezza noia euforia. La famiglia di colore che non ha i soldi per pagarsi il biglietto dell'autobus ma che quotidianamente sale nella speranza di non ricevere una multa.
Il ragazzo ricco sfondato che solo per quel giorno è stato costretto a prendere un mezzo di trasporto pubblico perchè il mercedes del papà era occupato a casa di una signorina certamente più interessante di lui.
L'autista stanco,la signora col nipote. Lo scolaretto rimasto a scuola per ore di ripetizioni. La bella ragazza con i jeans stretti,attenta a chi posa lo sguardo sul suo fondoschiena.
E io. Io. Stavo venendo su quel panorama provinciale,sugli animali di campagna,su quella buffa mescolanza di persone che tra loro non avevano nulla da spartire.
Non sapevo perchè l'uomo esistesse,che senso avesse la vita,perchè siamo qua e dove stiamo andando. Non lo sapevo articolare a parole.
Ma lo sentivo. Era quello il motivo. Lo trovavo nella ragazza,nella nonna,nella famiglia di colore,nel drogato in fondo all'autobus,nell'autista e nella sua famiglia.
Era quella l'essenza. La vera essenza. Niente a che vedere con grosse parole o astratte immagini filosofiche.
Odore acre e respiri affannosi.
Tutto qui. |
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