ECCENTRICA

Night Photo

CLAUSTROPHOBIA

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Rui Palha

08:50 - 22.10.2008 - comments {2} - post comment

Art Design. Pierre Paulin

Pierre Paulin odia definirsi una star-design, per lui il designer è un lavoro come un altro.
Pierre Paulin, francese, è uno dei più grandi designer del secolo scorso. Ha ispirato generazioni di giovani creatori nel mondo con le sue sedie e poltrone dalle linee pure, i colori decisi e i materiali sperimentali, come la schiuma poliuretanica o il tessuto stretch.
I modelli mitici vanno dagli anni 50' ai 60' come la poltrona Mush-Room, la seduta Tongue, il divano Abcd o la Ribbon chair. Opere contese dai collezionisti o esposte in musei come il MoMa di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Victoria and Albert di Londra.
Oggi a ottant'anni Pierre Paulin continua a sperimentare, sulle montagne solitarie delle Cévennes, assistito dalla moglie Maia.

11:32 - 22.10.2008 - comments {4} - post comment

La tua Caramella ( un bidè di essenze fumè)

Ehi...
Te la senti di portarmi un fiore di sambuco?
Per alleviare le mie sofferenze gastriche non per niente
E' un affare di cuore
Solo un po' di rumore
Abbastanza sottile da creare uno stile
Rococò stropicciato al salmone
Un dorè nell'abbottonatura delle cosce
Un capro espiatorio per la tua sodomia sperata e mai realizzata
Adoro quando ti premi le tempie in cerca del sussurro che non posso darti
So di essere violenta
Godo della tua essenza
Mi stuzzico le orecchie con i ghirigori di cioccolato del tuo bacino squallido
Spogliami su un servizio da tè a colori
Scartami
Sono pronta

10:12 - 21.10.2008 - comments {5} - post comment

Quando le Donne non Parlano

Non c'è niente di più snervante della donna che non parla.
La classica donna "manichino" o detta anche "mummia". Quella che quando si offende si chiude in una specie di teca insonorizzata e per farla uscire ci vuole il miracolo. E io che non mi raccapezzo, e io che non capisco quando vorrei capire, cosa l'ha ferita? cosa le avrò detto di così orribile tra le tante cose che ho detto? Per sapere, per parlarne, per chiarire e venire a un punto, un accordo, uno stilato di pace. Niente. Lei continua a guardare davanti a sè come se ci fosse Madre Teresa mentre io mi rodo in un mare di perchè.
Ma è mai possibile un simile comportamento ottuso? Come fosse una bambina di dieci anni!
E non ne ho mai incontrata una, una che fosse diversa.
Sicuramente è roba che passa da nonna a madre a figlia eccetera.
Ecco, se dovessi avere un figlio lo voglio maschio! Basta questi mutismi inutili e insopportabili!
Una bambina viziata, ecco che mi sembri, una zucca vuota anzi!
Testarda!

Ecco l'uomo che non ricorda che la settimana scorsa è stato lui chiuso nella sua stanza per giorni senza rivolgermi una parola.
E per cosa? per un semplice "No!"

uomo-donna, due pianeti ancora lontani?

10:20 - 21.10.2008 - comments {24} - post comment

Moda News

Nuovi talenti sulle passerelle di AltaRoma la manifestazione dedicata alla grande sartorialità creativa e cosmopolita.
Da notare Bianca Gervasio con le sue pieghe insolite e Silvio Betterelli con un total black alla sarda!

09:12 - 20.10.2008 - comments {4} - post comment

Passion Animalier

Zebrate, pitonate, tigrate, sembra un incubo. E' dai 90' che l'ossessione primitiva maniacale dei creatori ci costringe a calarci nei panni zoologici.
E pensare che negli anni 80' era un estroso dettaglio punk.
Simpatico nei 90' come novità. Ma ora è diventato un classico da sbadiglio.
Unico vantaggio, se avete vecchi abiti pezzati nell'armadio potete continuare a indossarli senza apparire demodè.
In basso
Tubino
Ralph Lauren

09:47 - 20.10.2008 - comments {13} - post comment

Make Up

Trucco da bambola con Erase Past illuminante
Ombretto Lust Dusters tonalità Punk Royalty
Sulle labbra infine un mix di Benetint ( che non è un medicinale) + Her Glossiness tonalità Rosa Frutto della Passione
Make Up Benefit

10:32 - 19.10.2008 - comments {14} - post comment

PAROLE PAROLE PAROLE. Il Tempo Perduto. Terzo Incontro. Vincenzo

Sul molo che scotta, sotto lo sguardo di innumerevoli imbarcazioni dondolanti, mi lascio condurre dal corpo statuario di Renata che si blocca davanti a un enorme motoscafo bianco. Una stretta alla mano mi costringe ad alzare gli occhi sul suo volto raggiante, e col cuore in apnea mi preparo a un'altra sorpresa. Poco dopo la sua voce che grida "Vincenzo" solleva una risata imbarazzata nel mio stomaco e un mare di ricordi invade la mia mente intorpidita, e il molo scivola via velocemente sotto i miei piedi che cominciano a levigarsi sotto i miei occhi increduli e s'impigliano nelle strisce di cuoio di un paio di sandali alla schiava per abbandonarsi nell'abitacolo di una 500 nuova di zecca che taglia correndo le strade del centro mentre un vento ruffiano mi scuote le chiome corvine, e a bocca aperta mi volto verso la testa rossa di Vincenzo per chiedergli dove mi sta portando, ma lui non mi sente preso da una guida ardita assordato dal rombo del motore, rassegnata chiudo gli occhi sul tramonto settembrino e volo senza pensieri verso l'ignoto.

< Vincenzo>, le grida insistenti di Renata riportano i miei piedi nuovamente raggrinziti, nel fresco tessuto del cinz delle mie pantofole indiane che bruciano sul molo abbagliante, mentre una testa canuta e arruffata spunta dalla prua del grande motoscafo bianco e una risata mi esce spontanea su quel volto confuso. Senza rendermi conto, strascico i miei piedi con la velocità di una tartaruga verso di lui, che continua a guardarmi interdetto, e poi esplode commosso < non dirmelo...Fiorenza?> io annuisco con la gioia nel cuore.

Seduta sotto l'ombra del tetto di paglia del bar del porto, stordita dalla voce di Renata, studio il volto di Vincenzo che nonostante le scure guance flosce e quella corona scomposta di capelli bianchi è ancora un bel tipo. Il corpo magro, coperto da un paio di jeans bianchi e una t-shirt pezzata dalle macchie nere di olio per motori, sottolinea un giovanilismo ancora presente.
E continua a difendere il suo stato di single con una verve appassionata che trabocca ancora di fame di vita, e ci racconta della sua nuova passione per barche e motori e della sua nuova donna, una cubana di vent'anni più giovane di lui, della sua vita sempre in bilico, precariamente esposta alle sorprese di un destino beffardo, e il suo menefreghismo mi stupisce e lo guardo a bocca aperta, ammirata da quel distacco, da quel saggio equilibrio che mi fa sentire improvvisamente stronza, continuamente immersa nelle inutili paranoie che costellano il mio universo piatto, e stranamente rinsavita, dopo avergli stampato due baci sulle guance flosce, percorro la strada di casa con un cuore nuovo.

07:23 - 18.10.2008 - comments {10} - post comment

Sperimental Project

Cupole geodetiche
Strutture emisferiche composte da travi giacenti su cerchi massimi
Vengono presentate alla X Triennale di Milano 1954
Prefabbricate in cartone ideate da Buckminster Fuller
Scopo-un'alternativa abitativa funzionale

10:40 - 18.10.2008 - comments {6} - post comment

Night Photo

Desolation

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Rui Palha

09:55 - 17.10.2008 - comments {10} - post comment

Donne. Ieri Oggi

Un tempo il ruolo femminile era incentrato unicamente nella riproduzione e nell'assetto familiare.
Oggi la donna ha ampliato i propri orizzonti con la realizzazione professionale, che pone addirittura al primo posto. E ha perso la femminilità dei tratti, dei gesti, un'idea sempre più mascolina si cela sotto i jeans o il tailleur pantalone per andare in ufficio.
Ma dobbiamo davvero dimenticare per sempre i modelli burrosi alla Sofia Loren, Gina Lollobrigida o alla mitica Marilyn?
Io credo che le donne di una volta non fossero affatto infelici solo perchè costrette a fare il pane o il bucato, perchè il pane lo facevano con piacere, con amore.
Al contrario trovo che siano più infelici oggi, più stressate dalla mania di potere, hanno acquistato una libertà che le rende sempre più sole, un'aggressività che allontana il maschio ( e le sue premure) sempre più confuso nel suo ruolo indefinito.
Il 68' insomma con la sua rivoluzione sessuale pare aver portato più guai che bene.
Ecco il perchè di numerosi problemi, come le crisi di coppia, gli aumenti dei divorzi, la perdita dei valori, i disturbi dell'alimentazione, la confusione dei ruoli e così via.
Come vorrei tornare indietro alla sensualità materna della vera donna.
( Che poi sciocca inutile e sottomessa non lo era affatto, in casa comandava lei!)

12:19 - 17.10.2008 - comments {24} - post comment

Tipologia di un Rapporto ( un orgasmo abortito)

No
Lasciami
Non vedi come sono occupata a fare e disfare la trama di un'ipotetica storia d'amore?
Pane e uovo nei miei occhi fritti al ghiaccio
Solitudine racconto
Le tessere del tuo mosaico son scadute
Conto le ore che mi dividono dal fracasso degli ulivi allegri
La primavera dei processi
Le sere ardite
Il tuo pene nel mio
La mia bocca aperta impalata come una croce di birra evaporata
Uno scoiattolo mi attraversa la strada
Chi muore?

11:17 - 16.10.2008 - comments {5} - post comment

Brit Style

La "Beat generation" di Beatlesiana memoria ha lasciato davvero il segno.
Tanto che i designer non smettono d'ispirarvisi. E allora vai con le minigonne, i pantaloni a zampa d'elefante e le stampe British, psichedelia Sixties e cover di dischi vintage e il look London è fatto!
In basso
Cappottino e pantaloni
D&G

12:08 - 16.10.2008 - comments {4} - post comment

Fiori di Diamanti

Il fiore è sempre stato il simbolo di Louis Vuitton dal 1896.
Ora si trasforma in diamante di alta gioielleria.
Come nella linea Les Ardentes, pezzi unici lavorati da artigiani in 2400 ore circa, che ben presto saranno esposti nelle boutique del famoso marchio...per clienti molto esclusivi.

09:52 - 15.10.2008 - comments {9} - post comment

Traveller. Nuova Zelanda Estrema

In Nuova Zelanda, precisamente Queenstown nell'Isola del Sud, tra rocce, fiumi e distese verdi, vive un popolo molto dinamico, il suo hobby? il rischio!
Gli sport estremi qui furoreggiano.
Il bungee jumping ti butta a 43 metri sul fiume Kawarau o se preferisci il salto puoi farlo tra i monti o da piattaforme sospese in città.
Con l'heliski, c'è un elicottero che ti accompagna sui monti Remarkables per un fuoripista in alta quota.
Se vuoi puoi solcare il fiume Shotover su scafi a idro-jet sfrecciando tra le rocce, e se guardi in su, a oltre cento metri d'altezza, noterai figure imbragate con una corda elastica pronte per il canyon swing, la danza nel vuoto.
Se non ti accontenti puoi lanciarti da un aereo munito di paracadute.
Un'ultima emozione da provare prima di tornare alla tranquillità casalinga è lo zorbing, ovvero il rotolare chiuso in una sfera di plastica giù per un declivio.
A voi la scelta
Divertitevi!

11:12 - 15.10.2008 - comments {24} - post comment

Prima Comunione The End

Una voglia mi prende...la frenesia del peccato...il godere lussurioso penetra rompendo le mie vene virginali...
Che ne sarà di me povera anima dannata?

09:48 - 14.10.2008 - comments {1} - post comment

ART

La sedia come protagonista nelle opere di Sam Durant, Scott Myles, Simon Starling
Sedie commercio clonate in ceramica o bronzo da esibire come sculture
Il quotidiano ispira l'arte
Dall'alto
"Untitled ( chair)" 2007 Scott Myles

"Proposal for a monument to Huey Newton at Alameda" 2004 Sam Durant

"Unique mono-block resin chair" 2006 Sam Durant

10:22 - 14.10.2008 - comments {4} - post comment

PAROLE PAROLE PAROLE. Il Tempo Perduto. Secondo Incontro. Renata

Guardo Miracolo tutto sporco di argilla, gli piace rotolarsi ai miei piedi mentre piego le mie donne scavate. Gli ho dato questo nome, Miracolo, perchè come un miracolo mi è caduto dal cielo, come un miracolo si è avvicinato a me, la vecchia stanca che nessuno vorrebbe accanto, la porta iella, la zingara dai lunghi capelli aggrovigliati come mangrovie. E con queste mani sporche d'argilla seguita dal mio unico amico, vado ad aprire la porta che mi mostra un volto radioso, iper tirato dai numerosi lifting, incorniciato da una folta criniera nera appena cotonata.
< Fiorenza mio Dio!> esclama la donna buttandomi le braccia al collo e affogandomi di profumo, < Renata!> pronuncio con la voce soffocata dall'emozione, mentre Miracolo mi tira la gonna con fare vanitoso e scodinzola per essere notato.
La studio mentre entriamo in cucina e brucio dall'invidia perchè mi accorgo che non è cambiata molto, perchè il tempo è stato clemente con lei, con le sue gambe super abbronzate, col suo corpo asciutto e le sue tette troppo sode per essere vere sotto la t-shirt rosso rubino. E il mio corpo si chiude e dimostra disagio e vergogna sotto quegli occhi ancora vivi e dipinti di blu.
Volto le spalle con la scusa di metter su un caffè e la sento mentre si spreca in complimenti finti, mi tappo le orecchie disgustata e chiudo gli occhi sul caffè che brucia, e il nero che mi avvolge si rischiara su un'immagine sfocata che ritrae una giovane me che piange con la testa poggiata sulla spalla forte di questa donna che ora siede dietro di me.
Apro gli occhi amareggiata davanti alle mie imperfezioni, non solo fische ma anche e soprattutto mentali, questa invidia insana che m'indurisce il cuore, che m'inaridisce l'anima, che mi ha abbassata allo stadio di animale selvatico e ho paura di me stessa, vorrei sorridere ma non ci riesco, posso allargare la bocca quanto voglio ma non basta se il mio cuore è secco come una prugna. < Sei un po' giù...> esclama lei all'improvviso con la voce di mia madre, per poco il caffè non mi va di traverso, sbatto la tazzina sul tavolo e mi alzo brusca < ma dove vivi?> sbraito < il nostro tempo è finito!...o forse hai gli occhi troppo presi dai tuoi seni finti!> mi è scappato, non volevo ferirla < scusa> mormoro scioccamente come se servisse a qualcosa. Poi mi accascio senza forze sulla sedia di legno tarlato e con la faccia tra le mani mi abbandono a un pianto infantile, mentre lei è chiusa in un silenzio che parla.
< Sono vedova> esclamo d'un tratto con voce soffocata, come se quelle sillabe potessero giustificare la mia maleducazione, < e io ho perso un figlio...> annuncia lei sommessa, alzo la testa di scatto sul suo volto che ha perso ormai ogni entusiasmo < quando?> le chiedo sorpresa, < anni fa...aveva venticinque anni capisci?> mi risponde tranquilla, con una finta rassegnazione che cela un'ira repressa che traspare dai suoi occhi senza lacrime puntati ora su di me in attesa di un qualcosa. Ma quel qualcosa non arriva, dire "mi dispiace" non serve a nulla se a me dispiace davvero, e mentre rifletto torturando nervosamente le schegge di legno che esplodono dalla base scorticata del tavolo per infilarsi nella pelle delle mie mani senza dolore, per infilarsi nel mio cuore inutile, la sua voce rinata mi scoppia nel cervello inattesa, e rompe il silenzio del dolore e la sua voglia di vivere ancora, nonostante il pesante fardello che indossa, mi stupisce e l'invidia ritorna, prepotente come sempre, ora frutto di un'ammirazione sconcertante, e la sua voce argentina echeggia nella mia mente stupita mentre lei ha già finito da un pezzo di chiedermi < usciamo? dai vestiti che ti porto da una persona...> e mi sembra di esser tornata indietro di un secolo.

07:13 - 13.10.2008 - comments {0} - post comment

La Poetica del Fiore Secco

Io personalmente i fiori li preferisco vivi e colorati, ma c'è anche chi ha la mania del secco.
A dir la verità, da piccola, quando ricevevo una rosa la lasciavo nel boccale per mesi, m'incantavano le sue metamorfosi e il colore spento ricco di sfaccettature non era meno attraente di quello originale.
E' questione d'umore, se siete depresse meglio buttar via tutto al primo cedimento.
Mia suocera, più sofisticata, prende il mazzo di fiori ricevuto e subito lo appende a testa in giù, e poi riempie la casa di questi bouquet secchi ma ancora vividi di colore.
Mia madre invece conserva ancora i suoi fiori incorniciati.
Quando ero piccola soleva porre il fiore vivo in un grosso tomo, poi arrivò a comprarsi la pressa dei fiori, fin che non seccava mantenendo il colore. Poi lo incollava su un cartoncino telato e infine incorniciava il tutto.
Manie dimenticate? o c'è ancora chi si diverte con i fiori?

11:36 - 13.10.2008 - comments {8} - post comment

Night Photo

Dans ma Chambre

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Janusz Miller

08:50 - 12.10.2008 - comments {2} - post comment

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Lussi vizi e virtù dell'essere moderno

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